C’è molto più della gloria in palio nella finale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Arsenal. A Budapest si gioca non solo per la storia, ma anche per premi economici profondamente diversi tra le due squadre. Se per i parigini il trionfo significherebbe un milione di euro a testa, per i giocatori di Mikel Arteta il bonus si ferma a circa 144mila euro: una differenza che racconta due modelli e due visioni opposte.
Il “patto” del Psg: un’eredità di Ibrahimovic
Il sistema dei premi del Psg affonda le sue radici in una scelta fatta circa dieci anni fa, quando Zlatan Ibrahimovic spinse la dirigenza a introdurre un bonus collettivo straordinario in caso di vittoria della Champions. All’epoca, il trofeo era poco più di un sogno e quel milione a giocatore sembrava irraggiungibile.
Oggi, invece, è diventato un obiettivo concreto. Il principio è semplice: tutti ricevono lo stesso premio, indipendentemente da presenze, minutaggio o ruolo in squadra. Un modello “solidale” che rafforza l’idea di gruppo e riduce le differenze individuali, già attenuate nei contratti più recenti.
Per la squadra di Luis Enrique, dunque, la vittoria significherebbe non solo entrare nella storia europea, ma anche incassare uno dei bonus più alti mai previsti in ambito calcistico.
Arsenal, premi più bassi ma sistema cumulativo
Diversa la filosofia dell’Arsenal. I Gunners hanno un sistema di bonus più articolato e progressivo, ma decisamente meno generoso sul piano finale. In caso di vittoria, ogni giocatore incasserebbe circa 144mila euro, cifra comunque superiore ai circa 58mila ottenuti per il passaggio in semifinale.
A questi si aggiungono bonus legati alle presenze in Premier League, che possono portare il totale individuale fino a circa 228mila euro. Tuttavia, anche considerando gli extra, il divario con il Psg resta netto.
Nonostante ciò, il club londinese può consolarsi con i ricavi complessivi della competizione: circa 165 milioni di euro incassati lungo il percorso europeo, leggermente più dei 160 milioni del Psg.
Tra bilanci e futuro: allenatori e strategie
I premi rappresentano solo una parte di un quadro economico più ampio. L’Arsenal, ad esempio, potrebbe destinare parte degli introiti Champions al rinnovo di Mikel Arteta, attualmente sotto contratto fino al 2027 con uno stipendio da circa 18,5 milioni di euro annui, bonus inclusi. Il rinnovo potrebbe portarlo fino a quota 24 milioni.
Sul fronte opposto, anche Luis Enrique è in scadenza, ma il Psg ha già pronto un prolungamento fino al 2030. L’obiettivo è portare il tecnico spagnolo a guadagnare circa 20 milioni lordi a stagione, rendendolo il più pagato nello spogliatoio.
Una finale che vale doppio
La sfida tra Psg e Arsenal diventa così anche uno scontro tra modelli economici: da una parte un sistema che punta su premi collettivi elevati per cementare il gruppo, dall’altra una struttura più distribuita e sostenibile.
Alla fine, però, il campo farà la differenza. E al di là dei milioni, resta il peso della storia: il Psg in cerca della conferma europea, l’Arsenal a caccia della sua prima Champions.








