La Settimana in Borsa – N. 2 (03/02/2025 – 09/02/2025)

La Settimana in Borsa – N. 2 (03/02/2025 – 09/02/2025)

La Settimana in Borsa – N. 2 (03/02/2025 – 09/02/2025)

I mercati azionari hanno vissuto un’altra settimana caratterizzata da una forte volatilità. Lunedì, l’S&P 500 ha aperto con un calo vicino al 2%, influenzato dall’annuncio di dazi da parte della Casa Bianca durante il fine settimana – ve ne avevamo parlato qui 👉Trump impone nuovi dazi a Canada, Messico e Cina, ed anche parlato degli effetti sull’economia USA in un post Instagram 👉I nuovi dazi di Trump: chi paga il conto? Infine, abbiamo voluto ricordare 👉 le parole del premio Nobel Milton Friedman, e della brillante spiegazione che ne diede.

Tuttavia, la revoca degli stessi dazi nel corso della giornata ha innescato un rally che è durato fino a giovedì. Nonostante il recupero, l’indice non è riuscito a superare i massimi della settimana precedente, ma ha comunque annullato gran parte delle perdite subite nel venerdì precedente, quando il mercato aveva chiuso in ribasso. Al di là delle tensioni geopolitiche, una settimana complessivamente positiva sul fronte degli utili aziendali ha contribuito a sostenere il rialzo dei listini. Tuttavia, venerdì è arrivata un’altra brusca discesa, dovuta a un report sull’occupazione inferiore alle aspettative e a nuove indiscrezioni riguardo a possibili nuovi dazi.

Il panorama europeo

In Europa, invece, il mercato ha mostrato una maggiore resilienza. L’indice pan-europeo STOXX Europe 600 ha chiuso con un rialzo dello 0,60%, avvicinandosi a un recente massimo storico e sfidando le preoccupazioni legate alla politica commerciale degli Stati Uniti e al rallentamento della crescita economica globale. Anche i principali indici azionari nazionali hanno registrato performance positive:

  • FTSE MIB (Italia): +1,60%
  • DAX (Germania): +0,25%
  • CAC 40 (Francia): +0,29%
  • FTSE 100 (Regno Unito): +0,31%

Prevedere i mercati? Un’impresa quasi impossibile

Questa settimana è stata l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile prevedere i mercati finanziari. Chi avrebbe immaginato che, nonostante i dazi, le borse europee avrebbero avuto una performance migliore di quelle statunitensi?

A tal proposito, è utile ricordare i risultati dell’analisi annuale condotta da DALBAR, che studia il comportamento degli investitori e il suo impatto sui rendimenti degli investimenti. Il report recentemente pubblicato evidenzia dati sorprendenti:

  • Se nel 1994 avessi investito $10.000 in un semplice ETF sull’S&P 500 con una strategia Buy and Hold, oggi avresti $181.775.
  • Tuttavia, l’investitore medio, a causa di errori comuni come market timing, scarsa diversificazione e mancanza di disciplina, è riuscito a ottenere solo $100.906 nello stesso periodo.

Fonte: DALBAR. $10.000 investiti nell’S&P 500 e rendimento realizzato dall’investitore medio che investe in azionario USA, 31/12/1993 – 31/12/2023.

La lezione da imparare

Il messaggio è chiaro: investire con una strategia solida e disciplinata fa la differenza. Gli errori più comuni degli investitori derivano dalla tentazione di anticipare i mercati, reagire emotivamente alle oscillazioni e mancare di una visione a lungo termine.

Se vuoi far crescere il tuo capitale nel lungo periodo, segui questi principi fondamentali: ✅ Evita il market timing: tentare di prevedere i movimenti del mercato spesso porta a risultati peggiori rispetto a una strategia di investimento costante. ✅ Diversifica i tuoi investimenti: non mettere tutte le uova nello stesso paniere. ✅ Mantieni la disciplina: investire è una maratona, non uno sprint.

📖 Ne parlo in dettaglio nel libro “Smart Money” (👉acquistalo qui), spiegando come evitare questi errori

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