Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato venerdì 3 ottobre 2026, attraverso un post sul suo social Truth Social e poi ribadito durante un comizio in Ohio sabato sera, che il governo federale invierà un pagamento una tantum di 90 dollari a oltre 20 milioni di persone iscritte a Medicare, il programma di assicurazione sanitaria federale destinato agli over 65 e alle persone con disabilità. I pagamenti, finanziati dal Medicare Improvement Fund – un fondo da 2 miliardi di dollari stanziato dal Congresso nel 2008 per migliorare il programma – arriveranno sotto forma di bonifico diretto o assegno all’inizio di ottobre, accompagnati da una lettera o email firmata dallo stesso Trump. La misura, presentata come un aiuto parziale per coprire il costo del premio mensile di Medicare Part B (attualmente intorno ai 200 dollari), si inserisce in una serie di iniziative economiche annunciate dall’amministrazione nelle settimane per influenzare le elezioni di metà mandato del 3 novembre, in cui è in gioco il controllo di Camera e Senato.
I dettagli del pagamento da 90 dollari: chi riceve, come, quando e da quale fondo
Secondo la scheda informativa pubblicata dalla Casa Bianca il 3 ottobre, la maggior parte dei beneficiari idonei riceverà il pagamento di 90 dollari tramite deposito diretto all’inizio di ottobre, mentre chi non ha attivato il bonifico automatico riceverà un assegno spedito all’indirizzo postale registrato presso Medicare. Il finanziamento proviene dal Medicare Improvement Fund, un meccanismo creato dal Congresso nel 2008 (Medicare Improvements for Patients and Providers Act) che accumula risorse per migliorare il programma e che, secondo Trump, ha ricevuto 2 miliardi di dollari dal Congresso per sostenere questi pagamenti. Non tutti i quasi 64 milioni di iscritti a Medicare avranno diritto al sussidio: sono esclusi coloro le cui quote sono già coperte da Medicaid, chi paga premi aggiustati in base al reddito (Income-Related Monthly Adjustment Amount) e gli iscritti ai piani Medicare Advantage, gestiti da assicurazioni private come UnitedHealthcare, Elevance, Centene e Molina Healthcare. I Centri per i servizi Medicare e Medicaid (CMS) hanno confermato che i pagamenti saranno accompagnati da una comunicazione ufficiale del presidente, in una tempistica che coincide con le ultime settimane prima del voto.
La promessa da 5.000 dollari: un “dividendo” condizionato al voto repubblicano
L’annuncio dei 90 dollari arriva meno di un mese dopo la proposta più ambiziosa – e controversa – avanzata da Trump il 10 settembre durante la convention repubblicana di metà mandato a Dallas: un “dividendo” di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto statunitense, a condizione che il Partito Repubblicano mantenga il controllo sia della Camera sia del Senato nelle elezioni di novembre. La misura, stimata da analisti, economisti e uffici congressionali del bilancio in oltre 1.300 miliardi di dollari di spesa complessiva (se estesa a circa 270 milioni di adulti), è stata accolta con normale scetticismo non solo dai Democratici ma anche da alcuni esponenti repubblicani al Congresso, che hanno sollevato dubbi sulla sua sostenibilità fiscale, sul rischio inflattivo e sulla sua stessa legittimità giuridica. Trump ha difeso la proposta definendola un “premio” o “ricompensa” per gli americani che hanno sopportato i costi elevati dell’era Biden, ma non ha fornito dettagli credibili su come verrebbe finanziata né su quali meccanismi legali permetterebbero un pagamento così massiccio senza l’approvazione del Congresso. Alcuni repubblicani hanno definito la proposta “un tentativo disperato di cambiare l’umore politico”, mentre il deputato uscente Ralph Norman ha dichiarato: “Siamo già a più di 40 trilioni di debito e non possiamo sostenere un altro pacchetto di spesa massiccia senza un modo chiaro per pagarlo”.
