EasyJet pronta ad accettare l’offerta di acquisizione da 7,3 miliardi di dollari di Castlelake

EasyJet pronta ad accettare l’offerta di acquisizione da 7,3 miliardi di dollari di Castlelake

EasyJet pronta ad accettare l’offerta di acquisizione da 7,3 miliardi di dollari di Castlelake

La compagnia aerea low-cost britannica easyJet si avvicina a un possibile cambio di proprietà dopo aver accolto in linea di principio un’offerta di acquisizione da circa 7,3 miliardi di dollari presentata dal fondo statunitense Castlelake, in quella che potrebbe diventare una delle operazioni più rilevanti nel settore aeronautico europeo degli ultimi anni. Il consiglio di amministrazione ha dichiarato che il valore proposto, pari a 6,90 sterline per azione, è sufficientemente elevato da poter essere raccomandato agli azionisti, rappresentando un premio del 73% rispetto al prezzo del titolo registrato il 29 maggio, prima che emergesse l’interesse del private equity. La nuova offerta arriva dopo che a giugno easyJet aveva respinto una proposta inferiore da 4,93 miliardi di sterline, pur lasciando aperta la porta ai negoziati e concedendo a Castlelake un accesso limitato ai propri dati finanziari e operativi. L’operazione si inserisce in un contesto particolarmente complesso per il trasporto aereo globale, caratterizzato dall’aumento dei costi del carburante e dalle tensioni geopolitiche, in particolare legate al conflitto in Iran, che stanno comprimendo i margini e spingendo verso un consolidamento del settore.

Asset strategici e nodo regolatorio

In questo scenario, easyJet rappresenta un obiettivo strategico grazie ai suoi slot di grande valore in aeroporti chiave come Londra Gatwick, Parigi e Ginevra, alla sua presenza in 38 paesi europei con oltre 1.200 rotte e a una flotta di circa 355 aeromobili, prevalentemente Airbus. La compagnia continua inoltre a confrontarsi con la forte concorrenza di Ryanair, leader del segmento low-cost, fattore che ne ha aumentato la vulnerabilità sul fronte delle operazioni di fusione e acquisizione. Resta tuttavia aperta la questione regolatoria: le norme dell’Unione Europea impongono che le compagnie aeree operanti nel blocco siano controllate a maggioranza da soggetti europei, e Castlelake ha indicato una possibile soluzione attraverso una struttura in cui manterrebbe il 49% del veicolo di acquisizione, lasciando il restante 51% a investitori UE, tra cui l’ex COO di easyJet Peter Bellew e il dirigente Mark Breen, anche se sarà necessario il via libera delle autorità. Nonostante le difficoltà nel recupero dopo la pandemia, easyJet conserva asset rilevanti, come il business dei pacchetti vacanza e una flotta efficiente, mentre il fondatore Stelios Haji-Ioannou, ancora principale azionista con circa il 15%, rimane una figura influente nella storia e nelle dinamiche interne della compagnia. L’operazione si inserisce infine in un più ampio trend di acquisizioni nel Regno Unito, dove le valutazioni relativamente basse delle società quotate stanno attirando capitali internazionali, rendendo il 2026 un anno potenzialmente record per il mercato delle fusioni e acquisizioni.

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