Gli italiani si preparano a dire addio, almeno in parte, alla tessera elettorale cartacea. Alle prossime elezioni potrebbe infatti essere sufficiente avere con sé lo smartphone per dimostrare la propria iscrizione nelle liste elettorali e accedere al voto. La novità è stata confermata dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto venerdì 25 settembre a Genova, a margine di un convegno dedicato all’innovazione nella pubblica amministrazione.
La misura era stata già inserita nel decreto-legge collegato al Pnrr approvato nel febbraio 2026. Ora il governo sta lavorando ai provvedimenti attuativi e agli aspetti tecnici necessari per rendere il nuovo sistema concretamente utilizzabile. L’obiettivo indicato dal ministro è arrivare preparati alle prossime tornate elettorali, comprese le elezioni politiche previste nel 2027.
«Prima di luglio abbiamo realizzato una semplificazione molto importante, sulla quale stiamo lavorando dal punto di vista tecnico affinché sia operativa, che è la disponibilità della tessera elettorale digitale», ha spiegato Zangrillo. Il ministro ha quindi aggiunto che, con il nuovo documento, «basta che ci ricordiamo di portarci dietro il nostro smartphone e possiamo andare a votare tranquillamente».
Come funzionerà il nuovo documento
La tessera elettorale digitale non sarà un’applicazione attraverso cui esprimere il proprio voto, ma la versione elettronica del documento che oggi viene utilizzato per attestare l’iscrizione dell’elettore nelle liste del Comune di residenza. In altre parole, il cambiamento riguarderà il certificato elettorale e non la modalità con cui si sceglie il candidato, la lista o il quesito referendario.
L’elettore dovrà quindi continuare a recarsi fisicamente nella propria sezione elettorale. Non sarà possibile votare da casa utilizzando il telefono, il computer o l’App IO. La scheda cartacea consegnata al seggio resterà lo strumento con cui esprimere materialmente la preferenza; digitale sarà soltanto la tessera che certifica il diritto a partecipare alla consultazione.
Il documento elettronico dovrebbe essere acquisito attraverso i dati presenti nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, l’Anpr. La normativa prevede infatti che la tessera possa essere resa disponibile in formato digitale sulla base delle informazioni integrate nell’anagrafe nazionale. Il cittadino potrà così visualizzarla sul proprio smartphone, evitando di dover cercare la tessera fisica o recarsi in Comune per ottenere un duplicato.
Dalla carta all’Anpr
La base giuridica della riforma è contenuta nel decreto-legge n. 19 del 19 febbraio 2026, successivamente convertito nella legge n. 50 del 20 aprile 2026. Il provvedimento ha introdotto nella normativa elettorale un’apposita disciplina per la tessera in formato digitale.
Il passaggio all’elettronico dovrebbe consentire di collegare il documento ai dati elettorali aggiornati dell’Anpr. In questo modo, le informazioni relative all’elettore potranno essere gestite in modo più rapido e uniforme, riducendo il ricorso alle procedure manuali oggi affidate agli uffici comunali.
La tessera potrebbe essere resa disponibile all’interno dell’App IO e, secondo le ipotesi allo studio, confluire anche nell’It Wallet, il portafoglio digitale italiano destinato a raccogliere documenti e certificazioni accessibili dallo smartphone. Le modalità definitive, tuttavia, non sono ancora state stabilite e dovranno essere precisate dai decreti attuativi.
Cosa succederà al seggio
Uno degli aspetti più delicati riguarda la registrazione dell’avvenuta partecipazione al voto. Sulla tessera cartacea, gli operatori del seggio appongono oggi un timbro nello spazio disponibile. Con il sistema digitale, invece, l’avvenuto voto dovrebbe essere registrato telematicamente dagli addetti, attraverso una procedura collegata al documento elettronico.
La soluzione dovrà garantire che la tessera venga utilizzata una sola volta nella stessa consultazione e che il sistema impedisca irregolarità o duplicazioni. Per questo motivo, il governo sta lavorando soprattutto alla sicurezza della scansione e alla verifica del documento mostrato dall’elettore al seggio.
La sperimentazione dovrà inoltre tenere conto di eventuali problemi tecnici, come l’assenza di connessione, la batteria scarica dello smartphone o il malfunzionamento dell’applicazione. Secondo quanto riferito, se il sistema non dovesse essere considerato sufficientemente sicuro in tempo per le prossime elezioni, potrebbe essere richiesto al cittadino di presentarsi con una copia stampata della tessera digitale.
La tessera cartacea non sparirà
L’annuncio del ministro non equivale, almeno per ora, alla cancellazione immediata della tessera elettorale tradizionale. La versione cartacea dovrebbe continuare a essere utilizzabile, soprattutto durante la fase iniziale di transizione.
La possibilità di mantenere il documento fisico è importante per chi non possiede uno smartphone, non utilizza i servizi digitali della pubblica amministrazione o incontra difficoltà nell’accesso alle applicazioni online. Il passaggio al digitale, infatti, non potrà prescindere dalle differenze nella familiarità con la tecnologia e dalla necessità di garantire a tutti gli elettori le stesse condizioni di partecipazione.