I rimborsi da 500 dollari per gli iscritti all’Affordable Care Act: chi li riceve, perché e in quali stati
Parallelamente al pagamento Medicare, l’amministrazione Trump ha avviato questa settimana – a partire dal 30 settembre – l’invio di assegni da 500 dollari a circa 950.000 americani iscritti all’Affordable Care Act (Obamacare) attraverso il mercato federale HealthCare.gov. Secondo la Casa Bianca, si tratta di un rimborso per quelle che Trump definisce “tariffe eccessive” o “tasse eccessive” applicate durante l’amministrazione Biden a chi acquistava una polizza sanitaria senza beneficiare di sussidi federali – in genere persone con reddito familiare superiore a quattro volte la soglia di povertà (circa 132.000 dollari per una famiglia di quattro persone) o chi, pur avendo reddito tra il 100% e il 400% della soglia, non ha ricevuto sussidi. I pagamenti riguardano solo i residenti in 30 stati che si appoggiano al mercato federale (tra cui Alabama, Alaska, Arizona, Arkansas, Delaware, Florida, Hawaii, Indiana, Iowa, Kansas, Louisiana, Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, New Hampshire, North Carolina, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Oregon, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, West Virginia, Wisconsin e Wyoming), escludendo i 20 stati che gestiscono exchange sanitari autonomi come California, New York, Massachusetts e Colorado. Le lettere che accompagnano gli assegni recitano: “Quei soldi appartengono agli americani laboriosi, non al Governo, e ora te li restituisco!”.
La geografia politica dei pagamenti: stati chiave, competizioni elettorali e la concentrazione del 71% delle somme
Un’analisi Reuters dei dati governativi mostra che circa il 71% dei 475 milioni di dollari complessivi destinati ai rimborsi Obamacare (339 milioni) andrà a residenti in 13 stati considerati decisivi per le elezioni di novembre: otto delle nove gare più competitive per il Senato e dieci delle dodici per i governatorati si svolgono proprio in questi stati. In New Hampshire, ad esempio, circa 28.400 residenti – pari al 2% della popolazione – riceveranno l’assegno, in un anno in cui lo stato è teatro di competizioni agguerrite per Senato, governatore e un seggio alla Camera. Gli strateghi repubblicani ammettono che i pagamenti non cambieranno la dinamica fondamentale delle elezioni, ma potrebbero influenzare gli elettori indecisi: “Se riesci a conquistare anche solo un piccolo gruppo di elettori ai margini che potrebbero essere soddisfatti dell’assegno ricevuto, potrebbe fare la differenza”, ha detto Ryan Williams, consulente repubblicano. La Casa Bianca non ha risposto alle accuse secondo cui stiano cercando di influenzare le elezioni, limitandosi a descrivere i pagamenti come un rimborso legittimo.
Le critiche dei Democratici: “Un tentativo di comprare i voti” e la risposta dei candidati
I candidati e gli analisti democratici definiscono senza ambiguità i pagamenti un chiaro tentativo di influenzare le elezioni, pur riconoscendo che le somme erogate non compensano l’aumento dei costi sostenuti dagli elettori da quando Trump è tornato alla presidenza. “Gli elettori non cercano che Donald Trump dia loro un assegno”, ha dichiarato Chris Pappas, candidato democratico al Senato del New Hampshire. “Vogliono solo che capisca che l’accessibilità economica non è una bufala e che le loro vite stanno diventano più costose”. Eric Stern, stratega democratico impegnato in diverse competizioni chiave, ha commentato: “È piuttosto ovvio. Tutti amano i soldi, quindi forse avrà un impatto”. L’avversario di Pappas, il repubblicano John Sununu, non ha risposto alle richieste di commento, mentre la Casa Bianca ha mantenuto il silenzio sulle accuse di strumentalizzazione elettorale.
