Prelievi bloccati e sospetti di schema Ponzi
Swag, società guidata da Giovanni Lionetti e con sede in Estonia, è al centro di accuse di truffa che coinvolgono circa 30.000 utenti, principalmente nelle regioni centrali italiane come Lazio, Umbria e Toscana. Da mesi, molti utenti segnalano l’impossibilità di prelevare fondi in criptovalute e valuta fiat, portando alla nascita di gruppi Facebook come “Vittime di Swag”. Il modello di business della società, basato sul noleggio di macchine per il mining di bitcoin, presenta caratteristiche tipiche di uno schema Ponzi.
Promesse di rendimenti e marketing aggressivo
Swag promette rendimenti annui tra l’8% e il 14%, con il rimborso del costo di noleggio delle macchine entro un anno. Inoltre, offre commissioni a chi introduce nuovi clienti. Tuttavia, l’attività di mining di bitcoin, che richiede investimenti multimilionari, rende il modello di Swag poco credibile. La società ha organizzato eventi sfarzosi e aperto negozi fisici per attrarre nuovi utenti, sponsorizzando anche una squadra di basket di Cecina, in provincia di Livorno.
Legami controversi e indagini
Le indagini del sito Decripto rivelano che il mining di Swag è gestito da BitRiver, società russa di proprietà dell’oligarca Oleg Deripaska, sanzionata dagli Stati Uniti per aggirare restrizioni internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina. Nonostante Swag sia regolarmente registrata all’OAM (Organismo Agenti Mediatori), il suo legame con BitRiver solleva interrogativi. La società ha anche lanciato Swa-World, un e-commerce che consente acquisti tramite una carta specifica e il token $Swa, disponibile su exchange poco conosciuti e poco liquidi.
Una rete societaria ramificata
Oltre a Lionetti, i soci di Swag includono l’ex giocatore di poker Fiodor Lloyd Martino Lavagetto e Francesco Giampieri, cofondatore di StarBit. La rete societaria comprende anche figure come Antonio Di Pasquale e Ferdinando Campana, e la sede legale della società è a Tallinn, in Estonia.
Conclusioni
Swag, con un giro d’affari stimato di circa 100 milioni di euro, è sotto i riflettori per sospette pratiche fraudolente e legami controversi. Gli utenti e le autorità devono valutare con cautela questa attività, che potrebbe rappresentare una delle più grandi truffe in criptovalute in Italia.








