Alyssa Carson, davvero la più giovane astronauta? Tra sogni marziani e realtà

Alyssa Carson, davvero la più giovane astronauta? Tra sogni marziani e realtà

Alyssa Carson, davvero la più giovane astronauta? Tra sogni marziani e realtà

Una vocazione nata da bambina

Alyssa Carson, classe 2001, è diventata celebre come la più giovane aspirante astronauta al mondo. Americana, nata a Hammond, in Louisiana, ha cominciato il suo percorso verso le stelle fin da bambina. La sua passione per l’esplorazione spaziale nasce a soli 3 anni, dopo aver visto un episodio della serie animata The Backyardigans ambientato su Marte. Da lì, un’ossessione lucida e determinata che l’ha portata a intraprendere un percorso a dir poco straordinario: a soli 12 anni aveva già visitato tutti i centri spaziali NASA presenti negli Stati Uniti, diventando la prima persona a farlo nella storia del programma “NASA Passport”.

Sebbene non sia ufficialmente un’astronauta NASA – titolo che richiede una selezione estremamente rigida e, spesso, anni di esperienza accademica e militare – Alyssa Carson è parte del programma di addestramento dell’Advanced PoSSUM Academy (Project Polar Suborbital Science in the Upper Mesosphere), dove ha ottenuto certificazioni su attività come simulazioni di microgravità, sopravvivenza in ambienti estremi e uso di tute spaziali pressurizzate. Ha frequentato campi di addestramento spaziale in tre continenti ed è diventata la più giovane persona ad aver completato l’International Space University.

Marte come orizzonte

Carson è diventata nota anche per la sua determinazione a partecipare a una futura missione su Marte, con obiettivo intorno agli anni 2030-2040, quando avrà l’età giusta per un profilo astronautico esperto. Le sue aspirazioni coincidono con le tempistiche della NASA e di SpaceX, che stanno preparando le basi per una colonizzazione iniziale del Pianeta Rosso entro la metà del secolo.

Alyssa si è diplomata in ingegneria astrobiologica alla Florida Institute of Technology, con una specializzazione pensata apposta per contribuire a uno degli aspetti più critici dell’esplorazione marziana: la ricerca di forme di vita (passate o presenti). Una disciplina che unisce biologia, chimica e geologia, e che sarà cruciale in missioni su altri pianeti.

Nel 2019, a soli 18 anni, è diventata la più giovane persona al mondo ad aver completato l’addestramento ufficiale con simulazioni in condizioni analoghe allo spazio, tra cui l’uso della tuta spaziale “PoSSUM”, progettata per missioni suborbitali. Nonostante ciò, va precisato: questo non le garantisce un posto su un razzo. Il suo percorso è ancora lungo, ma la sua visibilità – combinata a competenze scientifiche concrete – l’ha già resa una delle candidate civili più promettenti.

Tra scetticismo e ispirazione

Non mancano le critiche. Alcuni scienziati ed ex astronauti hanno sottolineato che i media tendono a semplificare il percorso di Carson, dipingendola come “astronauta NASA” quando in realtà nessuna agenzia spaziale l’ha ufficialmente selezionata (almeno per ora). Il titolo di “più giovane astronauta in addestramento” è più una semplificazione giornalistica che una qualifica formale. Tuttavia, il suo impegno nella divulgazione scientifica e il suo curriculum accademico sono indiscutibili.

Alyssa Carson è anche ambasciatrice STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) in molte iniziative educative internazionali. Con oltre 600.000 follower tra Instagram e TikTok, e apparizioni su media internazionali come BBC, CNN e National Geographic, la giovane americana ha assunto un ruolo quasi istituzionale nell’incoraggiare ragazze e ragazzi a intraprendere carriere scientifiche.

Oltre la fama: una lezione di determinazione

Nel 2020 ha scritto un libro intitolato “So You Want to Be an Astronaut”, in cui racconta il suo percorso e offre consigli pratici a chi sogna una carriera nello spazio. Non un’autobiografia narcisista, ma un manuale di orientamento carico di entusiasmo ma anche di concretezza.

La storia di Alyssa Carson ci dice molto su come i sogni, se ben coltivati, possano diventare percorsi realistici. Ma anche su come la determinazione e l’investimento nella formazione scientifica siano oggi più che mai strumenti fondamentali per costruire un futuro inedito, anche fuori dall’orbita terrestre.

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