Dopo una pausa forzata di una settimana, rieccoci con il nostro appuntamento settimanale.
I mercati azionari statunitensi hanno chiuso una delle settimane peggiori dall’inizio di settembre. L’indice S&P 500, il Nasdaq Composite, l’S&P MidCap 400 e il Russell 2000 hanno registrato ribassi superiori al 3%, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso il 2,37%, cancellando gran parte dei guadagni da inizio anno.
L’incertezza legata alla politica commerciale è rimasta al centro dell’attenzione, con il martedì che segnava la scadenza per i dazi del 25% su importazioni canadesi e messicane e un ulteriore 10% su prodotti cinesi, precedentemente annunciati dall’amministrazione Trump. Ve ne abbiamo parlato qui 👉 Trump in Trattative con Canada e Messico. Tuttavia, verso la fine della settimana sono stati annunciati esenzioni e ritardi per alcuni di questi dazi, compresa una proroga di un mese per i beni coperti dall’accordo USA-Messico-Canada. Nonostante ciò, il continuo cambiamento delle politiche commerciali ha influito negativamente sul sentiment degli investitori.
Europa: correzione dopo 10 settimane di rialzi
In Europa, l’indice STOXX Europe 600 ha chiuso in calo dello 0,69%, interrompendo una serie positiva di 10 settimane. L’incertezza sulle politiche commerciali statunitensi ha pesato sul mercato, ma la prospettiva di un aumento della spesa per la difesa e le infrastrutture da parte della Germania e dell’Unione Europea ha contribuito a limitare le perdite.
Le principali borse europee hanno avuto performance miste: il DAX tedesco ha guadagnato il 2,03%, il CAC 40 francese ha registrato un lieve aumento dello 0,11%, mentre l’FTSE MIB italiano ha perso lo 0,16% e l’FTSE 100 britannico è sceso dell’1,47%.
Sul fronte della politica monetaria, la Banca Centrale Europea ha ridotto il tasso sui depositi di un quarto di punto percentuale, portandolo al 2,5%, come ampiamente atteso. Christine Lagarde ha dichiarato che i tassi sono ora “significativamente meno restrittivi”.
Mercato bear in arrivo negli USA?
L’S&P 500 ha toccato il suo massimo storico il 19 febbraio e da allora ha perso il 6,1%. Nel frattempo, il modello GDPNow della Federal Reserve di Atlanta stima una contrazione annualizzata del PIL del -2,8% nel trimestre in corso, aumentando i timori di recessione.
Nel frattempo, 👉 Warren Buffett ha recentemente liquidato le sue posizioni sugli ETF dell’S&P 500 e ha accumulato una liquidità record, un’azione che alcuni analisti hanno interpretato come un segnale di possibile mercato bear per gli Stati Uniti. Ma cosa significa esattamente? Un mercato bear si verifica quando un indice azionario scende di almeno il 20% rispetto ai suoi massimi recenti. Tuttavia, questo valore non ha nulla di magico: l’importante è capire che le fasi ribassiste sono parte naturale del ciclo di mercato
Di conseguenza, alcuni analisti hanno iniziato a parlare di mercato bear per gli Stati Uniti. Ma cosa significa esattamente? Un mercato bear si verifica quando un indice azionario scende di almeno il 20% rispetto ai suoi massimi recenti. Tuttavia, questo valore non ha nulla di magico: l’importante è capire che le fasi ribassiste sono parte naturale del ciclo di mercato.
Investitore di lungo periodo? Niente panico!
Se sei un investitore di lungo periodo, non c’è motivo di preoccuparsi. Storicamente, i mercati bear durano in media circa un anno e mezzo, molto meno rispetto ai mercati bull. Inoltre, i rendimenti dei mercati rialzisti compensano ampiamente quelli delle fasi ribassiste.

Fonte: FactSet, allo 08/03/2025. MSCI World (inclusi dividendi), dal 31/12/1969 al 07/03/2025. In dollari USA.
Il rendimento medio annuo dei mercati azionari globali, inclusi i dividendi, è di circa il 10% e questo dato comprende sia le fasi bull che bear. Quindi, se hai una riserva d’emergenza adeguata e non hai spese imminenti, perché preoccuparsi? Statisticamente, i mercati tendono a salire nel lungo periodo e trascorriamo più tempo in fasi rialziste che ribassiste.
Di fondo di emergenza e di come strutturare il portafoglio ve ne ho parlato abbondantemente in Smart Money (👉acquistalo qui).
Andare in modalità difensiva e disinvestire può esporre al rischio di perdere i futuri guadagni. Restare investiti e mantenere una prospettiva di lungo periodo è spesso la strategia migliore per affrontare la volatilità di mercato.








