Intesa Sanpaolo punta su MPS: offerta da 30,6 miliardi e nuovo scossone nel risiko bancario italiano

Intesa Sanpaolo punta su MPS: offerta da 30,6 miliardi e nuovo scossone nel risiko bancario italiano

Intesa Sanpaolo punta su MPS: offerta da 30,6 miliardi e nuovo scossone nel risiko bancario italiano

Intesa Sanpaolo ha avviato una maxi operazione da 30,6 miliardi di euro per acquisire Monte dei Paschi di Siena (MPS), segnando un nuovo capitolo nel cosiddetto risiko bancario italiano. L’operazione avviene tramite un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS), che prevede per ogni azione MPS un corrispettivo composto da 1,6 nuove azioni Intesa Sanpaolo più 1 euro in contanti. Il valore riconosciuto è di 10,09 euro per azione, superiore alle recenti quotazioni di mercato.

L’obiettivo è ottenere almeno il 66,67% del capitale, soglia che permetterebbe a Intesa di assumere il controllo della banca senese, oggi partecipata in maggioranza dal Ministero dell’Economia. Se l’operazione andasse a buon fine, Intesa Sanpaolo rafforzerebbe ulteriormente la propria leadership, diventando il secondo gruppo bancario europeo per capitalizzazione.

La mossa arriva in un contesto competitivo molto acceso. Solo il giorno prima, Banco BPM aveva presentato una proposta di fusione con MPS per creare un terzo grande polo bancario capace di sfidare il duopolio formato da Intesa Sanpaolo e Unicredit. L’offerta di Intesa accelera quindi una partita già in corso e alza il livello dello scontro nel settore.

Il piano con Unipol e BPER

L’operazione di Intesa è strutturata in modo da superare eventuali ostacoli dell’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza. Una parte rilevante delle attività di MPS verrebbe ceduta a Unipol, inclusi il marchio storico, circa 635 filiali e una buona parte delle strutture operative. Il valore di questa cessione è stimato tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

Unipol si è già mossa per sostenere il progetto, approvando un aumento di capitale da 2,5 miliardi e coinvolgendo BPER Banca, di cui è il principale azionista. L’idea è integrare le filiali acquisite da MPS con la rete BPER, creando di fatto un nuovo grande gruppo bancario.

In questo scenario nascerebbe una terza forza nel sistema bancario italiano, accanto a Intesa Sanpaolo e Unicredit. Il nuovo gruppo potrebbe anche riportare in vita il marchio “Banca Monte dei Paschi”, ma in una veste completamente rinnovata.

Generali e i nuovi equilibri finanziari

Intesa Sanpaolo manterrebbe invece gli asset più strategici dell’operazione, a partire da Mediobanca, di cui MPS aveva acquisito l’86,3% nel 2025. Il gruppo conserverebbe anche il marchio Mediobanca, circa 625 filiali e parte delle strutture centrali, rafforzando la propria presenza nelle attività più redditizie.

Un elemento chiave riguarda anche Generali. Intesa ha approvato l’acquisto di una quota del 3,01% della compagnia assicurativa, che si aggiunge al 13,2% già detenuto da Mediobanca. A operazione conclusa, la banca arriverebbe a controllare circa il 16% di Generali, diventandone il principale azionista.

Ufficialmente, Intesa presenta l’operazione come una scelta finanziaria e contabile, ma le implicazioni sono molto più ampie. Il riassetto coinvolge banche, assicurazioni e grandi gruppi finanziari, ridisegnando gli equilibri del settore. Il risultato potrebbe essere un sistema più concentrato ma anche più solido e competitivo a livello europeo, mentre resta da capire come reagiranno autorità e concorrenti nelle prossime fasi di questa complessa partita.

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