Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute degli Stati Uniti, è finito al centro di una tempesta politica e giuridica dopo che documenti ottenuti da Associated Press e The Guardian hanno rivelato una contraddizione stridente tra quanto dichiarato al Senato durante le audizioni di conferma e quanto scritto nero su bianco in lettere inviate al governo delle Samoa nel 2019. Durante le audizioni di conferma di gennaio 2025, Kennedy ha risposto a due senatori democratici – Ron Wyden ed Edward Markey – ripetendo per due volte che il suo viaggio nell’arcipelago del Pacifico «non aveva nulla a che fare con i vaccini», descrivendolo invece come una missione tecnica per introdurre un sistema di informatica sanitaria capace di digitalizzare i registri medici locali.
Tuttavia, le carte ottenute dai due giornali mostrano un quadro completamente diverso: in una lettera del 20 gennaio 2019 indirizzata all’allora primo ministro Tuilaepa Sailele Malielegaoi, Kennedy scrive esplicitamente di voler condurre «una valutazione dettagliata dell’informatica sanitaria a Samoa su cosa è successo con i vostri vaccini MMR», usando le parole “vaccino” o “vaccinazione” otto volte nella stessa lettera e ipotizzando che le morti di due bambini dopo una somministrazione di vaccino MMR potessero essere legate a problemi di produzione o di lotti difettosi. Questa discrepanza ha sollevato dubbi sull’integrità del segretario alla Salute e sulla veridicità delle sue dichiarazioni davanti al Congresso, aprendo la strada a richieste di indagine per falsa testimonianza, anche se Kennedy non era formalmente sotto giuramento durante le audizioni.
Il contesto samoano: errore umano, sospensione delle vaccinazioni e crollo delle coperture
Per capire la portata di questa vicenda, bisogna ricostruire ciò che accadde nelle Samoa tra il 2018 e il 2019, in un periodo in cui il sistema sanitario dell’arcipelago si trovò a fronteggiare una crisi senza precedenti. Tutto ebbe inizio nel luglio 2018, quando due bambini morirono dopo aver ricevuto un vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia) preparato in modo errato da due infermiere, che furono successivamente incriminate e condannate per omicidio colposo. In risposta a questo tragico errore, il governo samoano decise di sospendere tutte le vaccinazioni per dieci mesi, fino all’aprile 2019, una misura che ebbe come effetto immediato un crollo verticale dei tassi di copertura vaccinale nella popolazione, lasciando migliaia di persone, soprattutto bambini, esposte al rischio di malattie prevenibili. È in questo contesto di paura e confusione che Children’s Health Defense, l’organizzazione anti-vaccini allora guidata da Kennedy, iniziò a contattare le autorità samoane, proponendo una “valutazione indipendente” sui vaccini MMR. Nonostante le autorità sanitarie locali avessero già chiarito, prima dell’arrivo di Kennedy, che le morti erano state causate da un errore umano e non da un problema intrinseco del vaccino, il segretario alla Salute si recò comunque alle Samoa tra maggio e giugno 2019, incontrando attivisti contrari ai vaccini e partecipando a incontri organizzati anche con l’aiuto di un funzionario dell’ambasciata americana.
L’epidemia di morbillo e il ruolo degli attivisti anti-vaccino
Le conseguenze di quel viaggio e del crollo delle coperture vaccinali si sarebbero manifestate nei mesi successivi, quando un’epidemia di morbillo travolse l’arcipelago, colpendo migliaia di persone e causando 83 morti, in grande maggioranza bambini sotto i cinque anni. Esperti di sanità pubblica hanno dichiarato che gli sforzi per contrastare l’epidemia furono ostacolati dagli attivisti anti-vaccino, alcuni dei quali si sarebbero sentiti legittimati e incoraggiati proprio dalla visita di Kennedy, un leader globale del movimento no-vax che aveva ottenuto accesso al governo samoano in un momento di estrema vulnerabilità. Kennedy, in audizione al Senato, ha negato che il suo viaggio avesse influenzato le decisioni delle persone sulla vaccinazione, affermando: «Non ho mai rilasciato alcuna dichiarazione pubblica sui vaccini. Non si trova un solo samoano che dica “Non ho fatto il vaccino per colpa di Bobby Kennedy”». Tuttavia, email e documenti interni mostrano che il viaggio era stato concepito e presentato alle autorità samoane come una missione legata ai vaccini, e non solo all’informatica sanitaria, come invece sostenuto in Senato. In una email separata del maggio 2019, un collaboratore di Kennedy, il dottor Michael Graven, descrive il viaggio come parte di una “missione” legata al vaccino, mentre funzionari del Dipartimento di Stato e dell’Unicef discutevano privatamente del fatto che la visita riguardava i vaccini.