Il contesto economico: costi in aumento, popolarità in calo e il prezzo del carburante
L’ondata di annunci finanziari arriva in un momento di difficoltà per Trump e il Partito Repubblicano: i sondaggi più recenti indicano che i Democratici sono favoriti per ottenere il controllo della Camera e forse anche del Senato, mentre l’indice di approvazione del presidente ha toccato minimi storici (intorno al 32% secondo un sondaggio Reuters/Ipsos di settembre) a causa dell’alto costo della vita, aggravato dall’impennata dei prezzi del carburante e del petrolio. La benzina ha raggiunto i 4,50 dollari al gallone, ben al di sopra della media storica di circa 3 dollari, esercitando una pressione significativa sul bilancio delle famiglie americane. In questo contesto, le promesse di pagamenti diretti appaiono come un tentativo di invertire la tendenza negativa, sfruttando fondi pubblici già esistenti o creando nuove iniziative condizionate al risultato elettorale. Trump ha cercato di giustificare i pagamenti come un modo per restituire soldi “rubati” o “sprecati” durante l’amministrazione Biden, ma gli economisti sottolineano che si tratta di spesa pubblica aggiuntiva che potrebbe alimentare l’inflazione.
Le promesse di trump
Non tutte le promesse di Trump si sono concretizzate. A dicembre 2025, l’amministrazione ha effettivamente erogato un bonus di 1.776 dollari ai membri dell’esercito, una misura che lo stesso presidente ha ricordato durante il comizio in Ohio, chiedendosi se avrebbe dovuto annunciare il pagamento prima delle elezioni. Al contrario, altri sussidi promessi non sono mai stati erogati: nel febbraio 2025 Trump aveva annunciato un “dividendo” pari al 20% dei risparmi ottenuti dal DOGE (Department of Government Efficiency), e successivamente un altro bonus di almeno 2.000 dollari finanziato con le entrate dei dazi, ma nessuno di questi pagamenti è mai arrivato ai cittadini.
Precedenti storici: Biden e i pagamenti legati al voto, il ballottaggio in Georgia e il debito studentesco
Trump non è il primo presidente a legare esplicitamente pagamenti diretti a risultati elettorali. Durante la campagna per il ballottaggio in Georgia nel gennaio 2021, il presidente eletto Joe Biden disse agli elettori che avrebbero ricevuto pagamenti di 2.000 dollari se avessero eletto il democratico Raphael Warnock e conquistato il controllo del Senato. Due mesi dopo, il Congresso approvò pagamenti di 1.400 dollari come parte di un pacchetto di aiuti COVID-19, una promessa parzialmente mantenuta. Biden ha inoltre cancellato quasi 189 miliardi di dollari di debito studentesco, una misura centrale per la base democratica istruita. Douglas Kriner, professore alla Cornell University, ha studiato sforzi simili da parte di presidenti passati, concludendo che i pagamenti di Trump sono più propensi a rafforzare il sostegno repubblicano esistente piuttosto che convertire elettori inclini ai Democratici, potendo valere “uno o due punti percentuali” in termini di impatto elettorale.
Le reazioni del mercato assicurativo, i costi in aumento e le stime di KFF
Gli assicuratori che offrono piani Obamacare includono grandi nomi come UnitedHealthcare (divisione di UnitedHealth), Elevance, Centene e Molina Healthcare. I pagamenti da 500 dollari riguardano solo i partecipanti che quest’anno pagano il prezzo pieno, invece della copertura sovvenzionata a cui la maggior parte ha diritto – in genere persone con reddito superiore a quattro volte la soglia di povertà. Questa fascia di iscritti ha visto i costi aumentare drasticamente dopo la scadenza, alla fine del 2025, dell’espansione dei sussidi introdotta durante la pandemia, un’estensione che il Congresso controllato dai Repubblicani ha lasciato scadere. KFF, organizzazione di ricerca sanitaria, ha stimato che i costi per questo gruppo potrebbero quadruplicare quest’anno in alcuni stati, superando i 2.200 dollari al mese. Cynthia Cox, vicepresidente di KFF, ha osservato: “I 500 dollari potrebbero aiutare queste persone, ma probabilmente per la maggior parte di loro non compenseranno quanto pagheranno in più per il premio quest’anno”.
