Polonia, incendio doloso alla stazione Starlink: probabile sabotaggio russo. Colpita l’infrastruttura critica che garantisce la connettività in Polonia e Ucraina

Un incendio di natura dolosa ha colpito nella serata di mercoledì 23 settembre 2026 una stazione terrestre di comunicazione satellitare Starlink a Wola Krobowska, nel distretto di Grójec, a circa 40 chilometri a sud di Varsavia. Le autorità polacche hanno definito l’accaduto un atto di sabotaggio deliberato, inserito in quella che il governo di Varsavia descrive come una “nuova fase della guerra ibrida” condotta con metodi riconducibili alla dottrina russa di attacco alle infrastrutture critiche.

Dinamica dell’incendio e primi accertamenti tecnici

Le fiamme sono divampate intorno alle 21:07 nella stazione di proprietà della società statale di telecomunicazioni Exatel, gestore dell’infrastruttura utilizzata anche dai terminali Starlink di SpaceX per garantire connettività satellitare in Polonia e verso l’Ucraina. Sul posto sono intervenuti tre equipaggi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di Grójec, che hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area senza registrare feriti.

Secondo le prime valutazioni tecniche, il rogo ha interessato principalmente la stazione di alimentazione, la cabina di distribuzione elettrica e il gruppo elettrogeno di backup. Gli investigatori non escludono del tutto l’ipotesi di un cortocircuito nell’impianto elettrico mentre l’ipotesi di un fulmine è stata praticamente scartata, alla luce delle condizioni meteorologiche registrate al momento dell’evento. Diverse fonti giornalistiche riportano che l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella di un incendio doloso della cabina di distribuzione, con danni estesi anche al generatore.

Il governo polacco: “Sabotaggio calibrato per bloccare la stazione”

Il vicepremier e ministro della Digitalizzazione Krzysztof Gawkowski ha dichiarato in più interviste che l’incendio è stato appiccato “deliberatamente” con l’obiettivo di disabilitare la stazione e interrompere l’accesso a internet per varie istituzioni, incluso l’esercito ucraino, che fa ampio affidamento sulle connessioni Starlink. “Questo atto di sabotaggio è stato deliberatamente progettato per disabilitare la stazione e interrompere l’accesso a internet per varie istituzioni, incluso l’esercito ucraino”, ha affermato Gawkowski all’emittente pubblica TVP Info, precisando che al momento la stazione risulta comunque operativa.

Il ministro ha sottolineato che le azioni di sabotaggio sono state “calibrate in modo da bloccare la possibilità di funzionamento di questa stazione”, colpendo componenti chiave come la centrale elettrica e il generatore. In un’intervista a TVN24 ha parlato di “incendio doloso che mirava a colpire l’infrastruttura critica e l’infrastruttura da cui dipende il funzionamento di internet”, aggiungendo che tali modalità rientrano tra i “modi operativi dei servizi russi, che pianificano sabotaggi in Polonia”.

Guerra ibrida e “nuova dottrina russa di attacco”

Gawkowski ha ripetutamente evocato lo scenario della guerra ibrida, affermando che “molti elementi indicano che siamo di fronte a un’ulteriore fase della guerra ibrida” e che l’accaduto “si inserisce in questa nuova dottrina russa di attacco”. Il politico ha ricordato che Exatel, operatore statale, è responsabile della sicurezza della rete e della trasmissione dei dati attraverso la Polonia, anche verso l’Ucraina, e ha messo in guardia da attacchi futuri che potrebbero mirare a “spegnere internet, a far sì che non ci sia acqua nei rubinetti, né gas, né elettricità”.

