Trump riduce da 17 a 11 i vaccini pediatrici: cosa prevede l’ordine esecutivo e perché l’Oms lancia l’allarme

Con una firma su un ordine esecutivo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridotto da 17 a 11 le vaccinazioni raccomandate per i bambini nei primi anni di vita, promuovendo al contempo una revisione degli obblighi vaccinali scolastici e la separazione del vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) in tre dosi separate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha avvertito che la riforma va contro decenni di prove scientifiche, mentre il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha evidenziato il pericolo di mancata copertura nei bambini.

L’avvertimento dell’Oms: “Politiche guidate dalla scienza, non dalla politica”

L’Oms ha sottolineato che il tentativo di Trump di riformare il programma dei vaccini per i bambini negli Usa contrasta con “decenni di prove scientifiche”. Ghebreyesus ha affermato che la scienza è “inequivocabile: i vaccini, incluso il vaccino MMR, sono sicuri e non causano l’autismo”. “Le politiche vaccinali dovrebbero essere guidate da una revisione rigorosa, indipendente e trasparente delle migliori evidenze scientifiche disponibili, non da influenze politiche”, ha avvertito in un post su X.

Il direttore generale dell’Oms ha espresso preoccupazione perché “i recenti cambiamenti alla politica vaccinale statunitense non siano in linea con decenni di evidenze, che dimostrano quando i bambini sono più vulnerabili alle malattie”. Ha aggiunto che “i vaccini offrono la protezione più efficace, è fondamentale stabilire quante dosi sono necessarie e quali vaccini possono essere somministrati insieme in sicurezza”, precisando che “queste evidenze vengono continuamente riviste man mano che emergono nuovi dati da tutto il mondo”.

Ghebreyesus ha anche avvertito che “ritardare le vaccinazioni o separare le dosi inutilmente non rende la vaccinazione più sicura e può lasciare i bambini non protetti”.

Cosa prevede la riforma di Trump: le tre categorie di vaccini

L’ordine esecutivo firmato lunedì 10 agosto modifica profondamente l’approccio del governo federale alle vaccinazioni infantili, riducendo il numero di immunizzazioni raccomandate nei primi anni di vita e promuovendo una revisione dell’obbligo vaccinale scolastico. La riforma prevede di suddividere il calendario vaccinale pediatrico in tre categorie.

Secondo la bozza, a tutti i bambini continueranno a essere raccomandate le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B, malattia pneumococcica, Hpv e varicella. Si tratta di 11 immunizzazioni che restano nel pacchetto “core” per tutti i bambini.

Soltanto ai bambini appartenenti alle categorie ad alto rischio verrebbero invece raccomandati gli anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e i vaccini contro epatite A, epatite B, meningococco B, meningococco Acwy e dengue. Si tratta di una modifica rispetto all’attuale calendario, che raccomanda alla generalità dei bambini la maggior parte di queste immunizzazioni.

Per altre vaccinazioni, tra cui quelle contro rotavirus, malattia meningococcica, influenza e Covid-19, la decisione verrebbe affidata a una valutazione condivisa tra i genitori e il medico del bambino. In pratica, si passa da una raccomandazione universale a una decisione caso per caso.

La separazione del vaccino MMR: una scelta contraria al consenso scientifico

L’ordine esecutivo ribadisce anche la richiesta di suddividere il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) in tre dosi separate, una scelta contraria all’ampio consenso scientifico. Trump ha suggerito che il vaccino MPR sia “letale” e che sia meglio separarlo in tre iniezioni singole, fatte a distanza di tempo l’una dall’altra.

I Centers for Disease Control and Prevention, l’ente che si occupa di salute pubblica negli Stati Uniti, hanno dichiarato che la maggior parte delle persone a cui è stato somministrato non ha avuto problemi seri e che non ci sono benefici nel separare il vaccino combinato MPR in tre dosi. Hanno anzi ricordato che ritardare o saltare le iniezioni espone a molti rischi, e che il 2026 è stato l’anno peggiore per i casi di morbillo da decenni. Persino Kennedy ha cominciato a consigliare il vaccino contro il morbillo.

