Pos: nuova intesa per ridurre le commissioni sui piccoli pagamenti e rendere i costi più chiari per i commercianti

Pos: nuova intesa per ridurre le commissioni sui piccoli pagamenti e rendere i costi più chiari per i commercianti

Pos: nuova intesa per ridurre le commissioni sui piccoli pagamenti e rendere i costi più chiari per i commercianti

Arriva una novità rilevante per commercianti, artigiani e professionisti che utilizzano il Pos: è stato infatti firmato al Ministero dell’Economia e delle Finanze un nuovo Protocollo d’intesa con l’obiettivo di ridurre, rendere più trasparenti e facilmente confrontabili i costi dei pagamenti elettronici. Un intervento atteso da tempo dalle categorie produttive, soprattutto alla luce della crescente diffusione dei pagamenti digitali in Italia. L’accordo si inserisce nel quadro delle politiche volte a incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, cercando al contempo di alleggerire il peso delle commissioni per gli esercenti, in particolare per le transazioni di piccolo importo.

Il Protocollo è stato siglato da un ampio fronte di soggetti istituzionali e associazioni di categoria. Tra i firmatari figurano Abi, Apsp, Assofin, insieme alle principali organizzazioni rappresentative degli esercenti come Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe. L’intesa nasce nell’ambito del Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche istituito presso il Dipartimento del Tesoro e rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato nel 2023. Il documento resta inoltre aperto all’adesione di ulteriori operatori e associazioni, ampliando così la platea dei soggetti coinvolti.

Cosa prevede il Protocollo e trasparenza delle offerte

Nel dettaglio, l’accordo punta a intervenire su uno dei principali nodi critici per gli esercenti: il costo delle commissioni sui pagamenti elettronici, soprattutto per gli importi più ridotti. Tuttavia, l’intesa non impone condizioni vincolanti né prezzi fissi, lasciando alle banche la libertà di aderire e definire le proprie offerte: proprio per questo non interferisce con il libero mercato e ha ottenuto il via libera dell’Antitrust. Tra le misure previste ci sono promozioni dedicate agli esercenti con fatturato fino a 400mila euro, con l’obiettivo di ridurre o azzerare i costi sulle transazioni fino a 30 euro, e offerte specifiche per le attività con ricavi compresi tra 400mila e 750mila euro, calibrate in base al volume d’affari. Particolare attenzione è riservata ai micropagamenti: Banche e operatori sono infatti invitati a proporre condizioni «significativamente competitive» per le transazioni sotto i 10 euro, dove il peso delle commissioni incide maggiormente, rendendo spesso i commercianti più restii ad accettare pagamenti tramite Pos.

Un altro pilastro dell’accordo è la trasparenza: gli operatori dovranno presentare i costi in formato standardizzato, indicando in modo chiaro commissioni, spese fisse e variabili. I modelli saranno pubblicati online, anche sul sito del Cnel, così da permettere agli esercenti di confrontare facilmente le offerte disponibili e superare le attuali difficoltà legate alla scarsa chiarezza delle condizioni applicate, che spesso variano da cliente a cliente.

Pagamenti digitali in crescita e ruolo del Pos

L’importanza dell’accordo emerge ancora più chiaramente alla luce dei dati sulla diffusione dei pagamenti elettronici. Secondo le analisi più recenti, nel 2025 le operazioni con carte hanno raggiunto quota 12,3 miliardi, segnando un aumento del 13,5% rispetto all’anno precedente. Anche il valore complessivo delle transazioni è cresciuto, passando da 469 a oltre 506 miliardi di euro (+8%). Parallelamente, continua il calo dell’uso del contante, sia in termini di operazioni sia di importi prelevati. Questi numeri confermano una trasformazione strutturale delle abitudini di pagamento degli italiani, sempre più orientati verso strumenti digitali. All’interno di questo scenario, le carte di debito si confermano il mezzo di pagamento più utilizzato. Nel 2025 hanno rappresentato oltre il 60% del valore totale delle transazioni elettroniche. Le operazioni effettuate con carte di debito sono cresciute in modo significativo, superando i 7,7 miliardi, mentre gli importi movimentati hanno raggiunto oltre 305 miliardi di euro. Anche il numero complessivo di carte in circolazione è aumentato, segno di una diffusione sempre più capillare degli strumenti di pagamento elettronico tra la popolazione. Un altro trend rilevante è quello del contactless, che continua a registrare una crescita sostenuta. Nel 2025 le operazioni effettuate con questa modalità sono aumentate di oltre il 25%, arrivando a superare gli 8,5 miliardi. Il contactless rappresenta ormai quasi il 90% delle transazioni effettuate tramite Pos fisici, confermando un cambiamento nelle abitudini quotidiane dei consumatori, sempre più orientati verso pagamenti rapidi e senza contatto. Nonostante l’espansione dell’e-commerce, il negozio fisico mantiene comunque un ruolo predominante: il Pos tradizionale concentra oltre il 78% del valore complessivo dei pagamenti con carta e quasi 10 miliardi di operazioni. Il nuovo Protocollo rappresenta quindi un tentativo concreto di bilanciare due esigenze: da un lato favorire la digitalizzazione dei pagamenti, dall’altro tutelare gli esercenti riducendo i costi operativi. Se le misure previste verranno applicate in modo efficace, l’accordo potrebbe contribuire a rendere più sostenibile l’accettazione dei pagamenti elettronici, soprattutto per le piccole attività, incentivando ulteriormente l’abbandono del contante e la modernizzazione del sistema economico italiano.

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