Negli ultimi tre anni, l’uso dei pagamenti digitali in Italia è cresciuto notevolmente. Il numero di POS è aumentato del 30%, passando da 2,7 a 3,5 milioni, mentre il valore delle transazioni è salito da 332 a 481 miliardi di euro. Secondo l’osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, il rapporto tra gli italiani e i pagamenti elettronici è migliorato sensibilmente rispetto al passato.
Dall’uso del contante agli incentivi per il digitale
Fino al 2019, l’Italia era tra i paesi europei più legati al contante: l’82% delle transazioni avveniva in cash, contro una media UE del 68%. La pandemia ha però accelerato il cambiamento, costringendo molte persone a pagare online o con carte.
Nel 2020, il governo Conte ha introdotto il cashback di Stato, che offriva un rimborso fino a 150 euro per le spese nei negozi fisici pagate con POS. Questo incentivo ha contribuito a un aumento del 34% dei pagamenti digitali nel 2021.
Le multe per chi rifiuta il POS
Nel 2022, il governo Draghi ha introdotto sanzioni per i commercianti che rifiutavano i pagamenti con carta: 30 euro di multa più il 4% della transazione negata. È stata una svolta importante, visto che l’obbligo di accettare pagamenti elettronici esisteva già dal 2012 con il governo Monti, ma senza vere conseguenze per chi non si adeguava.
Tecnologia e offerte commerciali hanno fatto la differenza
Secondo il Sole 24 Ore, più che incentivi e sanzioni, il vero motore della diffusione dei pagamenti elettronici è stato il progresso tecnologico. Sono sempre più diffusi i mobile POS, dispositivi trasportabili collegati alla rete mobile, che oggi rappresentano il 28% del totale. Crescono anche gli smart POS con tecnologia Android, che possono funzionare anche come registratori di cassa, e i software POS, app che permettono di accettare pagamenti senza dispositivi esterni.
Più controlli fiscali dal 2026
L’uso diffuso dei pagamenti digitali porta anche vantaggi per la lotta all’evasione fiscale, riducendo i pagamenti in nero e aumentando i dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Dal 2026, i POS dovranno essere collegati ai registratori di cassa, semplificando il flusso di informazioni fiscali e rafforzando i controlli.
Questo cambiamento segna un ulteriore passo avanti nella digitalizzazione dei pagamenti in Italia, ormai sempre più radicati nelle abitudini quotidiane.








