Tra la sera del 25 e la notte del 26 aprile 2026, la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington si è trasformata in una situazione di emergenza. Secondo le ricostruzioni ufficiali, un uomo ha aperto il fuoco nella lobby del Washington Hilton, dove si stava svolgendo l’evento a cui partecipavano circa 2.600 persone, tra giornalisti, funzionari e membri del governo.
Tra i presenti c’era anche il presidente Donald Trump, che è stato immediatamente evacuato dal Secret Service insieme al vicepresidente JD Vance, seguendo i protocolli di sicurezza. Un agente dei servizi segreti è stato colpito da un proiettile, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze fatali.
L’aggressore è stato fermato sul posto e successivamente trasportato in ospedale per accertamenti. Le autorità hanno poi confermato la sua identità: si tratta di Cole Tomas Allen, 31 anni, residente in California.
Chi è Cole Tomas Allen: istruzione e lavoro
Le informazioni disponibili tracciano il profilo di un individuo con un percorso accademico e professionale strutturato. Allen si è laureato in ingegneria meccanica presso il California Institute of Technology nel 2017 e ha conseguito un master in informatica alla California State University Dominguez Hills.
Secondo quanto riportato dai media statunitensi, lavorava come insegnante part-time presso C2 Education, società attiva nella preparazione ai test scolastici. L’azienda lo aveva indicato come “insegnante del mese” nel dicembre 2024.
Nel suo profilo pubblico emergevano anche attività nel settore dello sviluppo software e dei videogiochi, con la pubblicazione di un titolo sulla piattaforma Steam.
Dai registri della Federal Election Commission risulta inoltre una donazione di 25 dollari alla campagna di Kamala Harris nell’ottobre 2024.
Le armi e l’accesso all’hotel
Le autorità hanno confermato che Allen era armato. In particolare, secondo la procuratrice Jeanine Pirro, l’uomo è stato incriminato per reati legati all’uso di armi da fuoco e per aggressione a un agente federale.
Tra gli oggetti sequestrati figurano una pistola, un fucile a canna liscia e diversi coltelli. Il capo della polizia di Washington, Jeffery Carroll, ha dichiarato che l’uomo alloggiava nello stesso hotel in cui si svolgeva l’evento, elemento che potrebbe aver facilitato l’accesso alla struttura.
Il sindaco Muriel Bowser ha affermato che, allo stato attuale delle indagini, non ci sono indicazioni sul coinvolgimento di altre persone. Le autorità ritengono quindi che Allen abbia agito da solo.
Il movente: ancora nessuna conferma
Uno degli aspetti centrali dell’indagine resta il movente. Le forze dell’ordine hanno dichiarato che è ancora troppo presto per stabilire le motivazioni dell’attacco o identificare un bersaglio preciso.
Il presidente Donald Trump ha definito Allen un “lupo solitario” e una “persona malata”, ma queste valutazioni non costituiscono, allo stato attuale, una conclusione investigativa ufficiale.
Gli investigatori stanno analizzando dispositivi elettronici, attività online e contatti personali dell’uomo per verificare eventuali segnali che possano chiarire le ragioni del gesto.
Allen comparirà in tribunale per la prima udienza lunedì. Le accuse annunciate includono l’uso di un’arma da fuoco durante un crimine violento e l’aggressione a un agente federale.
Le reazioni internazionali
All’indomani dell’attacco, sono arrivate immediate reazioni da parte di diversi leader internazionali, a conferma della rilevanza globale dell’episodio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà e sincina vicinanza” al presidente Donald Trump, alla First Lady Melania Trump, al vicepresidente JD Vance e a tutti i presenti, sottolineando come “nessun odio politico possa trovare spazio nelle nostre democrazie”. Sulla stessa linea anche il premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha condannato l’aggressione affermando che “la violenza non è mai la soluzione” e ribadendo che il progresso passa attraverso democrazia, convivenza e pace.
Cosa resta da chiarire
Al momento, i fatti accertati delineano un quadro abbastanza preciso solo su alcuni punti: l’identità dell’attentatore, la dinamica generale dell’attacco, le armi utilizzate.
Restano invece aperte le questioni più rilevanti: il movente, il possibile obiettivo e le eventuali falle nei sistemi di sicurezza che hanno consentito a un uomo armato di avvicinarsi a un evento con la presenza del presidente degli Stati Uniti.








