Il possibile passaggio di EasyJet sotto il controllo di un grande fondo di private equity statunitense segna una fase nuova e potenzialmente decisiva per il futuro della compagnia aerea low-cost britannica. Venerdì il consiglio di amministrazione ha raccomandato agli azionisti di accettare l’offerta pubblica d’acquisto presentata da Apollo Global Management, preferendola a quella avanzata solo pochi giorni prima da un altro investitore americano, Castlelake. Si tratta di un cambio di orientamento significativo, che riflette non solo una valutazione economica più favorevole, ma anche una dinamica competitiva crescente attorno a una delle principali compagnie aeree europee nel segmento low-cost. L’offerta di Apollo prevede un prezzo di 7,15 sterline per azione, equivalente a circa 8,39 euro, per una valutazione complessiva di circa 5,7 miliardi di sterline (6,69 miliardi di euro). Si tratta di una proposta superiore rispetto a quella di Castlelake, che si fermava a 6,90 sterline per azione e a una valutazione totale di 5,5 miliardi di sterline. Il differenziale assume un peso rilevante in un contesto in cui il consiglio di amministrazione è chiamato a massimizzare il valore per gli azionisti, soprattutto dopo una fase di volatilità del titolo legata a fattori geopolitici e macroeconomici.
Contesto economico e ruolo del private equity
Non è un caso che le prime offerte di acquisizione siano arrivate in un momento di debolezza della valutazione di mercato di EasyJet. Nei mesi scorsi, il settore del trasporto aereo è stato influenzato dalle tensioni in Medio Oriente e in particolare dalle conseguenze del blocco dello stretto di Hormuz, che ha inciso sui costi del carburante e sulle prospettive operative delle compagnie. EasyJet aveva inizialmente respinto le prime proposte di Castlelake proprio perché considerate opportunistiche, ritenendo che non riflettessero adeguatamente il valore di lungo periodo dell’azienda. Il rilancio di Apollo, più alto, sembra invece aver convinto il management della maggiore congruità dell’offerta. Apollo è uno dei maggiori operatori globali nel private equity e adotta tipicamente strategie di investimento orientate alla ristrutturazione, all’efficientamento e alla valorizzazione degli asset nel medio periodo, spesso con l’obiettivo di una successiva rivendita o quotazione. Se l’operazione andasse a buon fine e una quota sufficiente di azionisti aderisse all’offerta, EasyJet verrebbe probabilmente ritirata dalla Borsa, con un cambiamento radicale nella governance e nella trasparenza pubblica della società.
Regole europee e scenari futuri
La competizione tra Apollo e Castlelake resta comunque aperta. Entrambe le offerte sono ancora preliminari e dovranno essere formalizzate nelle prossime settimane: Castlelake ha tempo fino al 3 agosto per presentare la proposta definitiva, mentre Apollo fino al 7 agosto. Saranno poi gli azionisti a decidere quale proposta accettare, in un processo che potrebbe anche vedere ulteriori rilanci o modifiche delle condizioni economiche. Un elemento cruciale riguarda inoltre il quadro regolatorio europeo. Nonostante EasyJet sia una compagnia britannica, una parte essenziale delle sue operazioni avviene all’interno dell’Unione Europea tramite la controllata EasyJet Europe, creata nel 2017 per mantenere i diritti di traffico dopo la Brexit. Le normative europee impongono che le compagnie aeree operanti nell’UE siano controllate in maggioranza da soggetti europei. Questo vincolo ha già costretto Castlelake a strutturare la propria offerta attraverso una società partecipata al 49 per cento dal fondo e per il restante 51 per cento da investitori europei. Apollo, dal canto suo, non ha ancora reso noti i dettagli della propria struttura, ma ha dichiarato di essere pronta ad adottare tutte le misure necessarie per conformarsi alla normativa.






