Arabia Saudita, attacco alla base di Ta’if: danneggiato un Eurofighter italiano, nessun militare ferito

Arabia Saudita, attacco alla base di Ta’if: danneggiato un Eurofighter italiano, nessun militare ferito

Arabia Saudita, attacco alla base di Ta’if: danneggiato un Eurofighter italiano, nessun militare ferito

Un Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana è stato colpito e danneggiato durante una serie di attacchi contro la base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, nella notte tra giovedì e venerdì. Il velivolo si trovava a terra, all’interno dell’installazione militare e in un’area decentrata. Non risultano feriti tra i militari italiani e, secondo le prime informazioni, non sono stati registrati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal contingente italiano.

A comunicare l’accaduto è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha dichiarato di avere seguito personalmente l’evoluzione della situazione, mantenendo i contatti con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. «Non vi sono militari italiani coinvolti», ha scritto il ministro, precisando che le misure di sicurezza per la protezione del personale erano già state adottate da tempo. Crosetto ha inoltre disposto una nuova valutazione del quadro regionale, delle condizioni del contingente e delle possibili opzioni operative.

La base saudita e la presenza italiana

La base di Ta’if, situata nella provincia della Mecca a circa 70 chilometri dalla città santa, è stata interessata da diversi attacchi nelle ultime ore. Nell’installazione è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve, la missione internazionale avviata per contrastare la minaccia terroristica dello Stato islamico e sostenere la sicurezza nell’area mediorientale.

L’F-2000 colpito è la versione italiana dell’Eurofighter Typhoon, un caccia multiruolo sviluppato attraverso la collaborazione industriale tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. Il velivolo può essere impiegato in missioni di difesa aerea, sorveglianza e attacco. Al momento non sono stati resi noti né l’entità esatta dei danni né i tempi necessari per verificare se l’aereo potrà tornare operativo.

L’attacco arriva in una fase di forte tensione regionale. Nelle ultime settimane i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno intensificato il lancio di droni e missili contro obiettivi situati in Arabia Saudita. Il 14 settembre, secondo quanto riferito dalla coalizione guidata da Riad, attacchi contro Khamis Mushait, Abha e Ta’if avevano provocato il ferimento di 13 civili e danni ad abitazioni e veicoli.

La crisi nel Mar Rosso

L’escalation coinvolge anche le rotte marittime del Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb, uno dei principali passaggi tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano. Gli Houthi hanno minacciato in particolare le imbarcazioni legate all’Arabia Saudita, mentre il rischio di nuovi attacchi continua a preoccupare gli armatori e i Paesi impegnati nella protezione della navigazione commerciale.

Il ministro Crosetto ha annunciato che l’Italia è pronta a garantire autonomamente il passaggio delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb, senza attendere le decisioni operative della missione europea Aspides. Secondo il ministro, i tempi della procedura europea rischierebbero di rallentare la ripresa dei traffici. Il governo, la Marina Militare e il ministero della Difesa avrebbero già informato gli operatori interessati.

L’episodio di Ta’if si inserisce quindi in uno scenario nel quale la presenza militare italiana in Medio Oriente è esposta a rischi crescenti. L’obiettivo dichiarato di Roma resta la protezione del personale e la sicurezza delle vie commerciali, ma l’aumento degli attacchi rende necessaria una nuova valutazione delle missioni e delle misure di difesa delle basi.

Nelle stesse ore l’allerta in Lituania

Poche ore prima dell’attacco in Arabia Saudita, due Eurofighter italiani erano decollati dalla base di Šiauliai, in Lituania, dopo l’ingresso di due velivoli militari russi nello spazio aereo del Paese. I caccia erano impegnati nella Task Force Air Baltic Thunder III, il dispositivo italiano schierato nell’ambito della missione di difesa aerea della NATO.

Il decollo è avvenuto in modalità scramble, cioè con una partenza immediata in risposta a un allarme. L’intervento è stato coordinato dal Combined Air Operations Centre di Uedem, in Germania, il comando alleato responsabile della sorveglianza di una parte dello spazio aereo della NATO. Secondo le informazioni diffuse, i velivoli russi sono stati accompagnati fuori dall’area controllata dall’Alleanza. Il Ministero della Difesa italiano aveva confermato nei giorni precedenti l’attività degli Eurofighter sul fianco orientale della NATO.

I caccia italiani erano già intervenuti nella notte tra il 14 e il 15 settembre, quando un drone proveniente dalla Bielorussia era entrato nello spazio aereo lituano. Il velivolo senza pilota era stato abbattuto e, secondo il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, tra i rottami era stato individuato anche un ordigno esplosivo.

Le reazioni politiche

Gli episodi in Arabia Saudita e nei Paesi baltici hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dei militari italiani impegnati all’estero. Le opposizioni hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento sulla presenza del contingente nella base di Ta’if e sui rischi connessi alla crescente attività degli Houthi.

I capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Bruno Marton e Arnaldo Lomuti, hanno sostenuto che il governo fosse stato avvertito già da luglio dei possibili rischi per i circa 400 militari dell’Aeronautica schierati nella base King Fahd di Ta’if. Secondo i parlamentari, la struttura sarebbe stata indicata dagli Houthi come un possibile obiettivo in quanto utilizzata per le operazioni saudite nello Yemen. L’opposizione ha chiesto chiarimenti sulle misure adottate e sulle decisioni che l’esecutivo intende assumere dopo il danneggiamento dell’aereo italiano.

Sul fronte europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato a evitare risposte che possano alimentare un’escalation con la Russia. Durante la visita in Norvegia, la premier ha sostenuto che Mosca potrebbe cercare di provocare una reazione europea per spostare l’attenzione dalla guerra in Ucraina. Meloni ha anche rilanciato l’idea di un unico rappresentante europeo nei negoziati e nei contatti diplomatici, coinvolgendo, oltre ai Paesi dell’Unione, anche Regno Unito e Norvegia.

Il quadro di sicurezza europeo

Nelle stesse ore dell’allerta in Lituania, la Polonia aveva innalzato il livello di sicurezza dopo avere individuato un drone russo diretto verso il proprio confine. Varsavia aveva fatto decollare i caccia e attivato i sistemi di difesa antiaerea, mentre gli aeroporti di Lublino e Rzeszów avevano sospeso temporaneamente le operazioni. Il drone, tuttavia, non era entrato nello spazio aereo polacco e le misure straordinarie erano state revocate dopo circa un’ora.

Parlando al Parlamento, il primo ministro polacco Donald Tusk ha riferito che, secondo le valutazioni dell’intelligence, la Russia potrebbe preparare nuove azioni ibride basate sull’impiego di droni e missili contro alcuni Paesi europei sostenitori dell’Ucraina. L’obiettivo, secondo Varsavia, sarebbe anche quello di mettere alla prova la coesione dell’Alleanza atlantica.

In Lituania sono stati inoltre predisposti piani di emergenza per affrontare l’eventualità di una grave crisi militare. Per Vilnius sono stati individuati percorsi di evacuazione verso la Polonia e verso le aree settentrionali e occidentali del Paese. In caso di bombardamenti, le autorità raccomandano invece di rimanere nei rifugi e nelle aree protette.

Il danneggiamento dell’Eurofighter a Ta’if e gli interventi dei caccia italiani sul fianco orientale della NATO mostrano la crescente esposizione delle forze armate italiane in teatri operativi diversi ma collegati da una comune instabilità. Mentre il governo valuta come garantire la sicurezza del contingente in Arabia Saudita, resta da chiarire l’entità dei danni riportati dal velivolo e quale sarà l’impatto dell’attacco sulle future attività italiane nella regione.

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