La reazione del Dipartimento della Salute e le possibili conseguenze legali
Di fronte alle rivelazioni di AP e Guardian, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha risposto con un comunicato stampa in cui si afferma che la visita del 2019 «era estranea ai vaccini» e si definiscono «false e apertamente diffamatorie» le affermazioni secondo cui Kennedy avrebbe mentito sotto giuramento o al Congresso. Tuttavia, il portavoce dell’HHS non ha fornito una spiegazione dettagliata su come conciliare questa versione con la lettera in cui Kennedy parla esplicitamente di vaccini MMR e propone una valutazione dettagliata su ciò che era accaduto con le vaccinazioni nelle Samoa. Dal punto di vista legale, fornire testimonianze materialmente false al Congresso è un reato ai sensi della legge federale statunitense, anche se non reso sotto giuramento formale, anche se tali casi sono raramente perseguiti. Avvocati interpellati da AP hanno osservato che le dichiarazioni di Kennedy potrebbero costituire la base per audizioni parlamentari, un’inchiesta di impeachment o altri meccanismi di supervisione, soprattutto se i democratici tornassero a controllare una delle due camere del Congresso. Il termine di prescrizione federale per la falsa testimonianza al Congresso è di cinque anni, il che significa che un eventuale nuovo Dipartimento di giustizia dopo il 2029 potrebbe teoricamente indagare sul caso, anche se al momento non c’è un’inchiesta penale aperta su Kennedy.
Gli impegni violati e la frattura con i senatori che lo avevano appoggiato
La conferma di Kennedy alla carica di segretario alla Salute era passata con un voto di 52 contro 48, grazie anche al sostegno determinante del senatore repubblicano Bill Cassidy, medico e presidente della commissione sanitaria del Senato, notoriamente favorevole ai vaccini. Cassidy aveva annunciato il suo voto dichiarando di aver ottenuto da Kennedy l’impegno a non modificare alcuni pilastri della politica vaccinale federale, tra cui il mantenimento del comitato consultivo federale sui vaccini. Una volta insediato, tuttavia, Kennedy ha rimosso tutti i 17 membri del comitato e li ha sostituiti con proprie nomine, spingendo Cassidy a prendere pubblicamente le distanze e ad affermare con chiarezza che «gli impegni che erano stati presi con me sono stati violati». Questo episodio si intreccia con le accuse di falsa testimonianza: se da un lato c’è la questione giuridica delle dichiarazioni al Senato, dall’altro c’è la percezione politica che Kennedy abbia ottenuto la conferma facendo promesse poi non mantenute su temi sensibili come i vaccini, alimentando la sensazione che il segretario alla Salute abbia costruito la propria ascesa su narrazioni contraddittorie e non veritiere.
Perché questa storia conta oltre il caso Kennedy
La vicenda delle Samoa non è solo una questione di cronaca politica americana o di accuse personali rivolte a un membro dell’amministrazione Trump: tocca il cuore del rapporto tra disinformazione, salute pubblica e responsabilità delle istituzioni in un’epoca in cui le narrazioni anti-vaccino hanno dimostrato di poter avere conseguenze letali. Un’organizzazione come Children’s Health Defense, che per anni ha fatto campagna contro i vaccini, ottiene accesso a un governo straniero in un momento di crisi, mentre le autorità locali cercano di spiegare che le morti sono dovute a un errore umano e non al vaccino in sé. Quando, mesi dopo, un’epidemia di morbillo uccide decine di bambini, la domanda su quanto abbiano pesato le narrazioni anti-vaccino – e quanto abbia pesato la visita di un leader globale del movimento no-vax – diventa inevitabile. Se poi lo stesso leader, diventato segretario alla Salute, nega al Senato che quel viaggio avesse a che fare con i vaccini, mentre le carte dicono il contrario, la questione si sposta dal piano sanitario a quello della credibilità delle istituzioni e della verità davanti al Congresso, sollevando dubbi su quanto sia possibile fidarsi di chi ha la responsabilità di guidare la politica sanitaria di una superpotenza come gli Stati Uniti.
Le prossime mosse: indagini, audizioni e lo spettro dell’impeachment
Al momento, non c’è un’indagine penale aperta su Kennedy per falsa testimonianza, ma la pressione politica sta crescendo intorno al segretario alla Salute. Organizzazioni come American Oversight hanno già chiesto al Dipartimento di giustizia di aprire un’inchiesta, mentre alcuni senatori democratici parlano di possibili audizioni o di un’inchiesta di impeachment, qualora tornassero a controllare una delle due camere del Congresso. La Casa Bianca e l’HHS continuano a respingere le accuse, ma non hanno fornito una spiegazione dettagliata sulla contraddizione tra la lettera di Kennedy e le sue dichiarazioni al Senato, lasciando spazio a ulteriori domande e speculazioni. Nel frattempo, la storia delle Samoa resta un capitolo ingombrante nella biografia di Kennedy: un viaggio presentato come tecnico e neutrale, ma documentato come una missione focalizzata sui vaccini, in un Paese che pochi mesi dopo avrebbe pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane. Che questa vicenda si trasformi o meno in un procedimento legale, essa ha già prodotto un danno politico significativo, minando la credibilità di un segretario alla Salute che dovrebbe essere il garante della trasparenza e della veridicità delle informazioni sanitarie diffuse al pubblico.









