Due dei tre fondatori di Cronache di spogliatoio, uno dei progetti editoriali sportivi più seguiti degli ultimi anni in Italia, hanno lasciato la società a pochi mesi dalla sua acquisizione da parte del gruppo Be Water. Si tratta di Giulio Incagli e Stefano Bagnasco, che hanno deciso di uscire dal progetto sei mesi dopo l’operazione conclusa a gennaio, con cui l’editore – già proprietario di Chora Media e Will – aveva rilevato il media per una cifra intorno ai 7,5 milioni di euro.
Le ragioni dell’uscita non sono state rese note ufficialmente. Entrambi, che detenevano una quota della società, hanno condiviso sui social messaggi dal tono riflessivo e celebrativo, senza entrare nel merito della decisione.«Negli ultimi mesi ho capito una cosa: le aziende e i ruoli possono cambiare, quindi è saggio agire al momento giusto per il bene comune», ha scritto Bagnasco, lasciando intendere una scelta maturata nel tempo più che una rottura improvvisa.
Dal lato aziendale, il CEO di Chora e Will, Riccardo Haupt, ha parlato di «una graduale fase di sviluppo e cambiamento», definendo l’uscita dei due fondatori come un passaggio di testimone. Il loro posto nel consiglio di amministrazione sarà assunto da Davide Provenzi, terzo fondatore di Cronache di spogliatoio, che resta quindi alla guida del progetto in una fase considerata cruciale per la sua evoluzione.
Crescita del progetto e prospettive future
Nato nel 2018, Cronache di spogliatoio si è imposto rapidamente come uno dei media sportivi più innovativi nel panorama digitale italiano, soprattutto tra le nuove generazioni. La sua crescita è stata trainata da un linguaggio diretto e narrativo, capace di avvicinare il racconto sportivo a quello dell’intrattenimento, e da una forte presenza sui social network, in particolare Facebook e Instagram. Negli anni il progetto si è ampliato con videopodcast, interviste e produzioni originali, fino ad arrivare anche alla trasmissione in streaming di alcune partite.
L’acquisizione da parte di Be Water aveva segnato un passaggio significativo, inserendo Cronache di spogliatoio in un ecosistema editoriale più ampio e strutturato, con ambizioni che vanno oltre il digitale puro, includendo anche podcast, serie e produzioni audiovisive. L’uscita di due figure chiave della fase fondativa apre ora una nuova fase, in cui sarà determinante capire come il progetto riuscirà a mantenere la propria identità editoriale conciliandola con le logiche industriali di un gruppo in espansione.









