Perché Totti, Cannavaro e le altre leggende del calcio sostengono Infantino?

Mentre la FIGC e altre federazioni ritirano il sostegno a Gianni Infantino, un gruppo compatto di ex campioni del calcio mondiale – da Totti a Cannavaro, da Zanetti a Cafù – ha rinnovato pubblicamente il proprio appoggio al presidente della FIFA in vista delle elezioni del marzo 2027. Dietro questi endorsement c’è un mix di riconoscenza per iniziative concrete, vantaggi materiali e una lunga opera di costruzione di relazioni personali avviata da Infantino stesso con il programma FIFA Legends.

Il contesto: federazioni critiche, ma le “leggende” con lui

A fine agosto 2026 la Federcalcio italiana (FIGC) ha ritirato il sostegno alla ricandidatura di Infantino, allineandosi alla UEFA e citando, tra l’altro, il controverso piano di privatizzazione parziale dei Mondiali (poi abbandonato) e altre iniziative simili. Pochi giorni prima anche la Football Association inglese aveva fatto lo stesso, e tre confederazioni continentali (UEFA, CONCACAF e AFC) hanno di fatto preso distanza dal presidente uscente.

Proprio in questo clima di crescente tensione istituzionale, diversi ex calciatori di altissimo profilo hanno pubblicato messaggi quasi identici a sostegno di Infantino, creando un forte contrasto tra la linea di molte federazioni e quella di numerosi volti simbolo del calcio globale.

Chi ha sostenuto Infantino e cosa hanno scritto

Tra i primi a schierarsi è stato Fabio Cannavaro, che su Instagram ha scritto: «Negli ultimi dieci anni il calcio mondiale è migliorato. Negli ultimi dieci anni le calciatrici e i calciatori sono tornati al centro. Negli ultimi dieci anni Gianni Infantino, alla presidenza della FIFA, ha fatto un grande lavoro. Non riconoscerlo sarebbe intellettualmente scorretto, oltre che una forzatura imposta». Francesco Totti ha ricondiviso il messaggio, mentre Christian Vieri e Marco Materazzi hanno pubblicato testi simili, in parte in inglese, ripresi anche da altri campioni.

Un gruppo di argentini e brasiliani ha firmato lettere congiunte con toni molto vicini: Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Javier Pastore da una parte; Cafu, Roberto Carlos e altri dall’altra. Nei loro comunicati si legge che «calciatori ed ex calciatori, attraverso il loro coinvolgimento in comitati, progetti e gruppi di lavoro, hanno ora una voce e un ruolo reale nello sport», e che «le nostre opinioni vengono ascoltate e molte iniziative a beneficio del calcio sono il risultato diretto dei nostri contributi, idee, pianificazione e partecipazione attiva».

Al sostegno si sono aggiunti anche nomi come Pepe, Felipe Melo, Jared Borgetti con dichiarazioni che enfatizzano il ruolo della FIFA nell’unire le persone, creare opportunità e trasformare le comunità. La leggenda portoghese Pepe e l’ex centrocampista brasiliano Felipe Melo hanno condiviso messaggi analoghi, mentre il messicano Borgetti ha parlato esplicitamente di fiducia nella capacità di Infantino di «unire le persone, creare opportunità e trasformare le comunità».

Il programma FIFA Legends: cos’è e perché conta

Molti di questi nomi fanno parte del programma FIFA Legends, lanciato dieci anni fa proprio da Infantino, nel 2016, con l’obiettivo di promuovere il calcio mondiale e le attività della FIFA attraverso ex giocatori e allenatori. Il programma comprende oltre 7.000 tra ex calciatori, calciatrici, allenatori e allenatrici, e include volti come Ronaldo, Ronaldinho, Kaká, Zidane e molti campioni del mondo.

I criteri per entrare nel club sono relativamente accessibili: basta aver vinto un Mondiale (maschile o femminile), aver dato un «contributo straordinario» a un’edizione del torneo, aver giocato più di 10 partite ai Mondiali oppure aver totalizzato almeno 100 presenze con la propria nazionale. Una volta dentro, è difficile uscirne: «Una volta entrato nel club, è difficile che tu voglia andartene», ha scritto The Athletic, sottolineando quanto il sistema sia strutturato per creare un legame duraturo.

Cosa ricevono le FIFA Legends (e cosa dà alla FIFA)

Durante i Mondiali, il ruolo di FIFA Legend non è solo simbolico: comprende un soggiorno con tutte le spese pagate per la durata del torneo, biglietti per le partite e la possibilità di ottenere ulteriori guadagni attraverso comparse a scopo commerciale. La FIFA copre spese di viaggio e alloggio e paga ai calciatori un’indennità giornaliera, a cui si aggiungono introiti commerciali negoziati caso per caso.

