Aurora, l’IA di Microsoft che rivoluziona le previsioni meteo

Aurora, l’IA di Microsoft che rivoluziona le previsioni meteo

Aurora, l’IA di Microsoft che rivoluziona le previsioni meteo

Microsoft ha sviluppato Aurora, un nuovo modello di intelligenza artificiale capace di superare i metodi tradizionali di previsione meteorologica. Addestrato esclusivamente su dati storici, Aurora è in grado di generare previsioni a 10 giorni, tracciare con precisione la traiettoria degli uragani e farlo più rapidamente e a costi inferiori rispetto agli attuali sistemi operativi. Secondo quanto riportato dalla rivista Nature, Aurora ha previsto con successo tutti gli uragani del 2023, battendo in accuratezza i principali centri meteo, incluso il National Hurricane Center statunitense.

Precisione più alta, costi più bassi

A differenza dei modelli tradizionali, basati su complesse equazioni fisiche e su una notevole potenza di calcolo, Aurora funziona in modo più efficiente. I suoi costi computazionali sono stati centinaia di volte inferiori, segnando un netto distacco dai sistemi attualmente utilizzati dalle agenzie meteorologiche. Le sue performance seguono quelle di Pangu-Weather, modello lanciato da Huawei nel 2023, e aprono la strada a una possibile svolta globale nel modo in cui si elaborano le previsioni atmosferiche e si affrontano i disastri naturali legati al cambiamento climatico.

Supera i centri meteo globali

Aurora ha dimostrato di saper battere sette diversi centri previsionali nel tracciare con cinque giorni di anticipo la traiettoria di cicloni intensi. Un caso emblematico: il tifone Doksuri. Mentre le previsioni ufficiali lo davano diretto a nord di Taiwan, Aurora aveva già indicato correttamente il suo impatto sulle Filippine, con quattro giorni di anticipo. Sulle previsioni globali a 10 giorni, il modello IA di Microsoft ha superato nel 92% dei casi le prestazioni del Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF), considerato il riferimento mondiale in materia.

La sfida dell’IA nella meteorologia

Aurora non è sola. Anche Google ha presentato il suo modello, GenCast, che avrebbe superato l’ECMWF nel 97% dei disastri climatici analizzati del 2019. Le agenzie meteorologiche stanno osservando con attenzione questi sviluppi, e molte stanno lavorando a proprie soluzioni ibride che combinano modelli fisici e IA. Lo stesso ECMWF ha reso disponibile il suo primo “modello di apprendimento” ai Paesi membri nel febbraio scorso: è mille volte più veloce del modello fisico tradizionale, anche se con una risoluzione più bassa (30 km² contro i 10 di Aurora). Ma è già in funzione e rappresenta un primo passo concreto nella transizione.

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