Legge di Bilancio 2026:  Quali sono le misure principali e Come Verranno Finanziate?

Legge di Bilancio 2026: Quali sono le misure principali e Come Verranno Finanziate?

Legge di Bilancio 2026: Quali sono le misure principali e Come Verranno Finanziate?

La legge di bilancio 2026 è stata approvata venerdì 17 ottobre dal Consiglio dei Ministri con una manovra dal valore di circa 18,7 miliardi di euro. Questo provvedimento, tra i più importanti e impegnativi dell’anno, indica come il governo intende spendere le risorse nel prossimo anno e quali coperture finanzieranno tali spese. Entro il 20 ottobre il testo sarà trasmesso al Parlamento, che potrà modificarlo e approvarlo entro il 31 dicembre. Intanto vengono presentati i dettagli principali in dieci punti per comprendere l’impianto della manovra, riflettendo su alcune novità e le misure più rilevanti.

1. La riduzione dell’IRPEF per i redditi medi

La principale misura di spesa riguarda una riduzione dell’aliquota IRPEF per il secondo scaglione di reddito, ossia per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro annui, che passerà dal 35% al 33%. Il sistema IRPEF funziona a scaglioni: si paga il 23% sui primi 28.000 euro, poi il 33% (prima 35%) sulla quota tra 28.000 e 50.000 euro, e infine il 43% per il reddito oltre i 50.000 euro. Questa riduzione quindi incide non solo su chi rientra in quello scaglione ma anche su chi ha redditi più alti, a eccezione di chi supera i 200.000 euro annui, per cui l’aliquota resta al 35%. La misura ha un costo stimato in 2,7 miliardi.

2. Che cos’è il fiscal drag e come viene contrastato

Una problematica fiscale importante che questa legge tenta di mitigare è il cosiddetto fiscal drag, o drenaggio fiscale. Si tratta di un fenomeno che avviene in un sistema di tassazione progressiva quando, a causa dell’inflazione, i redditi nominali dei lavoratori aumentano ma senza un reale aumento del potere d’acquisto. In sostanza, i salari aumentano per compensare l’inflazione, ma i contribuenti finiscono per pagare più tasse perché il loro reddito “nominale” entra in scaglioni di imposta superiori. Il risultato è che parte dell’aumento salariale viene «drenata» in più tasse rispetto a quanto dovrebbe, senza un reale incremento del reddito disponibile.

Per combattere questo effetto, la legge riduce la tassazione sugli aumenti salariali dovuti a rinnovi contrattuali: per i lavoratori con reddito fino a 28.000 euro, gli aumenti negoziati saranno tassati solo al 5% invece che alle aliquote ordinarie. Sono considerati anche premi di produttività e lavoro notturno/festivo con aliquote ridotte, per una spesa complessiva di circa 2 miliardi. Queste norme aiutano i lavoratori a conservare una quota più consistente dei loro aumenti nominali in un periodo di alta inflazione.

3. Misure per persone e famiglie: più attenzione ai bisogni sociali

È stanziata una somma di 3,5 miliardi dedicata a interventi per famiglie e persone. La modifica di maggior rilievo riguarda il metodo di calcolo dell’ISEE, che serve ad accedere a prestazioni e agevolazioni sociali. La novità è l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE per immobili con un valore catastale sotto una soglia da definire, che dovrebbe aggirarsi tra 75.000 e 100.000 euro. Questa esclusione permetterà a molte famiglie proprietarie di abitazioni di rientrare nei parametri per accedere ai benefici sociali. Inoltre è previsto il rifinanziamento della Carta “Dedicata a te” e il potenziamento del bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili per lavoratrici con due o più figli e redditi inferiori a 40.000 euro.

4. Riforme pensionistiche: aumenti e blocchi mirati

Per le pensioni minime è previsto un aumento mensile di 20 euro. Allo stesso tempo viene congelato l’aumento automatico dell’età pensionabile previsto per il 2026, che altrimenti sarebbe cresciuto da 67 a 67 anni e 3 mesi basandosi sull’aspettativa di vita. Il blocco riguarda le categorie di lavoratori considerati più penalizzati o impattati da lavori usuranti, mentre per altre categorie il ricalcolo verrà applicato regolarmente.

5. Incremento dei finanziamenti alla sanità

Il governo stanzia ulteriori fondi nella sanità, prevedendo 2,4 miliardi in più per il 2026 e circa 2,6 miliardi per ciascuno degli anni seguenti. Questa scelta punta ad assumere nuovo personale medico e infermieristico e a migliorare le retribuzioni di chi già lavora nel settore. Tuttavia, il settore sanitario italiano affronta da tempo problemi strutturali e un sottofinanziamento cronico che rendono di difficile valutazione l’effettivo impatto delle risorse aggiuntive.

6. Bonus casa: conferme senza novità rilevanti

Il bonus ristrutturazioni, che garantisce detrazioni fiscali fino al 50% delle spese sostenute per lavori sulla prima casa, sarà mantenuto per il 2026 con gli stessi criteri e limiti attuali (fino a 96.000 euro di lavori). Anche altri bonus edilizi continueranno, senza introdurre invece alcun piano casa innovativo o misure per facilitare l’acquisto di immobili, in particolare per le giovani coppie, come annunciato nei mesi precedenti ma non incluso nella manovra.

7. Politiche per le imprese: un quadro parziale

Gli investimenti e le misure a favore delle imprese ammontano a circa 8 miliardi. Si tratta principalmente di ripristinare e modificare strumenti già esistenti, come il ritorno al superammortamento per l’acquisto di beni e macchinari, caratteristico di Industria 4.0. Questa politica si propone di rilanciare gli investimenti produttivi ma è giudicata insufficiente da molte associazioni imprenditoriali che chiedono un piano di crescita più robusto e articolato.

8. Nuovo condono fiscale

È previsto un condono per le cartelle esattoriali emesse prima del 2023, con possibilità di rateizzazione in 9 anni senza sanzioni, ma con pagamento degli interessi. Questa misura intende facilitare la regolarizzazione dei debiti fiscali arretrati e ridurre il contenzioso.

Come verrà finanziata la legge di bilancio 2026

  • Tasse su banche e assicurazioni (circa 4,5 miliardi di euro): Il principale contributo alle coperture deriva da un aumento permanente di 2 punti percentuali sull’IRAP per banche e assicurazioni, accompagnato da misure temporanee che riducono la tassazione sui dividendi dalle riserve accantonate nel 2023. Questa manovra ha generato tensioni politiche e finanziarie ma è cruciale per finanziare quasi un quarto della legge di bilancio.
  • Rimodulazione del PNRR (5 miliardi circa): Le risorse liberate derivano da spese inferiori al previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma la rimodulazione è soggetta a un’approvazione da parte della Commissione Europea, che non è ancora conclusa.
  • Risparmi su ministeri e presidenza del Consiglio (2,3 miliardi): Proseguono i piani di riduzione degli sprechi e contenimento della spesa pubblica nelle amministrazioni centrali.
  • Altre riduzioni di spesa (circa 2,5 miliardi): Tagli residui alla spesa pubblica ancora non dettagliati completamente.
  • Altri aumenti di entrate (3,2 miliardi circa): Includono incrementi di accise su sigarette e carburanti, in particolare gasolio, nonostante i precedenti impegni politici contrari all’aumento delle accise.
  • Effetti di strumenti fiscali complementari: Ad esempio, la riduzione dell’IRPEF e le detassazioni sugli aumenti salariali come la detrazione al 5% sugli incrementi contrattuali creano un effetto bilanciato ma con ricadute anche sui flussi fiscali complessivi nel medio termine.

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