Mario Adinolfi condannato a pagare 20mila euro per post discriminatori contro musulmani e nordafricani

Mario Adinolfi condannato a pagare 20mila euro per post discriminatori contro musulmani e nordafricani

Mario Adinolfi condannato a pagare 20mila euro per post discriminatori contro musulmani e nordafricani

Mario Adinolfi dovrà versare 20mila euro all’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) dopo la condanna del Tribunale di Torino per due post pubblicati sul suo profilo Facebook e ritenuti discriminatori nei confronti della comunità musulmana e delle persone nordafricane. La decisione, arrivata a seguito di un ricorso promosso dall’associazione, riguarda contenuti diffusi il 19 e il 26 gennaio 2026, nei quali il giornalista e politico aveva utilizzato espressioni durissime contro l’islam, arrivando a definirlo, tra l’altro, “un crimine verso la dignità della persona umana” e “il male del mondo”.

Secondo quanto stabilito dal giudice, quei messaggi non possono essere ricondotti alla sola critica religiosa, perché non si limitavano a contestare una dottrina o un sistema di idee, ma esprimevano giudizi negativi su un insieme di persone identificate sulla base dell’appartenenza religiosa e della provenienza geografica. Il tribunale ha ritenuto che i post superassero il confine della libertà di opinione, arrivando a presentare la delinquenza come una caratteristica ricorrente delle persone musulmane e nordafricane, con un effetto stigmatizzante e offensivo.

Il ruolo dell’Asgi e il quadro del caso

La causa è stata promossa dall’Asgi, che aveva contestato proprio la natura discriminatoria dei contenuti pubblicati sui social. La sentenza, oltre a quantificare in 20mila euro il risarcimento, avrebbe previsto anche la rimozione dei post ritenuti lesivi, consolidando così la lettura del tribunale secondo cui quelle affermazioni non rientravano nell’alveo di una critica legittima ma assumevano un carattere denigratorio nei confronti di gruppi definiti per religione e origine.

Il caso arriva mentre Adinolfi si trova agli arresti domiciliari per un’inchiesta su presunta truffa ed evasione fiscale legata a un sistema di scommesse collettive. Su questo fronte, il politico ha negato le accuse, ma la nuova condanna civile contribuisce ad alimentare il profilo di una figura pubblica spesso al centro di polemiche per il linguaggio usato nelle sue uscite sui social e nelle sue prese di posizione politiche.

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