In cambio, la federazione mondiale ottiene volti noti e apprezzati in tutto il mondo per promuovere le sue attività, i suoi sponsor e la sua immagine, spesso mostrandoli negli stadi vicini a Infantino stesso. Molte FIFA Legends sono state infatti inquadrate varie volte mentre seguivano le partite degli ultimi Mondiali dallo stadio, spesso sedute vicino al presidente della FIFA, che ama promuovere l’immagine di una persona amica di tutti, soprattutto dei grandi campioni.

Questa reciprocità spiega perché, come ha osservato The Athletic, il ruolo di FIFA Legend durante i Mondiali sia «un incarico qualunque» solo in apparenza: è un vero e proprio asset di immagine e di relazioni, con ricadute economiche e di visibilità per gli ex giocatori e di marketing e legittimazione per la FIFA.

Non tutte le Legends sono con Infantino: le voci critiche

Nonostante il peso mediatico di questi endorsement, non tutte le FIFA Legends hanno scelto di sostenere Infantino. In un recente comunicato firmato, tra gli altri, da Robert Pires e Juan Sebastián Verón si legge: «Abbiamo visto lo sport che amiamo allontanarsi dai suoi valori fondamentali sotto l’attuale dirigenza della FIFA. Per troppo tempo abbiamo assistito alla presa di decisioni importanti senza che i calciatori venissero consultati o presi in considerazione, e senza alcun riguardo per i tifosi che sostengono questo sport. Il cambiamento è necessario. Il potere ha offuscato la capacità dell’attuale dirigenza di distinguere tra i propri interessi e ciò che è meglio per il calcio».

Anche Luís Figo, pur essendo da tempo membro del programma FIFA Legends e beneficiando dei suoi privilegi, ha rotto gli indugi criticando apertamente Infantino, parlando di «bugie e inganni» a danno del gioco. Queste posizioni mostrano che, pur in presenza di vantaggi materiali e di visibilità, una parte delle Legends valuta negativamente la gestione della FIFA e la direzione impressa da Infantino, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione parziale dei Mondiali e altre scelte impopolari.

Perché proprio ora: immagine, elezioni e narrazione

Le elezioni per il presidente della FIFA si terranno nel marzo 2027 e Infantino, che correrà per un quarto mandato, è al momento l’unico candidato in corsa, anche se si prevede un’elezione molto contestata. In uno scenario in cui tre confederazioni continentali hanno di fatto ritirato l’appoggio, i messaggi delle FIFA Legends diventano uno strumento cruciale per costruire una narrazione alternativa: quella di un presidente vicino ai giocatori, capace di ascoltarli e di averli «riportati al centro» del calcio.

I testi quasi identici pubblicati da Cannavaro, Totti, Vieri, Zanetti, Cafù e altri non sono casuali: ripetono gli stessi concetti chiave (miglioramento del calcio, rappresentanza dei calciatori, ruolo reale degli atleti) per rafforzare, a livello di opinione pubblica, l’idea che Infantino abbia compiuto un «grande lavoro» negli ultimi dieci anni. Questo tipo di comunicazione coordinata è tipica di operazioni di immagine studiate, in cui il messaggio viene diffuso da più voci autorevoli per apparire spontaneo e condiviso.

Tra riconoscenza, vantaggi e calcolo politico

Nessuno può sapere con certezza come ciascun ex calciatore abbia formato il proprio giudizio positivo su Infantino: per alcuni può esserci una sincera riconoscenza per iniziative che li hanno coinvolti, per altri un calcolo legato ai benefici del programma Legends, per altri ancora una combinazione di entrambi. Quel che è certo è che la FIFA, sotto Infantino, ha costruito un ecosistema in cui le Legends sono sia ambasciatori sia beneficiari: la federazione ottiene immagine e legittimazione, gli ex campioni ottengono visibilità, opportunità commerciali e un ruolo formale nelle strutture decisionali.

In un momento in cui federazioni come la FIGC e la UEFA prendono posizioni dure, il sostegno di Totti, Cannavaro, Vieri, Zanetti, Cafù e altri serve a Infantino per bilanciare il racconto: non solo un presidente contestato dalle istituzioni, ma un leader sostenuto da chi, sulla carta, rappresenta il cuore popolare del calcio, i suoi eroi.

Un sostegno che pesa, ma non decide

Il sostegno delle FIFA Legends ha un forte valore simbolico e mediatico, ma non si traduce direttamente in voti: alle elezioni per il presidente della FIFA ogni federazione nazionale ha un voto, e saranno le 211 federazioni a decidere il destino di Infantino. Tuttavia, in un’elezione in cui non è ancora emersa una candidatura alternativa solida, la battaglia si gioca molto sul piano dell’immagine e della legittimazione politica: qui i messaggi di campioni come Totti e Cannavaro contano, perché influenzano l’opinione di tifosi, media e, indirettamente, anche di alcune federazioni.

Allo stesso tempo, le voci critiche di Legends come Pires, Verón e Figo ricordano che il mondo degli ex campioni non è monolitico: c’è chi vede nei benefit e nei ruoli formali un prezzo troppo alto da pagare in termini di valori e di governance del calcio.

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