Lavazza è pronta a trasferire il 100% della produzione destinata al mercato americano direttamente negli Stati Uniti. Lo ha annunciato il CEO Antonio Baravalle all’indomani della nuova stretta protezionista annunciata da Donald Trump. “Oggi il 50% della nostra produzione per gli USA è già realizzata localmente. Il progetto per completare il trasferimento è stato approvato, ora si tratta solo di accelerarlo”, ha dichiarato.
Gli USA valgono il 16% del fatturato Lavazza
Il mercato americano rappresenta circa il 16% del business del gruppo torinese, che negli Stati Uniti conta due sedi operative e circa 400 dipendenti. “Vogliamo continuare a crescere in quel mercato, ma è chiaro che i dazi fanno male a tutti”, ha sottolineato Baravalle, che non ha nascosto le preoccupazioni per le ripercussioni sui costi e sulla domanda globale. “Il fenomeno dei dazi è pericoloso per l’economia mondiale: porta inflazione e rischi di recessione”.
Ricavi e margini in crescita nonostante l’aumento del costo del caffè
Nel 2024 Lavazza ha chiuso l’anno con ricavi pari a 3,35 miliardi di euro, in crescita del 9,1% rispetto ai 3,1 miliardi del 2023. L’utile operativo lordo (EBITDA) è salito del 18,6%, passando da 263 a 312 milioni di euro, con un margine EBITDA al 9,3% (contro l’8,6% dell’anno precedente).
La crescita ha riguardato sia il canale “Casa”, che comprende i prodotti destinati all’uso domestico, sia il canale “Fuori Casa”, che include bar, ristoranti, hotel, uffici e distributori automatici.
Outlook 2025: incertezza e pressione sui costi
Baravalle ha segnalato che, nonostante le buone performance del 2024, il 2025 si prospetta complesso. L’aumento del costo del caffè in grani e l’instabilità del commercio globale potrebbero comprimere i margini. Tuttavia, il gruppo ritiene di essere ben attrezzato per affrontare le sfide sul mercato americano, anche grazie a una strategia industriale flessibile e già orientata alla produzione locale.









