Fedez e Lazza, Boem non decolla: perdite record e futuro incerto

Dal sogno americano al flop italiano

Era il 2023 quando Fedez e Lazza hanno deciso di cavalcare il trend degli hard seltzer, bevande a basso tenore alcolico diventate popolari negli Stati Uniti grazie a marchi come White Claw. Con l’ingresso di investitori di peso come Camillo Bernabei e Leonardo Maria Del Vecchio, il progetto Boem sembrava destinato a replicare quel successo in Italia.

La realtà, però, è stata ben diversa. Già dal primo bilancio emergevano segnali di debolezza: nel 2023 Boem aveva chiuso con un fatturato di appena 397.573 euro e una perdita superiore a 1,85 milioni di euro . Invece di consolidare il marchio, il 2024 ha segnato un peggioramento drastico.

Numeri in rosso: perdite raddoppiate e liquidità in fumo

Secondo i documenti depositati presso la Camera di Commercio di Milano, il 2024 è stato un anno disastroso. Il fatturato è sceso a 369.715 euro, mentre le perdite si sono quasi raddoppiate, toccando quota 3,13 milioni di euro.

L’aumento di capitale sottoscritto da Leonardo Maria Del Vecchio, che tramite la sua LDMV Capital è diventato azionista di maggioranza, non è bastato a invertire la rotta. Nella voce “riserva sovrapprezzo azioni” restano appena 438.701 euro: un cuscinetto sempre più sottile rispetto al ritmo con cui l’azienda sta bruciando liquidità.

In termini imprenditoriali, significa che Boem rischia di esaurire le risorse disponibili senza mai raggiungere un punto di pareggio. Una dinamica nota a molte startup del settore beverage, dove i costi di distribuzione e marketing divorano i ricavi iniziali.

Il difficile match con il mercato: la sfida dei consumi

Perché Boem non ha funzionato? Una parte della spiegazione è culturale. Negli Stati Uniti gli hard seltzer hanno trovato terreno fertile in un mercato già maturo per le “alternative light” alla birra, mentre in Italia il consumo rimane legato a tradizioni consolidate: vino, birra artigianale, cocktail.

A questo si aggiunge una tendenza generazionale: i consumi alcolici della Gen Z sono in calo, e a crescere sono piuttosto le vendite di energy drink e soft drink funzionali. In altre parole, Fedez e Lazza hanno lanciato un prodotto in un segmento che non ha mai davvero sfondato in Italia.

Il rafforzamento della rete di vendita, citato da Annamaria Berrinzaghi (madre di Fedez e presidente del CdA), non è ancora sufficiente. Certo, nel primo semestre 2025 Boem dichiara un incremento delle vendite: i nuovi gusti Mango e Pompelmo Rosa hanno permesso di eguagliare in sei mesi le vendite totali del 2024, con un +105% sul canale on trade (bar, locali). Ma il divario con le perdite accumulate resta abissale.

Scommessa internazionale o ultimo giro di roulette?

La strategia per il 2025 punta sull’espansione all’estero. Boem ha avviato contatti avanzati con distributori in Finlandia e nel Regno Unito, mercati che potrebbero essere più ricettivi verso gli hard seltzer. Un team dedicato allo sviluppo internazionale dovrebbe essere operativo entro fine anno.

Ma la domanda resta: gli investitori avranno la pazienza (e le risorse) di continuare a finanziare un progetto che brucia milioni ogni anno? Il settore beverage è spietato: margini bassi, competizione altissima e un consumatore italiano tradizionalista, poco disposto a cambiare abitudini.

Se Boem riuscirà davvero a rilanciarsi con l’internazionalizzazione, Fedez e Lazza potranno ribaltare la narrazione di flop annunciato. In caso contrario, il progetto rischia di restare un caso emblematico di come non sempre la fama e il capitale bastino per costruire un brand di successo.

Conclusione: un test cruciale per Fedez e Lazza

Il 2025 si presenta come anno della verità per Boem. Gli artisti-imprenditori dovranno dimostrare che l’operazione non è stata solo un esercizio di immagine, ma una scommessa con fondamenta economiche solide.

Per ora, i numeri dicono che il marchio continua a bruciare milioni senza sosta. Gli investitori e il pubblico attendono di capire se si tratti di un nuovo “caso Red Bull” in fase embrionale o di un progetto destinato a spegnersi.

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