Il VIX, noto come “indice della paura” di Wall Street, ha superato i 40 punti e per un attimo ha toccato anche i 45, segnando i livelli intraday più alti da agosto. Questo picco riflette le tensioni sui mercati legate all’annuncio dei nuovi dazi voluti da Donald Trump contro quasi tutti i Paesi.
Cos’è il VIX
Il VIX è il Volatility Index creato dal Chicago Board Options Exchange (Cboe). Viene calcolato in tempo reale sulla base dei prezzi delle opzioni sull’indice S&P 500 e misura le aspettative degli investitori sulla volatilità del mercato nei successivi 30 giorni. In pratica, indica quanto ci si aspetta che i mercati oscillino.
- Valori bassi (sotto 20): indicano calma e fiducia nei mercati.
- Valori alti (sopra 30): segnalano tensione, incertezza, possibile panico.
- Oltre 40: si entra in un territorio di forte preoccupazione, dove domina la paura.
Cosa succede con un VIX alto
Quando il VIX supera quota 40, i mercati sono in una fase di instabilità marcata. Gli investitori si aspettano movimenti violenti dei prezzi e agiscono di conseguenza. Il rischio principale è il panic selling: la paura porta molti a vendere in massa, facendo crollare i prezzi delle azioni e aumentando le perdite.
A questo si aggiungono altri effetti:
- Aumento del costo delle opzioni, che rende più costoso proteggersi dal rischio o speculare.
- Riduzione della liquidità, perché in fasi di alta volatilità gli scambi si riducono.
- Possibili crisi più ampie, se la situazione di incertezza si protrae: caduta della fiducia nel sistema finanziario, crisi economiche o aggravarsi di eventi geopolitici.
Il VIX non è solo un termometro dei mercati, ma anche un segnale d’allarme. Quando sale oltre certi livelli, come ora, è un indicatore chiaro che qualcosa si è rotto nell’equilibrio e che la fiducia è venuta meno.








