Poste Italiane conferma Spid gratuito fino al 2030, mentre altri provider introducono canoni annuali

Spid verso un nuovo modello economico

Dal 2025 è cambiato il modo di gestire lo Spid, il sistema che consente ai cittadini di accedere ai servizi digitali pubblici e privati. Dopo anni di gratuità garantita dallo Stato, i principali fornitori del servizio stanno adottando politiche diverse: alcuni scelgono di introdurre un canone, mentre altri – tra cui Poste Italiane – assicurano la continuità gratuita almeno fino al 2030.

Il cambiamento è arrivato dopo che i contributi pubblici destinati ai gestori sono terminati, interrompendo un equilibrio economico che per anni aveva coperto i costi di mantenimento. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha lasciato libertà ai provider di sperimentare modelli più sostenibili, aprendo la porta a tariffe di rinnovo o servizi premium a pagamento.

Chi dovrà pagare: i provider con canone

Tra i gestori che hanno scelto di applicare un costo rientrano nomi noti come Aruba, Infocert e Register.it. Le tariffe sono comprese tra i 5 e i 10 euro l’anno, a seconda delle funzionalità e del livello di assistenza offerto.
Aruba e Infocert hanno fissato un canone annuo di 5,98 euro, mentre Register.it chiede 9,90 euro, includendo un call center dedicato. Namirial propone invece una doppia formula: una versione Lite utilizzabile per i servizi privati e una Full, al prezzo di 9,90 euro, per accedere anche ai portali pubblici.

Chi non pagherà: le alternative senza costi

Restano numerose le opzioni per chi non intende sostenere alcuna spesa. Etna ID, TIM ID, Sielte ID, InfoCamere, Intesi Group, Lepida ID, TeamSystem ID e Spid Italia offrono ancora la versione gratuita dell’identità digitale.

Poste Italiane, tramite la piattaforma PosteID, ha confermato la propria linea: nessun pagamento per i cittadini almeno fino al 2030. L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha ribadito che, nonostante il mercato si stia orientando verso modelli a pagamento, il gruppo manterrà la gratuità del servizio, riservandosi eventuali valutazioni future.

Cosa rischia chi non rinnova

Chi non paga il canone nei tempi stabiliti rischia la sospensione dello Spid e la perdita temporanea dell’accesso ai principali portali pubblici. Una complicazione non da poco, poiché lo Spid è ormai indispensabile per operazioni quotidiane come accedere all’app IO, all’INPS, al fascicolo sanitario elettronico o ai bonus fiscali.

Chi desidera evitare interruzioni può scegliere di passare in tempo a un gestore gratuito. È sufficiente richiedere un nuovo Spid, completare la verifica dell’identità e disattivare quello del vecchio provider.

Attenzione alle truffe online

L’introduzione dei canoni ha creato anche un terreno fertile per i tentativi di truffa informatica. Alcuni utenti hanno segnalato email false con richieste di pagamento o link a siti fraudolenti. Gli esperti raccomandano di verificare sempre la legittimità della comunicazione controllando il dominio ufficiale del provider o accedendo direttamente all’area personale tramite i canali ufficiali.

Uno Spid a più velocità

La nuova fase dello Spid segna una trasformazione importante del sistema di identità digitale italiana. Da strumento universalmente gratuito, diventa un servizio a più velocità, dove ogni azienda potrà scegliere il proprio modello economico. Per i cittadini, la scelta del provider diventa così una decisione consapevole, da ponderare in base a costi, servizi e garanzie di sicurezza.

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