Un’anomalia nella rete di trasmissione dati che supporta il controllo del traffico aereo ha costretto l’ENAV a ridurre temporaneamente il numero di voli gestibili nello spazio aereo italiano, generando ritardi e cancellazioni in diversi aeroporti. L’ente ha escluso un attacco informatico o un sabotaggio, ma sulle cause tecniche precise resta ancora molta incertezza.
Un guasto invisibile, ma strategico
Il disservizio non ha riguardato direttamente i radar, le torri di controllo o gli altri strumenti usati dai controllori del traffico aereo. Secondo quanto comunicato dall’ENAV, infatti, «tutte le strumentazioni di Enav funzionano regolarmente e non hanno manifestato anomalie»: il problema si è invece verificato sulla rete geografica di trasmissione dati che collega tra loro i centri di controllo, gli aeroporti e le infrastrutture di rilevamento dislocate sul territorio nazionale.
Si tratta di un’infrastruttura poco visibile, ma essenziale per la sicurezza e la fluidità del sistema aereo. Su questa rete viaggiano, tra le altre cose, i dati rilevati dai radar — posizione, quota, velocità e codice identificativo degli aeromobili — insieme ai piani di volo, alle rotte, alle comunicazioni tra i diversi centri di controllo e alle informazioni meteorologiche. Se la trasmissione di questi dati rallenta o diventa instabile, i controllori non possono gestire con la stessa sicurezza il normale volume di traffico.
In Italia il controllo del traffico aereo è organizzato attraverso quattro centri di controllo di area, tutti gestiti dall’ENAV: Milano Linate per il Nord-Ovest, Padova per il Nord-Est, Roma-Ciampino per il Sud-Ovest e Brindisi per il Sud-Est. A differenza di episodi precedenti, limitati a una singola area o a un solo centro, questa volta l’anomalia ha interessato la rete su scala nazionale.
Dalla notte alla mattina: come è scoppiato il problema
Le prime anomalie erano state rilevate durante la notte tra giovedì e venerdì. Nelle ore notturne, quando il numero di voli è più contenuto, l’ENAV è riuscita a gestire il traffico attivando i sistemi di emergenza previsti per queste situazioni, senza dover ridurre la capacità operativa. Il problema è diventato evidente all’alba, quando la crescita progressiva dei decolli e degli atterraggi ha reso insufficiente il sistema alternativo.
Dalle 6 del mattino, per garantire i massimi standard di sicurezza, l’ente ha introdotto misure di regolazione dei flussi: in pratica, i controllori hanno dovuto gestire un numero inferiore di aeromobili contemporaneamente. Questo tipo di decisione non blocca automaticamente tutti i voli, ma produce ritardi a cascata, poiché gli aerei in partenza vengono trattenuti a terra e quelli in arrivo possono subire code o deviazioni.
La capacità operativa è scesa inizialmente al 50 per cento del traffico complessivo. L’ENAV ha spiegato che la gestione dei voli era nel frattempo assicurata dalla rete secondaria satellitare, un sistema di backup che garantisce la continuità del servizio, ma che non ha la capacità e la velocità della rete primaria in fibra ottica. Per questo non permette di gestire il 100 per cento del traffico aereo nazionale.
Il ritorno alla normalità
Nel corso della giornata la situazione è migliorata gradualmente. Grazie agli interventi tecnici effettuati insieme ai fornitori esterni, l’ente ha prima innalzato la capacità di gestione dei voli al 75 per cento e, nel pomeriggio, ha annunciato il ripristino della piena funzionalità della rete primaria di trasmissione dati. A quel punto sono venute meno le limitazioni introdotte al mattino e il traffico ha iniziato a tornare progressivamente alla regolarità su tutto il territorio nazionale.
L’episodio è durato complessivamente circa dieci ore, dalla rilevazione notturna delle anomalie fino al ritorno alla piena operatività. Nonostante l’entità del disagio, l’ENAV ha ribadito che in ogni fase è stato garantito il controllo del traffico aereo e la sicurezza delle operazioni, anche se al costo di una riduzione temporanea del numero di voli gestibili.
Gli effetti più evidenti si sono registrati nei principali scali italiani. All’aeroporto di Roma Fiumicino, per esempio, erano stati segnalati quattro voli cancellati — verso Milano Linate, Riad, Tirana e Trieste — e circa una ventina di voli in ritardo, con attese tra i 15 e i 60 minuti. Disagi sono stati riportati anche a Milano Linate e Malpensa, dove alcuni passeggeri hanno visto il proprio volo posticipato o cancellato.
Cosa non si sa ancora
Il punto più delicato riguarda la causa esatta dell’anomalia. L’ENAV ha escluso che si tratti di un attacco informatico o di un sabotaggio, ma non ha reso pubbliche informazioni dettagliate sulla natura tecnica del guasto, sulla sua origine o sui tempi effettivi della sua risoluzione. Le verifiche con i fornitori esterni della rete dati erano ancora in corso quando l’ente ha comunicato il ripristino del servizio.
Tra i fornitori coinvolti figura TIM, che si occupa della gestione e della manutenzione della rete dati utilizzata per il controllo del traffico aereo. L’ENAV ha dichiarato di lavorare «in stretto coordinamento» con i fornitori per individuare e risolvere le anomalie, ma non ha attribuito pubblicamente la responsabilità del disservizio a un soggetto specifico.
L’assenza di una spiegazione completa ha alimentato le critiche dell’opposizione. Il senatore del Partito Democratico Antonio Misiani ha sostenuto che un’infrastruttura strategica per la sicurezza del volo non possa restare fuori uso per ore a causa di un’anomalia tecnica, chiedendo chiarimenti sulla funzionalità dei sistemi di ridondanza, sugli investimenti in manutenzione e ammodernamento e sulle eventuali tutele per passeggeri e lavoratori del settore.
Un precedente che pesa
Non è la prima volta che un problema legato alla trasmissione dei dati o ai sistemi di controllo rallenta i voli in Italia. La sera del 28 giugno 2025, un’avaria al sistema di trasmissione dei dati radar del centro di controllo di Milano aveva coinvolto circa 320 voli nel Nord Italia. All’epoca l’ENAV aveva ipotizzato un problema di connettività del fornitore esterno, mentre TIM aveva respinto quella ricostruzione, sostenendo che i propri sistemi ridondanti avevano funzionato regolarmente.
Un altro episodio, datato 20 ottobre 2024, era stato causato da un problema al software di gestione del traffico aereo e aveva bloccato la circolazione per circa 40 minuti. In quel caso il sistema di riserva era riuscito a gestire circa il 35 per cento del traffico normale. Questi precedenti rendono la vicenda di venerdì particolarmente sensibile, perché mostra come anche guasti localizzati o limitati a una componente tecnica possano avere effetti rapidi su un sistema complesso e interconnesso come quello del trasporto aereo.
Le domande aperte
La domanda centrale resta quindi quella sulla resilienza della rete: perché il sistema di backup satellitare, pur funzionando, non è stato sufficiente a mantenere la piena capacità operativa? E soprattutto, perché un’anomalia sulla rete primaria ha richiesto diverse ore per essere risolta, nonostante l’infrastruttura sia considerata strategica per la sicurezza nazionale?
Per il sistema aereo italiano, invece, l’episodio riporta al centro il tema della manutenzione, della ridondanza e della trasparenza sulle infrastrutture digitali che sostengono il controllo del traffico aereo








