Stripe e Advent offrono oltre 53 miliardi per acquisire PayPal e creare un gigante globale dei pagamenti

Stripe e Advent offrono oltre 53 miliardi per acquisire PayPal e creare un gigante globale dei pagamenti

Stripe e Advent offrono oltre 53 miliardi per acquisire PayPal e creare un gigante globale dei pagamenti

Stripe e Advent International tentano il colpo su PayPal con un’offerta da oltre 53 miliardi di dollari, in una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri globali nei pagamenti digitali. Secondo fonti vicine al dossier, le due società hanno presentato una proposta congiunta da 60,50 dollari per azione, pari a un premio di circa il 28% rispetto all’ultima chiusura del titolo.

L’offerta, avanzata all’inizio di luglio e sostenuta da circa 50 miliardi di dollari di finanziamenti già impegnati dalle banche, non ha ancora ricevuto una risposta da parte di PayPal. Le discussioni restano riservate e tutte le parti coinvolte hanno rifiutato di commentare.

Un gigante dei pagamenti in costruzione

Se l’operazione dovesse andare in porto, nascerebbe il più grande operatore mondiale nel settore dei pagamenti. Stripe e PayPal insieme arriverebbero a gestire un volume annuo di transazioni pari a circa 3.700 miliardi di dollari, ovvero circa il 3% del PIL globale. Un salto dimensionale enorme, che evidenzia la crescente corsa alla scala in un mercato sempre più competitivo.

La logica industriale dell’operazione è evidente: Stripe è leader nell’infrastruttura per i pagamenti delle imprese, mentre PayPal porta in dote una base di oltre 430 milioni di utenti consumer, oltre a servizi consolidati come Venmo e il checkout online. L’integrazione permetterebbe a Stripe di rafforzarsi sul fronte consumer, ampliando la propria presenza nei portafogli digitali e nei servizi finanziari diretti.

In particolare, Venmo rappresenta un asset strategico chiave, grazie alla sua diffusione nei pagamenti tra privati e al forte radicamento tra i più giovani. Allo stesso tempo, PayPal potrebbe beneficiare della tecnologia e della flessibilità operativa di Stripe, migliorando efficienza e competitività in un contesto dominato anche da player come Apple Pay e Google Pay.

Nonostante il premio offerto, però, non è affatto scontato che PayPal accetti. Secondo alcuni analisti, l’offerta potrebbe essere solo un primo passo negoziale. Per convincere il management, Stripe e Advent potrebbero dover rilanciare fino a circa 70 dollari per azione.

Il contesto e le prospettive

Il contesto in cui arriva questa proposta è quello di una PayPal in fase di trasformazione. Dopo aver toccato un picco di circa 360 miliardi di dollari di capitalizzazione nel 2021, il gruppo ha visto il proprio valore ridursi drasticamente, scendendo intorno ai 36 miliardi e perdendo oltre il 40% nell’ultimo anno. A pesare sono stati il rallentamento della crescita e una concorrenza sempre più aggressiva.

Il nuovo CEO Enrique Lores, in carica da marzo, ha avviato una profonda riorganizzazione per rilanciare il gruppo. L’azienda è stata suddivisa in tre aree principali: checkout, servizi finanziari per i consumatori (incluso Venmo) e pagamenti con focus anche sulle criptovalute. L’obiettivo è semplificare la struttura, ridurre i costi e tornare a crescere.

Tra le priorità c’è anche l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, con un piano che dovrebbe generare risparmi per circa 1,5 miliardi di dollari nei prossimi due o tre anni, da reinvestire nello sviluppo.

I risultati più recenti mostrano segnali contrastanti: nel primo trimestre i ricavi sono saliti del 7% a 8,35 miliardi di dollari, sopra le attese, mentre i volumi di pagamento sono cresciuti dell’8% a circa 464 miliardi. Numeri solidi, ma non ancora sufficienti a dissipare i dubbi degli investitori.

L’operazione si inserisce in un più ampio trend di consolidamento nel settore dei pagamenti, dove le aziende cercano dimensione, tecnologia e accesso a nuovi segmenti come i pagamenti transfrontalieri e il business-to-business. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le operazioni, tra cui l’acquisizione di Worldpay da parte di Global Payments per oltre 24 miliardi di dollari e altri deal minori sostenuti anche da fondi di private equity.

Stripe, dal canto suo, resta uno dei gruppi più forti del settore. Fondata nel 2010, è stata valutata circa 159 miliardi di dollari all’inizio del 2026, confermandosi tra le fintech private più importanti al mondo.

Resta ora da capire se il tentativo congiunto di Stripe e Advent si tradurrà in un accordo concreto o se PayPal sceglierà di proseguire da sola nel proprio percorso di rilancio. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il settore dei pagamenti è davvero pronto a un’operazione destinata a cambiarne gli equilibri globali.

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