La Stampa e La Repubblica in vendita, il futuro editoriale dopo Agnelli-Elkann

Il mondo dell’editoria italiana sta attraversando un momento di profondo cambiamento con la famiglia Agnelli-Elkann pronta a cedere due pilastri storici dell’informazione nazionale: La Stampa e Repubblica. Dopo quasi un secolo di influenza e controllo, il gruppo Gedi, controllato dalla holding Exor, accelera lo smantellamento del proprio patrimonio editoriale, con trattative in fase avanzata per la vendita delle due testate e delle emittenti radiofoniche collegate. Chi sono i potenziali nuovi proprietari e quale futuro attende queste storiche istituzioni del giornalismo italiano?

La Stampa, la “gemma” di Gedi, verso il passaggio al polo veneto

La Stampa, il quotidiano torinese fondato nel 1867 e da sempre considerato la “gemma” del gruppo Gedi, è il primo tassello del mosaico editoriale destinato a cambiare proprietà. Il dossier relativo alla cessione è sul tavolo di diversi potenziali acquirenti, ma in prima fila si è consolidato il nome del gruppo Nem (NordEst Multimedia), guidato da Enrico Marchi, imprenditore di spicco del Triveneto, presidente di Banca Finint e del gruppo Save.

Nem è un polo editoriale già attivo nel Nord Est d’Italia, che nel 2023 ha acquistato numerose testate locali di Gedi, tra cui Corriere delle AlpiMattino di PadovaMessaggero VenetoNuova di Venezia e MestrePiccolo di Trieste e Tribuna di Treviso. L’acquisizione de La Stampa rappresenterebbe un salto dimensionale decisivo, proiettando il gruppo verso una dimensione nazionale e aumentando la sua influenza nel panorama mediatico italiano.

Il valore stimato della trattativa si aggira intorno ai 50-60 milioni di euro, significativamente inferiore al valore contabile di circa 118 milioni registrato nel bilancio di Gedi a giugno 2025, riflettendo la situazione complessa del mercato editoriale e la flessione delle copie vendute. Nel 2025 La Stampa conta una tiratura pagata di circa 60.300 copie, con un calo dell’11% rispetto all’anno precedente, segno delle difficoltà che anche i grandi quotidiani stanno affrontando.

Nem, nato come gruppo regionale, punta non solo all’acquisto di La Stampa, ma anche all’integrazione mediatica, con l’obiettivo di sviluppare un modello che combini stampa cartacea, digitale, radio locali e addirittura tv, come dimostrerebbe l’interesse per l’emittente friulana Telefriuli, partecipata anche dal gruppo Danieli, socio strategico di Nem.

Repubblica e il gruppo greco Kyriakou: trattative in corso

Parallelamente alla vendita de La Stampa, in fase avanzata sarebbe anche la cessione di Repubblica, il secondo quotidiano italiano per tiratura dopo il Corriere della Sera, insieme alle emittenti radiofoniche Radio DeejayRadio Capital e m2o.

I potenziali acquirenti sono la famiglia Kyriakou, armatori greci con un solido background nel settore televisivo grazie al controllo di Antenna, uno dei principali network televisivi ellenici. L’operazione non è stata ancora formalmente annunciata ma le fonti indicano che Exor e i Kyriakou sono al lavoro su dettagli economici e valutazioni definitive, con un accordo che potrebbe concretizzarsi entro poche settimane.

La presenza di attori internazionali sottolinea un fenomeno sempre più diffuso: la penetrazione nel mercato editoriale italiano da parte di operatori stranieri interessati a diversificare e conoscere il sistema mediatico nazionale.

Il significato della dismissione per Exor e la famiglia Agnelli-Elkann

La probabile uscita quasi totale di Exor dal settore editoriale segna la fine di una lunga epopea iniziata quasi cento anni fa, quando La Stampa e Repubblica diventarono riferimenti chiave del giornalismo italiano sotto il controllo della famiglia Agnelli, simbolo di un’editoria familiare dalla forte identità industriale e culturale.

L’Avvocato Gianni Agnelli trasformò La Stampa nel simbolo della Torino industriale e del potere moderato, un legame che per decenni ha definito il ruolo della testata. Ora, con il calo costante della diffusione e una competizione tecnologica sempre più agguerrita, la famiglia si orienta verso un nuovo modello d’investimento, puntando su settori come la finanza, l’industria e la tecnologia.

Questo cambio di proprietà rappresenta anche un passaggio epocale per il sistema mediatico italiano, che vede progressivamente ridursi il peso dei grandi gruppi editoriali familiari a favore di poli regionali più dinamici o operatori internazionali.

Le sfide per La Stampa e Repubblica nel futuro prossimo

La Stampa si presenta alla trattativa con un organico ridotto sotto i 170 redattori, a cui si aggiungono una ventina di prepensionamenti previsti, segnando la necessità di un ripensamento profondo del modello redazionale e industriale. La sostenibilità di un quotidiano di grande tradizione passa oggi più che mai da un aggiornamento strategico: integrazione tra carta e digitale, innovazioni nel prodotto informativo e ampliamento delle piattaforme distributive.

Anche Repubblica, che nel 2025 registra una tiratura di circa 98.400 copie e un calo dei paganti del 10,7%, dovrà affrontare sfide simili. La compresenza delle testate della radiofonia di Gedi nel pacchetto di vendita potrebbe rappresentare un’opportunità per sviluppare nuovi modelli di business legati all’audio e al digitale.

Il polo Nem: un nuovo modello di editoria regionale con ambizioni nazionali

Il progetto di Nem è emblematico di una nuova tendenza che vede i gruppi regionali espandersi per diventare protagonisti nazionali. Il gruppo, con radici nel Nord Est, è sostenuto da una cordata di imprenditori locali di primo piano e punta a un modello multi-piattaforma che mette insieme giornali locali, quotidiani nazionali, radio e tv.

Questo modello punta a valorizzare il radicamento territoriale e la specificità delle comunità locali, integrandole con un’offerta giornalistica più ampia. Nem ambisce così a diventare un player di riferimento nella nuova editoria italiana, offrendo contenuti che vanno dal territorio alla politica nazionale e all’economia.

Conclusioni: un passaggio storico per l’editoria italiana

La probabile cessione di La Stampa e Repubblica rappresenta un punto di svolta per il mercato dell’informazione in Italia. L’uscita di scena della famiglia Agnelli-Elkann chiude un capitolo lungo e prestigioso, aprendo la porta a un nuovo scenario dominato da operatori regionali, investitori internazionali e modelli editoriali innovativi.

La transizione sarà delicata e non priva di rischi, soprattutto per la tenuta occupazionale e la qualità dell’informazione, ma è anche la risposta necessaria a un mercato in continua evoluzione.

Il futuro dell’editoria italiana sembra dunque sempre più legato a una pluralità di soggetti, con un equilibrio dinamico tra tradizione e innovazione, centrale e periferia, nazionale e internazionale.

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