Nel racconto ufficiale del Cremlino, la guerra in Ucraina è una missione patriottica, sostenuta da sacrificio e disciplina. Ma lontano dalla propaganda, emerge una realtà ben diversa: una vera e propria economia parallela, costruita sulla corruzione, sull’estorsione e, soprattutto, sulla disperazione dei soldati.
Secondo testimonianze dirette di disertori e militari ancora in servizio, il fronte russo si è trasformato in un mercato in cui ogni cosa ha un prezzo: equipaggiamento, congedi, trasferimenti nelle retrovie e perfino la vita. Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema strutturato, alimentato da incentivi perversi e dall’assenza di controlli efficaci.
Un sistema di estorsione sistemica
Le testimonianze raccolte delineano un quadro coerente: gli ufficiali trattano i soldati come una fonte di reddito. Non solo sfruttano il loro lavoro, ma li obbligano a pagare per evitare condizioni peggiori.
Maxim, un soldato di 26 anni, racconta di aver speso circa 6 milioni di rubli — su un totale di 8 milioni guadagnati — tra tangenti ed equipaggiamento. Una cifra impressionante, che evidenzia come gran parte della remunerazione promessa ai soldati venga di fatto “riassorbita” dal sistema.
Il meccanismo è semplice quanto brutale: chi paga ottiene condizioni migliori, chi non paga viene mandato in prima linea. In un contesto in cui gli assalti sono spesso descritti come missioni suicide, la disponibilità a pagare diventa una questione di vita o di morte.
Il mercato della guerra: prezzi, incentivi e distorsioni
Nel fronte russo, la guerra ha assunto le caratteristiche di un mercato informale. I prezzi variano, ma le “tariffe” sono ormai note tra i soldati: circa 1 milione di rubli per essere trasferiti nelle retrovie, tra 100.000 e 150.000 rubli al mese per mantenere la posizione, fino a 1 milione per ottenere il congedo definitivo.
Anche l’equipaggiamento è spesso a carico dei soldati. Nonostante l’esercito russo fornisca dotazioni alle unità d’élite, molti fanti devono acquistare autonomamente stivali, giubbotti antiproiettile e altri strumenti essenziali, utilizzando piattaforme di e-commerce come Wildberries e Ozon, operative anche nelle regioni occupate.
Il risultato è una distorsione profonda degli incentivi: gli ufficiali hanno interesse a mantenere il sistema di estorsione, mentre i soldati sono incentivati a pagare per evitare il rischio.
Violenza, repressione e fallimento istituzionale
Il sistema non si regge solo su incentivi economici, ma anche sulla violenza. I soldati che rifiutano di pagare rischiano torture, detenzione in fosse scavate nel terreno o addirittura l’esecuzione.
Una pratica nota come “azzeramento” — o zeroing out — consiste nell’eliminazione fisica dei soldati considerati problematici. Può avvenire tramite fucilazioni, abbandono in condizioni estreme o persino attacchi deliberati con droni.
Secondo il sito indipendente russo Verstka, almeno 100 comandanti sarebbero coinvolti in omicidi di questo tipo. Un dato che suggerisce come la violenza non sia episodica, ma parte integrante del sistema.
Il caso di Andrey Bykov è emblematico: dopo aver rifiutato di consegnare 2 milioni di rubli ricevuti come compensazione per una ferita, è stato torturato e ucciso. Episodi simili indicano un fallimento istituzionale profondo, in cui la catena di comando non solo tollera, ma in alcuni casi incentiva comportamenti criminali.
Conclusione
In definitiva, al di là delle interpretazioni, i fatti raccontati dai soldati delineano un quadro coerente e difficilmente ignorabile: pagamenti sistematici per evitare il fronte, acquisto autonomo dell’equipaggiamento, estorsioni da parte dei comandanti e violenze contro chi si rifiuta di obbedire. Non si tratta di episodi isolati, ma di pratiche ricorrenti documentate da testimonianze, trasferimenti bancari e denunce formali. È su questa base concreta che emerge l’immagine di un sistema in cui la guerra genera non solo distruzione, ma anche un’economia parallela fondata sullo sfruttamento interno. Un elemento che, indipendentemente dal giudizio politico, solleva interrogativi seri sulla struttura e sul funzionamento dell’apparato militare russo.