Il tema è stato sollevato anche dalle forze di opposizione. Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nelle commissioni Affari costituzionali della Camera, ha sostenuto che la novità potrà essere positiva soltanto se resterà un’opzione e non diventerà un obbligo. Secondo Zaratti, ai seggi dovranno poter continuare ad accedere anche le persone abituate a utilizzare il certificato cartaceo, per evitare che la digitalizzazione si trasformi in un ostacolo alla partecipazione democratica.
I vantaggi per cittadini e Comuni
L’introduzione della tessera digitale punta innanzitutto a risolvere alcuni problemi pratici. La tessera cartacea può essere smarrita, danneggiata oppure diventare inutilizzabile quando terminano gli spazi destinati ai timbri. In questi casi, il cittadino deve richiedere una nuova copia al Comune, spesso proprio nei giorni immediatamente precedenti al voto.
Durante le elezioni, gli uffici comunali sono quindi costretti a organizzare aperture straordinarie e servizi aggiuntivi per rilasciare duplicati. La versione digitale dovrebbe ridurre queste richieste e rendere più semplice l’aggiornamento dei dati elettorali.
Il vantaggio principale per il cittadino consisterebbe nella disponibilità del documento direttamente sul telefono, uno strumento che normalmente viene portato con sé ogni giorno. La tessera potrebbe inoltre essere aggiornata attraverso i dati dell’Anpr, senza dover sostituire materialmente il documento dopo ogni modifica amministrativa.
La digitalizzazione, tuttavia, richiederà sistemi affidabili, procedure chiare e assistenza per gli elettori. Non basterà rendere disponibile una schermata sullo smartphone: sarà necessario garantire che gli operatori del seggio possano verificare rapidamente l’autenticità del documento e registrare correttamente l’avvenuto voto.
Restano da definire le regole tecniche
Molti dettagli non sono ancora definitivi. La legge stabilisce che le caratteristiche tecniche della tessera, le modalità di utilizzo della copia digitale e l’eventuale integrazione nell’It Wallet dovranno essere definite entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto.
I decreti attuativi sono attesi entro la fine del 2026 o, comunque, entro febbraio 2027. Tra gli elementi da chiarire ci sono il canale attraverso cui scaricare la tessera, il funzionamento dell’identificazione al seggio, la gestione delle emergenze e il ruolo della copia cartacea durante il periodo di transizione.
Dovrà essere chiarito anche il rapporto tra la tessera elettorale digitale e il documento di identità. La nuova tessera certifica infatti l’iscrizione dell’elettore nelle liste, ma non sostituisce necessariamente il documento utilizzato per verificarne l’identità personale. Le regole attuali prevedono che al seggio il cittadino presenti entrambi, e la digitalizzazione della tessera non modifica automaticamente questo requisito.
La polemica sulla partecipazione politica
L’annuncio della tessera elettorale digitale ha alimentato anche il confronto sull’impiego delle tecnologie nella partecipazione politica. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha accusato il governo di adottare un approccio selettivo alla digitalizzazione: da una parte promuove la possibilità di utilizzare lo smartphone per presentarsi al seggio, dall’altra non consentirebbe ai cittadini di firmare online, attraverso strumenti di identificazione come lo Spid, per sostenere le liste intenzionate a partecipare alle elezioni.
Secondo Magi, questa differenza sarebbe difficile da giustificare sul piano amministrativo o giuridico, anche perché la firma digitale viene già utilizzata per sottoscrivere le richieste di referendum. Il leader di +Europa ha inoltre contestato l’aumento del numero di firme richieste per la presentazione delle liste, sostenendo che la combinazione tra procedure più complesse e assenza di una raccolta digitale effettivamente accessibile rischierebbe di penalizzare soprattutto le forze politiche esterne alle istituzioni.
La denuncia di Magi è quindi molto netta: la mancata introduzione della firma online per le liste non sarebbe soltanto un ritardo burocratico, ma una scelta politica capace di limitare la competizione elettorale e ostacolare l’ingresso di nuovi soggetti nella vita pubblica. Il segretario di +Europa ha definito questo meccanismo un ostacolo utilizzato per «fare fuori avversari politici», chiedendo al ministro Zangrillo, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di spiegare perché la tecnologia venga considerata utile per semplificare l’accesso al voto, ma non per ampliare le possibilità di partecipazione alla competizione elettorale.
Il voto resterà nei seggi
La novità più importante da ricordare è che la tessera digitale non introduce il voto elettronico. Anche dopo l’entrata in vigore del nuovo sistema, l’elettore dovrà recarsi nel seggio assegnato, mostrare la tessera — sullo smartphone oppure in formato cartaceo — e presentare il documento di identità richiesto.
La scheda continuerà a essere compilata fisicamente all’interno della cabina elettorale e depositata nell’urna. Nessuna scelta politica potrà quindi essere espressa tramite il telefono o attraverso un servizio online.
Il passaggio dalla tessera cartacea a quella digitale riguarda esclusivamente il modo in cui viene dimostrato il diritto di voto. Se i decreti attuativi saranno approvati nei tempi previsti e la sperimentazione tecnica darà risultati positivi, alle elezioni del 2027 molti cittadini potranno lasciare a casa la vecchia tessera e presentarsi al seggio con lo smartphone. La carta, però, dovrebbe restare ancora disponibile per chi preferirà utilizzarla o non potrà accedere al nuovo sistema.






