Le app di intelligenza artificiale più usate in Italia: classifica, numeri e trend

ChatGPT resta irraggiungibile: 8,8 milioni di utenti in un mese

Nel panorama italiano dell’intelligenza artificiale generativa, ChatGPT si conferma di gran lunga l’app più utilizzata. Ad aprile 2025, l’app ha registrato ben 8,8 milioni di utenti unici., pari al 20,7% della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni che usa Internet. La media mensile da inizio anno è di 7,2 milioni di utenti.

Il dato è impressionante se si considera che solo un anno prima, ad aprile 2024, erano appena 2,4 milioni. La crescita su base annua è del +266%, e del +45% nei primi quattro mesi del 2025. Una diffusione massiccia, spinta in particolare dagli studenti (il 37% lo usa abitualmente) e dai giovani tra i 18 e i 24 anni, dove la diffusione tocca il 35%. In valori assoluti, la fascia 25-34 è la più rappresentata.


La classifica delle app di IA più usate in Italia

Dietro ChatGPT, con un ampio distacco, si posizionano due colossi come Google Gemini e Microsoft Copilot. Ecco la classifica aggiornata:

  1. ChatGPT – 8,8 milioni di utenti (aprile 2025)
  2. Google Gemini – 2,8 milioni
  3. Microsoft Copilot – 2,7 milioni
  4. Deepseek (alternativa cinese) – 518.000
  5. Perplexity (motore di ricerca IA) – 270.000
  6. Claude (Anthropic) – 158.000
  7. Character AI (chatbot personalizzabili) – 119.000
  8. Grok (IA su X/Twitter) – 54.000

È possibile che i numeri di Gemini e Copilot siano sottostimati, perché queste app vengono spesso utilizzate all’interno di ambienti aziendali come Google Workspace o Microsoft 365, che non vengono tracciati direttamente come accessi alle app.


Chi sono gli italiani che usano l’IA?

Le IA generative hanno ormai un pubblico trasversale. Tuttavia, emergono alcune tendenze interessanti.

ChatGPT ha una distribuzione piuttosto omogenea per età, ma domina tra i giovani: il 35% degli utenti tra 18-24 anni lo usa abitualmente. In termini di genere, il 53% è uomo. Gemini e Copilot sono più forti tra gli uomini (60%) e mostrano una diffusione significativa nelle fasce tra i 35 e i 54 anni per il primo, e oltre i 45 anni per il secondo. Dal punto di vista lavorativo, i principali utenti sono i dipendenti full-time, ma è tra gli studenti che ChatGPT ottiene la più alta diffusione.


L’uso creativo dell’intelligenza artificiale

Oltre ai chatbot, stanno emergendo in Italia app di IA orientate alla creatività, come musica, immagini e video. Anche in questo caso, ecco la classifica per utenti mensili (media 2025):

  1. Suno (musica generativa) – 274.000 utenti
  2. Eleven Labs (voci e suoni sintetici) – 81.000
  3. Leonardo.ai (immagini) – 76.000 (101.000 ad aprile)
  4. Midjourney (immagini) – 54.000
  5. Runway (video) – 54.000
  6. HeyGen (video) – 47.000
  7. Ideogram (testo nelle immagini) – 39.000
  8. Kling (video, app cinese) – 49.000 (79.000 ad aprile)
  9. Pika e Luma AI – 17.000 ciascuna

In particolare, Suno spicca per coinvolgimento, con un tempo medio di utilizzo di oltre un’ora al mese. Questo suggerisce che non si limita a generare musica, ma diventa anche una piattaforma di fruizione e riascolto.


Quanto tempo passano gli italiani sulle app IA?

Se guardiamo non solo al numero di utenti ma al tempo medio di utilizzo, emerge un quadro interessante. L’app più coinvolgente è Character AI, con quasi 20 ore di utilizzo al mese per utente. È particolarmente popolare tra i più giovani, soprattutto donne, che la impiegano per creare e dialogare con chatbot dotati di personalità proprie.

ChatGPT segue con una media di 1 ora e 48 minuti mensili, mentre Perplexity si avvicina all’ora. Deepseek si attesta su 42 minuti, Claude su 34, Gemini su 23 e Copilot su 19. In fondo alla classifica c’è Grok, che si ferma a soli 12 minuti di utilizzo medio al mese.

Tra le applicazioni orientate alla creatività, Suno è quella che assorbe più tempo, con una media di 1 ora e 3 minuti. Ideogram raggiunge i 36 minuti, mentre Eleven Labs si attesta sui 28. Le app per la creazione di video, come Kling e Runway, registrano invece un tempo medio d’uso intorno ai 15 minuti.


Il futuro è nell’integrazione quotidiana

L’Italia si sta muovendo rapidamente nell’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa. Il 2025 rappresenta un anno di svolta, non solo per la crescita degli utenti, ma per il passaggio da un uso occasionale a una presenza sempre più integrata nella vita quotidiana.

La vera sfida dei prossimi mesi sarà trasformare questi strumenti da semplici tool di sperimentazione in alleati essenziali per produttività, creatività e vita personale. Un po’ come è già avvenuto con Google, WhatsApp o Spotify.

Chi saprà costruire un’esperienza fluida, intuitiva e realmente utile, conquisterà non solo attenzione, ma anche fedeltà.

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