Barbara d’Urso fa causa a Mediaset: scontro su diritti d’autore, format TV e reputazione

Barbara d’Urso fa causa a Mediaset: scontro su diritti d’autore, format TV e reputazione

Barbara d’Urso fa causa a Mediaset: scontro su diritti d’autore, format TV e reputazione

La rottura tra Barbara d’Urso e Mediaset approda ora in tribunale, segnando un passaggio che va ben oltre la fine di un rapporto professionale. Dopo circa vent’anni di collaborazione, la conduttrice ha deciso di intentare una causa contro l’azienda, portando sul tavolo una serie di contestazioni che riguardano non solo aspetti economici, ma anche questioni di natura reputazionale e personale.

Secondo quanto riportato da La Stampa, al centro della disputa ci sarebbero i mancati pagamenti dei diritti d’autore per programmi a cui d’Urso avrebbe contribuito come autrice. In particolare, viene citato il format “Live – Non è la d’Urso”, talk show di prima serata andato in onda tra il 2019 e il 2021, la cui titolarità rappresenterebbe uno dei nodi principali del contenzioso.

Non è ancora del tutto chiaro l’ammontare delle richieste economiche avanzate dalla conduttrice, ma il quadro suggerisce una controversia complessa, che intreccia diritto d’autore, contrattualistica televisiva e dinamiche industriali interne al gruppo. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento: la richiesta di scuse per un post pubblicato nel 2023 sull’account X “Qui Mediaset”, ritenuto dalla conduttrice offensivo e lesivo della propria immagine pubblica.

Lo strappo del 2023 e il cambio di strategia Mediaset

Per comprendere appieno la portata dello scontro, è necessario tornare al 2023, anno in cui Barbara d’Urso fu esclusa dai palinsesti Mediaset in modo improvviso. Una decisione maturata nel contesto di una più ampia revisione strategica voluta dall’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, orientata a ridefinire l’identità editoriale delle reti del gruppo.

L’obiettivo dichiarato era quello di costruire una televisione più “sobria” e istituzionale, in discontinuità con alcuni format percepiti come eccessivamente sensazionalistici. In questo scenario, la figura di d’Urso – per anni simbolo di una televisione popolare e ad alto tasso emotivo – è diventata progressivamente meno centrale.

La fine del rapporto non è stata però accompagnata da una transizione morbida. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la conduttrice avrebbe lamentato l’assenza di comunicazioni dirette da parte dei vertici aziendali dopo l’interruzione della collaborazione. Un silenzio che, al di là degli aspetti contrattuali, avrebbe contribuito ad alimentare una frattura personale.

Nel corso delle trattative successive, sarebbe emersa anche l’ipotesi di un ritorno in Mediaset con un contratto biennale, ma privo di un progetto definito. Una proposta che d’Urso avrebbe rifiutato, ritenendola priva di prospettive concrete e potenzialmente penalizzante per la propria carriera.

Reputazione, social e il peso dell’immagine

Accanto agli aspetti economici, la causa include anche un riferimento a un episodio avvenuto nel 2023, quando sull’account X “Qui Mediaset” fu pubblicato per alcuni minuti un commento offensivo sotto una foto di Barbara d’Urso. Il contenuto venne rimosso rapidamente e l’azienda parlò inizialmente di un possibile accesso non autorizzato, mentre in seguito si fece riferimento anche a un errore interno. Le scuse furono pubblicate sui canali ufficiali e rivolte agli utenti, ma – secondo Barbara d’Urso – lei le avrebbe ricevute solo in forma privata, senza un riconoscimento pubblico diretto nei suoi confronti.

Non è del tutto chiaro se questo episodio rientri formalmente tra le richieste legali avanzate contro Mediaset, ma resta uno degli elementi citati nel contesto della rottura tra le parti. Più in generale, il caso si inserisce in un contesto in cui la comunicazione sui social media da parte delle aziende può avere implicazioni rilevanti, soprattutto quando riguarda figure pubbliche con cui esistono o sono esistiti rapporti professionali.

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