Il ruolo di Robert F. Kennedy Jr. e la teoria infondata sul legame vaccini-autismo

Il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha fondato un gruppo antivaccinista e da tempo promuove un legame, infondato, tra il vaccino MMR e l’autismo. Kennedy ha più volte sostenuto, come ha fatto lunedì Trump, la falsa relazione tra vaccini e autismo, smentita dalla comunità scientifica e da numerosi studi. È una delle più diffuse e radicate tesi antivacciniste, che si deve a una grande frode scientifica risalente alla fine degli anni Novanta.

Kennedy sostiene che i vaccini che contengono sali di alluminio sarebbero neurotossici e collegati anche ad asma, malattie autoimmuni e allergie alimentari. Tra quelli più recenti, uno studio condotto l’anno scorso in Danimarca su oltre un milione di bambini ha ribadito che “non c’è assolutamente alcuna indicazione” che i vaccini con sali d’alluminio possano causare l’autismo o altre malattie. I bambini peraltro sono esposti maggiormente all’alluminio nella loro vita quotidiana rispetto a quello che ricevono dai vaccini.

È vero che le diagnosi di autismo sono aumentate rispetto al passato, ma le ragioni sono un’estensione della definizione di cosa rientra nello spettro dell’autismo, e una migliore capacità di diagnosi. I casi che riguardano le persone con le forme di autismo che hanno bisogno di maggiore supporto sono rimasti pressoché identici.

Trump ha detto che «in passato i bambini ricevevano solo una minima parte dei vaccini richiesti oggi. Le persone erano molto più sane e, ovviamente, non si registravano gli alti tassi di autismo che si osservano ora». Il documento firmato da Trump non dice esplicitamente che i vaccini causano l’autismo, ma lui e la sua amministrazione lo hanno sostenuto spesso e lo hanno ribadito anche durante l’evento per la firma dell’ordine esecutivo.

Kennedy è un noto antivaccinista, e da quando è nel governo ha adottato varie misure per scoraggiarne l’uso, tagliando i fondi per la ricerca e licenziando per esempio i precedenti membri del Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione per sostituirli con altri scettici. Kennedy ha avviato un’importante revisione dei vaccini, compresi alcuni in uso da decenni, ha rivisto il calendario vaccinale infantile e ha tagliato i finanziamenti per lo sviluppo di nuovi vaccini: misure che sono state fortemente condannate dalla comunità medica e scientifica. All’inizio di quest’anno, i tribunali statunitensi hanno sospeso una riforma della politica vaccinale da lui stesso avviata.

Il contesto giuridico: gli Stati, non il governo federale, decidono gli obblighi

Negli Stati Uniti il potere di imporre i vaccini spetta agli Stati, non al governo federale. Anche se la direttiva chiede di aggiornare le linee guida sulle immunizzazioni, negli Stati Uniti sono gli Stati, e non il governo federale, ad avere il potere di imporre gli obblighi vaccinali per i bambini.

Tuttavia, secondo una scheda informativa della Casa Bianca, l’ordine sollecita proprio i singoli Stati che prevedono l’obbligo vaccinale scolastico a valutare la revisione delle proprie norme per adeguarle alla tempistica auspicata dall’amministrazione. Non era mai successo prima che un presidente statunitense intervenisse sulle linee guida dei vaccini infantili, anche se l’ordine di Trump non ha valore di obbligo, perché le decisioni sui vaccini sono stabilite dai singoli stati e non dal governo federale.

Già nello scorso dicembre Trump aveva ordinato al dipartimento della Salute di esaminare quali raccomandazioni sui vaccini siano adottate da altri Paesi comparabili agli Stati Uniti, proprio al fine di valutare un aggiornamento delle linee guida. Successivamente, il governo di Washington aveva approvato una prima raccomandazione sulla riduzione del numero di vaccinazioni per ogni bambino.

Il precedente tentativo bloccato dai tribunali

Il provvedimento segue una precedente iniziativa del dipartimento della Salute e dei Servizi umani (Hhs), che a gennaio aveva già cercato di ridurre il numero di vaccinazioni raccomandate nel calendario pediatrico. Diverse organizzazioni mediche avevano impugnato le modifiche e un giudice aveva dato loro ragione.

Negli ultimi mesi Trump ha sollecitato il ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr. ad accelerare la revisione del calendario vaccinale e le ricerche su un’eventuale relazione tra vaccini e autismo. Numerosi e ampi studi scientifici non hanno trovato prove di un nesso causale tra vaccinazioni e autismo.

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