Il primo ministro Donald Tusk, citato da alcune testate, ha a sua volta definito l’episodio un “elemento di guerra ibrida”, pur senza attribuire con certezza la responsabilità a Mosca. Gawkowski ha precisato che, allo stato attuale, non è stata ancora stabilita una diretta implicazione russa nell’incendio, ma ha ribadito che “molti indizi suggeriscono che si inserisca in questa nuova dottrina russa di attacco”. È comunque un elemento che rientra nelle modalità tipiche della guerra ibrida russa, caratterizzata da azioni difficili da attribuire con chiarezza e spesso concepite per mantenere un certo grado di ambiguità sull’identità dei responsabili.

Indagini in corso: polizia e servizi segreti sul posto

Sul luogo dell’incendio sono arrivati agenti dei reparti di prevenzione e del comando regionale di polizia, insieme a funzionari dell’Agenzia per la sicurezza interna (ABW), che stanno effettuando rilievi, raccolta di reperti e analisi delle informazioni acquisite. Il portavoce del ministro coordinatore dei servizi speciali, Jacek Dobrzyński, ha invitato alla calma, sottolineando che “non tutti gli incendi dolosi, non tutte le catastrofi sono atti di sabotaggio” e che si stanno valutando diverse ipotesi, dall’incendio volontario al cortocircuito dell’impianto elettrico.

Il viceministro dell’Interno Maciej Duszczyk ha confermato che sono state attivate le procedure standard previste per le infrastrutture critiche: subito dopo la segnalazione dei vigili del fuoco sono intervenuti sia la polizia sia l’ABW. Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire cause, dinamiche ed eventuali responsabilità dell’accaduto.

Ruolo strategico della stazione di Wola Krobowska

La stazione di Wola Krobowska, unica nel suo genere in Polonia, rappresenta un nodo cruciale dell’infrastruttura di Starlink in Europa centro-orientale. Insieme a un impianto analogo nella zona di Kaunas, in Lituania, garantisce la connessione internet a una parte significativa della regione, compresa l’Ucraina, dove il servizio satellitare è diventato essenziale per comunicazioni civili, istituzionali e militari.

Exatel utilizza l’infrastruttura per il traffico internet in Polonia e verso l’Ucraina, mentre i sistemi SpaceX forniscono connettività tramite terminali Starlink che si appoggiano a questa stazione terrestre. Gawkowski ha spiegato che “grazie a questa stazione abbiamo anche sicurezza di internet” e che “l’internet funziona anche in Ucraina”, sottolineando il ruolo duale, civile e strategico, dell’impianto.

Reazioni internazionali e contesto di tensione

L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione legato a probabili attività di sabotaggio e attacchi ibridi attribuiti a Mosca contro infrastrutture critiche in diversi paesi europei. Alcune testate internazionali collegano l’incendio polacco a un più ampio pattern di azioni ostili, mentre la Danimarca, in dichiarazioni separate, ha lanciato avvertimenti su una minaccia russa in aumento.

Nel complesso, le dichiarazioni delle autorità polacche trasmettono un messaggio chiaro: l’attacco alla stazione Starlink non va letto come un semplice incidente tecnico, ma come un segnale di una strategia più ampia volta a colpire le reti di comunicazione e le infrastrutture vitali, in un contesto di conflitto ibrido che non si limita ai fronti tradizionali.

Prospettive e prossimi sviluppi

Al momento, la stazione risulta operativa e non sono stati registrati blackout significativi in Polonia; resta da verificare se vi siano state ripercussioni temporanee sulla connettività verso l’estero, in particolare verso l’Ucraina. Le indagini tecniche e giudiziarie proseguono per stabilire con certezza cause e responsabilità dell’incendio, mentre il governo polacco rafforza i controlli sulle infrastrutture critiche e avverte la popolazione e le istituzioni a prepararsi per possibili futuri attacchi ibridi.

L’episodio di Wola Krobowska rischia di diventare un caso emblematico nel dibattito europeo sulla sicurezza delle reti digitali e sulla necessità di proteggere le infrastrutture di comunicazione da attacchi fisici e cyber, in uno scenario in cui la guerra ibrida passa sempre più attraverso il sabotaggio di nodi strategici come le stazioni terrestri satellitari.

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