Chiudono i negozi fisici del brand Chiara Ferragni: liquidata la società Fenice Retail

Chiudono i negozi fisici del brand Chiara Ferragni: liquidata la società Fenice Retail

Chiudono i negozi fisici del brand Chiara Ferragni: liquidata la società Fenice Retail

I negozi fisici del brand Chiara Ferragni sono ufficialmente arrivati al capolinea. Dopo la chiusura del punto vendita milanese vicino a piazza Gae Aulenti nel 2023 e di quello romano in via del Babuino a maggio 2024, la società che li gestiva, Fenice Retail Srl, è stata messa in liquidazione.

Una gestione in rosso

Secondo documenti interni consultati da Radiocor, la società ha accumulato perdite per oltre 1,2 milioni di euro negli ultimi due anni. Le vendite – appena 644 mila euro in due anni – non sono riuscite a coprire i costi operativi, che superavano i 2 milioni di euro, complice la scelta di locali in zone prestigiose e costose, tra affitti e personale.

Fenice Retail era interamente controllata dalla Fenice Srl, la holding che detiene il marchio “Chiara Ferragni”. A novembre, l’arrivo del manager Claudio Calabi ha dato il via a un piano di tagli e razionalizzazione delle spese. La liquidazione dei negozi si inserisce in questa strategia.

Il peso dello scandalo Balocco

Il calo nelle vendite è stato aggravato dal tracollo reputazionale legato allo scandalo dei pandori Balocco, esploso nel dicembre 2023. L’Antitrust aveva multato Ferragni e l’azienda dolciaria per pubblicità ingannevole: era stato fatto intendere che l’acquisto dei pandori avrebbe aumentato la donazione a un ospedale pediatrico, quando in realtà la somma era già stata definita e versata in anticipo.

Il caso ha avuto forti ripercussioni non solo mediatiche ma anche giudiziarie: Chiara Ferragni dovrà affrontare un processo per truffa aggravata a settembre 2025. Il colpo all’immagine è stato pesante, soprattutto per un business costruito proprio sulla forza del brand personale.

Il futuro del marchio

I negozi monomarca chiudono, ma il marchio non scompare. I prodotti – abbigliamento, accessori, occhiali, biancheria, cosmetici e cartoleria – continueranno a essere venduti tramite ecommerce e rivenditori terzi, come la Rinascente. In una nota ufficiale, l’azienda parla di una «rivisitazione delle modalità di vendita», con una nuova centralità dell’online.

Ad aprile, Chiara Ferragni ha dovuto ricapitalizzare la Fenice Srl con 6,8 milioni di euro per coprire il buco di bilancio, compreso quello generato dai negozi. In quell’occasione, quasi tutti i soci hanno rinunciato alle loro quote, rendendola di fatto proprietaria del 99,8% dell’azienda.

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