Non c’è stato solo Luca Signorelli tra i protagonisti che hanno fermato Salim El Koudri dopo l’investimento della folla a Modena. Accanto a lui, diversi cittadini — italiani e stranieri — hanno contribuito in modo decisivo a bloccare la fuga dell’uomo, dimostrando sangue freddo, coraggio e senso civico.
La fuga di El Koudri è durata poco più di un centinaio di metri. Subito dopo l’attacco, alcuni cittadini si sono lanciati all’inseguimento insieme agli agenti di una volante della Polizia, riuscendo a fermarlo e immobilizzarlo.
Tra loro, oltre a un modenese e a commercianti pakistani della zona, c’erano anche due cittadini egiziani: un padre e suo figlio, che hanno avuto un ruolo diretto nel bloccare l’uomo.
Padre e figlio egiziani tra i protagonisti
Tra coloro che hanno contribuito in modo diretto all’immobilizzazione ci sono Osama Shalaby, muratore egiziano di 56 anni, e suo figlio Mohammed, di 20 anni. I due hanno raccontato di aver agito d’istinto, senza lasciarsi paralizzare dalla paura. “Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio”, ha spiegato il padre, sottolineando la naturalezza con cui hanno deciso di intervenire. Padre e figlio hanno partecipato concretamente al blocco dell’uomo, contribuendo anche a disarmarlo e a impedirgli qualsiasi ulteriore tentativo di fuga.
La loro storia porta con sé anche un elemento significativo sul piano sociale: Osama vive in Italia da circa trent’anni, ma non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana. “Spero che il mio gesto serva a qualcosa”, ha dichiarato, aggiungendo anche il desiderio, condiviso con la famiglia, di ottenere una casa popolare in cui vivere insieme. Un dettaglio che ha acceso l’attenzione anche sul tema dell’integrazione e del riconoscimento per chi, pur vivendo da decenni nel Paese, non ha ancora pieno accesso ai diritti civili.
Il messaggio del sindaco: “No alle divisioni”
Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha voluto sottolineare con forza il valore simbolico e concreto dell’intervento collettivo, evidenziando come tra coloro che hanno fermato l’aggressore vi fossero cittadini di diverse nazionalità. “Non bisogna mai generalizzare come si fa in queste ore”, ha dichiarato, mettendo in guardia contro il rischio di alimentare tensioni e divisioni in un momento già segnato dalla paura e dalla violenza.
Mezzetti ha invitato la città a reagire in modo compatto, prendendo esempio proprio da quei cittadini che hanno dimostrato coraggio e senso della comunità. Secondo il sindaco, la risposta migliore a episodi di questo tipo non è la contrapposizione, ma la coesione sociale, capace di trasformare un momento drammatico in un’occasione per rafforzare i legami civici. Ha inoltre evidenziato con favore l’atteggiamento delle forze politiche locali, che — sia di maggioranza sia di opposizione — hanno mantenuto toni equilibrati, evitando di cavalcare l’episodio per fini polemici.
Il riconoscimento delle istituzioni
Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso vicinanza alla città di Modena e ai feriti, auspicando una pronta guarigione.
Tajani ha sottolineato il gesto di Luca Signorelli, per il quale ha proposto un riconoscimento ufficiale dello Stato, ma ha voluto estendere il ringraziamento anche agli altri cittadini intervenuti, compresi i due egiziani.
Un riconoscimento che va oltre le singole nazionalità e che mette in evidenza il ruolo di una comunità capace di reagire con prontezza e solidarietà.








