Introduzione
Il progetto politico “Drin Drin” è nato quasi per gioco, ma ha presto raccolto oltre diecimila adesioni. Fondato da Michele Boldrin, economista e già promotore di “Fare per fermare il declino“, e Alberto Forchielli, noto imprenditore, il movimento si propone come piattaforma di cambiamento e innovazione per l’Italia. Il nome “Drin Drin” evoca la volontà dei fondatori di “svegliare” il Paese, richiamando la storica serie di conversazioni video tra i due.
Dialoghi a Tutto Campo: Gli Ospiti di Drin Drin
Uno degli aspetti più interessanti del movimento Drin Drin, fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, è la capacità di dialogare con un’ampia varietà di figure della società, dai politici di alto profilo ai creator digitali. Negli ultimi mesi, Boldrin e Forchielli hanno ospitato conversazioni con personalità diverse per raccogliere idee, discutere su temi attuali e arricchire il dibattito pubblico su argomenti di interesse comune. Questi incontri mostrano l’approccio inclusivo e poliedrico di Drin Drin, che cerca di dialogare con tutte le parti della società.
Tra i volti noti del panorama politico, figura Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, con cui il duo ha discusso di politica italiana e europea. Prodi rappresenta un’importante voce istituzionale, e il confronto ha consentito di esplorare visioni su economia e politiche comunitarie. Nel contesto della politica nazionale è stato coinvolto anche Serse Soverini, deputato di Azione, il cui intervento ha portato una prospettiva sui movimenti di centro, vicini a molte delle idee liberali che Boldrin e Forchielli propongono.
Tra gli intellettuali e gli analisti, Boldrin e Forchielli hanno intervistato Vittorio Emanuele Parsi, esperto di geopolitica, che ha condiviso la propria visione sul posizionamento internazionale dell’Italia in un mondo sempre più complesso. L’interesse per le dinamiche globali ha portato anche ad incontri con Mr. Rip, un content creator specializzato in tematiche finanziarie, che rappresenta un ponte tra economia e giovani professionisti. I suoi interventi riflettono l’approccio “dal basso” alla finanza e al risparmio, fondamentale per attrarre un pubblico giovane e digitale.
Drin Drin non si limita alla politica e all’economia, ma esplora anche il mondo dei creator e della cultura digitale. Alex Mucci, una creator di successo su piattaforme come OnlyFans, ha partecipato a una lunga discussione su temi come il sex work e la libertà individuale, portando alla ribalta argomenti ancora spesso stigmatizzati. Questa conversazione ha aperto le porte a un pubblico diverso e ha mostrato la volontà del movimento di includere anche tematiche considerate controverse.
Altri creator, come Matteo Hallissey, attuale segretario dei Radicali Italiani, e Riccardo Wesa, hanno portato le prospettive delle giovani generazioni di attivisti e promotori di cambiamento sociale. Andrea Lorenzon, creatore del canale Cartoni Morti, noto per le sue parodie satiriche della politica italiana, ha contribuito con un tocco di ironia e critica sociale, confermando la varietà di punti di vista su cui Drin Drin vuole costruire il suo percorso.
Chi Sono Boldrin e Forchielli
Boldrin e Forchielli sono figure note per le loro opinioni schiette e spesso provocatorie in campo economico e politico. Forchielli, 68 anni, è un imprenditore bolognese con un passato in consulenza e collaborazioni con enti come la Banca Mondiale. È conosciuto per il suo pessimismo sul futuro dell’Italia e per i consigli frequenti ai giovani di cercare fortuna all’estero. È noto sopratutto grazie ai talk show politici e ad una rubrica su il Sole 24 Ore. Boldrin, anch’egli 68enne, è un economista con una lunga carriera accademica negli Stati Uniti ed è conosciuto per il suo impegno in politica, oltre che per il successo online (canale Youtube) come opinionista economico e fondatore dell’associazione “Liberi oltre le illusioni”. Entrambi i fondatori condividono una visione critica della politica italiana, che li ha spinti a mettere in discussione lo status quo e a cercare di mobilitare un elettorato composto da giovani competenti e aperti al cambiamento.
La Visione di Drin Drin
Il manifesto di Drin Drin è un documento diretto che punta a scuotere l’elettorato. Vi si afferma che il declino italiano è frutto di scelte miopi e ingannevoli, e che solo una nuova classe di “competenti” può risollevare il Paese. Il movimento si rivolge ai giovani e ai professionisti che si sentono sfiduciati dalla politica attuale, con l’obiettivo di ripristinare una crescita economica e culturale. Pur non identificandosi né a destra né a sinistra, Drin Drin ambisce a porsi al centro dello spettro politico, raccogliendo il consenso dei cosiddetti “produttivi e globalizzati”. Il punto di partenza è una diagnosi impietosa della situazione attuale: l’Italia, da oltre quarant’anni, è in declino socio-economico, una condizione che ha portato alla fuga di molti giovani talenti all’estero e a una diffusa sfiducia nelle istituzioni.