Le reazioni del Congresso: repubblicani divisi, democratici contrari e i dubbi costituzionali
La proposta da 5.000 dollari ha creato una spaccatura nel Partito Repubblicano tra i populisti trumpisti e i fiscal hawk tradizionalisti. Alcuni senatori repubblicani hanno avvertito che non sosterranno “regali a persone che non lavorano o non pagano tasse”, mentre altri hanno sottolineato il rischio di inflazione e l’aggravamento del deficit. I Democratici hanno attaccato frontalmente la proposta, definendola “un’operazione di buying votes” e sottolineando che richiederebbe l’approvazione del Congresso, che al momento è controllato dai Repubblicani ma con maggioranze risicate. Alcuni esperti legali hanno sollevato dubbi sulla costituzionalità di un pagamento condizionato al risultato elettorale, anche se non ci sono ancora azioni legali concrete in tal senso.
La tempistica elettorale: quando arriveranno i pagamenti e come si collocano nel calendario del voto
I pagamenti da 90 dollari ai beneficiari Medicare arriveranno “all’inizio di ottobre”, secondo la Casa Bianca, accompagnati da una lettera o email di Trump. Gli assegni da 500 dollari per gli iscritti Obamacare hanno iniziato a essere spediti il 30 settembre, con la maggior parte delle consegne previste per la prima settimana di ottobre. Trump ha assicurato durante il comizio in Ohio che 70.000 famiglie avrebbero ricevuto i rimborsi previsti “entro i prossimi due giorni”, riferendosi probabilmente alle ultime tranche dei pagamenti Obamacare. La tempistica non è casuale: le elezioni di metà mandato si terranno il 3 novembre, e i pagamenti arriveranno nelle cassette postali degli elettori tra le tre e le cinque settimane prima del voto, un lasso di tempo considerato sufficiente per influenzare la percezione degli indecisi ma non così vicino da sembrare un’operazione dell’ultimo minuto.
Le implicazioni fiscali: quanto costano queste misure e chi le paga
Il pagamento da 90 dollari a 20 milioni di beneficiari Medicare costa circa 1,8 miliardi di dollari, finanziati dal Medicare Improvement Fund. I rimborsi da 500 dollari a 950.000 iscritti Obamacare costano circa 475 milioni di dollari. La promessa da 5.000 dollari a 270 milioni di adulti costerebbe oltre 1.300 miliardi di dollari, una cifra che richiederebbe un aumento significativo del debito pubblico o tagli drastici ad altre voci di spesa. Gli economisti avvertono che un’operazione del genere potrebbe alimentare l’inflazione, già alta a causa dei prezzi energetici, e mettere a rischio la stabilità fiscale del paese. I repubblicani al Congresso dovranno decidere se sostenere la proposta, sapendo che un voto contrario potrebbe essere usato da Trump contro di loro nelle primarie future.
Le reazioni degli elettori: sondaggi, fiducia e la percezione delle promesse
Secondo un sondaggio Axios di settembre 2026, la maggior parte degli elettori non crede alla promessa da 5.000 dollari, considerandola irrealizzabile o una mossa puramente elettorale. I sondaggi più recenti indicano che i Democratici sono favoriti per ottenere il controllo della Camera, e forse anche del Senato, nonostante i pagamenti in corso. Gli elettori indipendenti, che spesso decidono le elezioni, sembrano più preoccupati dal costo della vita che entusiasti dei sussidi, anche se alcuni ammettono che un assegno in più potrebbe influenzare la loro decisione. Trump ha cercato di capitalizzare sui pagamenti già erogati (come il bonus ai militari) per costruire fiducia, ma il bilancio complessivo delle promesse mantenute rimane misto.






