Michael Burry lancia una newsletter: il suo monito sulla bolla AI

Michael Burry, l’investitore celebre per aver previsto il crollo del mercato immobiliare prima del 2008, ha lanciato una newsletter su Substack intitolata “Cassandra Unchained” dopo aver chiuso il suo hedge fund. In questa nuova iniziativa, Burry espone in modo dettagliato la sua tesi sempre più pessimista sull’intelligenza artificiale, sostenendo che il mercato attuale sia nuovamente in una situazione di bolla speculativa, simile a quella della bolla dot-com degli anni ’90.

Il ritorno di Michael Burry e la sua nuova newsletter

Michael Burry sfrutta il seguito consolidato da circa 1,6 milioni di follower su X, dove i suoi post enigmatici sono da tempo analizzati dagli investitori. La newsletter, disponibile a un costo annuale di 379 dollari, offre una visione che richiama le dinamiche del passato, con un monito chiaro: l’entusiasmo per l’AI ricorda molto la frenesia tecnologica del 1999-2000, quando gli investitori ignoravano i rischi reali e i segnali di bolla. Burry cita in modo provocatorio le parole di Alan Greenspan del 2005, che negava la presenza di una bolla immobiliare ben prima della crisi del 2007-2008, e il recente giudizio di Jerome Powell, definendo le aziende AI “profittevoli” e “diverse” rispetto a bolle precedenti, ma per Burry si tratta di un deja-vu.

Analoghe dinamiche delle bolle del passato

Secondo Burry, come nel boom delle dot-com, oggi gli investitori si basano su aspettative di crescita esponenziale dell’AI, sottovalutando problemi di redditività e investendo ingenti capitali nella speranza che questa tecnologia riscriva l’economia globale. Tra i principali protagonisti su cui Burry si mostra critico ci sono Nvidia  e Palantir, che rappresentano le “poster children” del boom AI. La sua visione è alimentata anche dalle analisi di Phil Clifton, ex gestore del suo fondo, che evidenzia come i grandi investimenti infrastrutturali per l’AI non abbiano ancora dimostrato una sostenibilità economica reale, replicando l’errore storico delle telecomunicazioni negli anni ’90, quando l’ottimismo per la domanda futura si scontrò con un’offerta sovradimensionata e rendimenti deludenti.

Le critiche alle rassicurazioni della Fed e le implicazioni per il mercato

La Federal Reserve, con Powell, ha respinto l’idea di una bolla AI, sostenendo che le aziende in questo settore mostrano profitti concreti, a differenza delle bolle precedenti. Tuttavia, Burry vede queste dichiarazioni come un parallelo inquietante rispetto a quelle di Greenspan nel 2005, che a sua volta negava rischi immobiliari pochi anni prima del collasso. Questo disallineamento tra valutazioni di mercato e realtà economica è al centro delle preoccupazioni di Burry, che invita nuovamente gli investitori a riflettere con prudenza sul contesto attuale e sul rischio di una bolla alimentata da entusiasmo irrazionale.

L’analisi di Burry e la sua newsletter rappresentano un interessante ritorno di fiamma per uno degli investitori più discussi e seguiti degli ultimi decenni, focalizzando ora la sua attenzione su una delle tendenze tecnologiche più rilevanti di questo periodo ma al contempo più controverse dal punto di vista finanziario.

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