Il manifesto si rivolge a quelle fasce sociali che si sentono escluse dalla rappresentanza politica e che pagano il prezzo più alto per questa stagnazione: giovani laureati, professionisti globalizzati, intellettualmente avanzati e aperti all’incontro con altre culture. Questi gruppi, considerati il motore del futuro rinascimento italiano, sono oggi senza voce nel dibattito pubblico, ma rappresentano, secondo Boldrin e Forchielli, l’unica speranza per il rilancio del Paese.
Strategia e Organizzazione del Movimento
Da luglio 2024, Drin Drin si è strutturato con un sito web ufficiale, una raccolta fondi e una rete di sostenitori. Con oltre 150.000 euro di donazioni, il movimento sta costruendo una struttura organizzativa con gruppi tematici e territoriali, guidati da un comitato dei “100 saggi”. Questo gruppo sta lavorando su position paper relativi a nove temi chiave, che dovranno essere completati entro gennaio 2025. Le future decisioni politiche saranno discusse da tutti gli iscritti attraverso una serie di congressi che si terranno nei primi sei mesi del prossimo anno.
Il nome “Drin Drin” è provvisorio e simbolico: rappresenta una chiamata all’azione per tutti quegli italiani che sentono l’urgenza di un cambiamento. Secondo quanto dichiarato da Forchielli in un’intervista su Repubblica, l’associazione è stata fondata con una serie di soci iniziali provenienti dal mondo imprenditoriale, tra cui i due stessi fondatori. L’associazione, che intende fungere da incubatore per il futuro partito, mira a coinvolgere nuovi leader, in particolare quarantenni brillanti con un approccio pragmatico alla politica.
L’ambizione è chiara: raggiungere 40.000 iscritti all’associazione. Questo obiettivo si basa su un incoraggiante risultato iniziale, con 12.000 adesioni ottenute senza particolari sforzi di promozione. Forchielli, con il suo caratteristico sarcasmo, ha paragonato l’iniziativa a quella del generale Roberto Vannacci, che ha raggiunto 8.000 adesioni, sostenendo che il Movimento Drin Drin dovrebbe superare questi numeri.
Un posizionamento fuori dagli schemi
A livello politico, Boldrin e Forchielli non intendono collocarsi né al centro né in un’area strettamente liberale. “Ci collochiamo di sopra”, afferma Forchielli, sottolineando un approccio innovativo che mira a superare le tradizionali divisioni politiche. Il movimento si caratterizza per una visione estremamente progressista sui diritti civili e propone riforme economiche audaci, tra cui l’abolizione delle Regioni e un ridistribuzione generazionale delle risorse, ovvero “togliere ai vecchi per dare ai giovani”.
Questa prospettiva politica si distingue nettamente dai poli esistenti, in quanto non guarda al colore politico. Come ha affermato Forchielli in risposta a una domanda su un eventuale supporto al governo Meloni: “Non importa che il gatto sia bianco o nero, basta che acciuffi i topi”. L’intento è quindi creare un partito che non si posizioni né a destra né a sinistra, ma che offra una terza via, basata su un pragmatismo che va oltre le retoriche tradizionali.
Gli obiettivi e il percorso verso il partito
L’associazione Drin Drin ha fissato un traguardo temporale chiaro: entro l’estate 2025, l’associazione si trasformerà in un partito politico vero e proprio, attraverso un processo strutturato in cinque fasi operative:
- Raccolta di adesioni e creazione di una rete organizzativa territoriale e professionale.
- Analisi delle cause del declino socio-economico, coinvolgendo esperti nazionali e internazionali.
- Elaborazione di una piattaforma politico-programmatica, basata su riforme strutturali concrete.
- Processo di selezione democratica della leadership del futuro partito.
- Congresso di fondazione e elezione dei dirigenti locali, regionali e nazionali.
Nel caso in cui gli obiettivi non venissero raggiunti entro la data stabilita, l’associazione si scioglierà, consapevole di aver fallito il proprio intento.
Conclusione
Drin Drin rappresenta un esperimento politico che mira a scuotere la politica italiana, posizionandosi come forza “di sopra” rispetto alle tradizionali divisioni di destra e sinistra. I suoi fondatori hanno unito competenza e visione critica, cercando di creare un movimento inclusivo, orientato al pragmatismo e al cambiamento. Resta da vedere se questo progetto “di competenza” riuscirà a conquistare la fiducia degli italiani e a trasformarsi in una vera alternativa politica.








