Introduzione
Dal 2025, Apple potrebbe assemblare tutti gli iPhone destinati al mercato americano in India, abbandonando progressivamente la Cina. A riportarlo è il Financial Times, citando fonti vicine al dossier. Il motivo? L’inasprimento dei dazi voluti da Trump, che ha imposto tariffe fino al 145% sui prodotti cinesi.
Cosa sapere
L’accelerazione verso l’India
Apple punta a raddoppiare la produzione indiana entro il 2026, arrivando a 60 milioni di unità. La decisione rappresenta un cambio di rotta rispetto alla strategia storica che vedeva Cupertino fortemente legata alla manifattura cinese, grazie a partner come Foxconn.
La dipendenza dalla Cina e i rischi
La produzione in Cina, costruita in vent’anni, ha reso Apple vulnerabile alle tensioni tra Washington e Pechino. I recenti crolli in Borsa, tra cui un -9,25% subito dopo l’annuncio dei dazi, hanno bruciato oltre 700 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Espansione in India e Vietnam
Dopo la guerra commerciale del 2018, Apple ha diversificato parte della produzione verso India e Vietnam, dove i dazi sono rispettivamente del 26% e 46%. Tuttavia, i rincari sui prezzi di gadget come Apple Watch, iPad e AirPods potrebbero arrivare fino al 43%.
Problemi produttivi in Cina
Le proteste nelle fabbriche cinesi durante la pandemia e le nuove restrizioni governative hanno spinto Apple ad aumentare la capacità produttiva in India, collaborando con Tata Electronics e ampliando la partnership con Foxconn.
Mossa per contenere i rincari
Trasferire la produzione serve anche a evitare aumenti insostenibili per i consumatori. Secondo Rosenblatt Securities, i prezzi degli iPhone potrebbero crescere del 43%. Un iPhone 16 base potrebbe passare da 799 a 1.142 dollari; il Pro Max da 1.599 a 2.300 dollari; il più economico 16e da 599 a 856 dollari.
Ostacoli alla produzione negli Usa
La produzione diretta negli Stati Uniti resta improbabile: assemblare un iPhone negli Usa costerebbe circa 300 dollari per unità contro i 30 in Cina, secondo TechInsights.
Opportunità per la concorrenza
Samsung e altri produttori potrebbero trarre vantaggio dalle difficoltà di Apple, grazie a dazi più bassi sui loro dispositivi (intorno al 25%). Apple, per restare competitiva, deve quindi accelerare lo spostamento verso mercati più favorevoli.






