Drone abbattuto in Lituania durante la visita di Crosetto: l’intelligence valuta l’ipotesi di un avvertimento russo al ministro italiano

Drone abbattuto in Lituania durante la visita di Crosetto: l’intelligence valuta l’ipotesi di un avvertimento russo al ministro italiano

Drone abbattuto in Lituania durante la visita di Crosetto: l’intelligence valuta l’ipotesi di un avvertimento russo al ministro italiano

Il drone entrato nello spazio aereo della Lituania nella notte del 15 settembre potrebbe non essere stato soltanto una minaccia militare. Secondo l’ipotesi sulla quale stanno lavorando la Difesa e l’intelligence italiane, il velivolo senza pilota avrebbe potuto avere anche un obiettivo politico: inviare un messaggio a Guido Crosetto, arrivato in Lituania proprio nelle ore successive all’incursione.

L’ipotesi, riferita da fonti della Difesa e dell’intelligence alla testata giornalistica Open, non è stata resa pubblica nei suoi elementi di dettaglio e non equivale, al momento, a una conclusione definitiva. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine del drone, la catena di comando dell’operazione e l’eventuale intenzionalità del passaggio in concomitanza con la visita del ministro italiano.

L’intervento degli Eurofighter italiani

Il drone è stato individuato poco dopo la mezzanotte mentre si dirigeva verso il territorio lituano. I due Eurofighter F-2000 italiani della Task Force Air “Baltic Thunder III”, schierati presso la base di Šiauliai nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, sono decollati in modalità scramble.

Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo e lo hanno abbattuto intorno alle 00.20. I rottami sono stati successivamente recuperati dalle autorità lituane per consentire l’identificazione del modello e la ricostruzione della traiettoria. Le prime informazioni indicavano un ingresso dalla Bielorussia, mentre le valutazioni successive hanno orientato i sospetti verso una possibile provenienza russa.

Il ministro Crosetto, parlando a margine dell’incontro con il suo omologo lituano, Robertas Kaunas, ha definito “probabile” l’origine russa del drone. La formula utilizzata dal ministro segnala tuttavia che gli accertamenti tecnici e investigativi non erano ancora conclusi.

Un ordigno attaccato al drone

A rendere più grave l’episodio è stata la scoperta di un ordigno esplosivo collegato al velivolo. Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha riferito che l’ordigno è stato individuato e successivamente disinnescato dagli artificieri.

L’informazione è emersa dopo le prime comunicazioni sull’incidente, quando non era ancora chiaro se il drone trasportasse materiale esplosivo. La presenza dell’ordigno potrebbe indicare che il velivolo non fosse impiegato per una semplice attività di ricognizione, anche se soltanto l’analisi dei reperti potrà stabilirne la funzione e la reale capacità offensiva.

L’incidente rappresenta inoltre il secondo episodio in circa un mese nel quale i caccia italiani impegnati nella missione Nato intervengono per fronteggiare una possibile violazione dello spazio aereo lituano. I voli di sorveglianza e di reazione rapida fanno parte delle attività quotidiane di protezione dello spazio aereo dei Paesi baltici, regolarmente sottoposto a pressioni e incursioni legate alla guerra in Ucraina.

Il possibile messaggio a Crosetto

La coincidenza temporale con la visita del ministro italiano costituisce l’elemento centrale della pista investigativa. Il drone sarebbe partito quando Crosetto non si trovava ancora in Lituania, ma il suo ingresso nello spazio aereo e l’abbattimento sono avvenuti proprio nel giorno in cui il ministro era atteso nel Paese, dopo la tappa in Polonia.

L’azione potrebbe essere stata concepita come un avvertimento: un “benvenuto” minaccioso rivolto a uno dei rappresentanti europei considerati più ostili da Mosca. Si tratta di una valutazione ancora in esame, fondata su elementi circostanziati che le autorità italiane non hanno finora divulgato.

A rendere plausibile, secondo questa lettura, l’ipotesi di un’azione mirata è anche il ruolo assunto da Crosetto nel sostegno all’Ucraina e nella definizione della politica italiana sul fianco orientale della Nato. Il ministro ha inoltre scelto recentemente come consulente Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino e figura di rilievo nella gestione tecnologica e militare del conflitto contro la Russia.

La cautela dell’intelligence

L’elemento più delicato non riguarda tanto il fatto che siano stati piloti italiani ad abbattere il drone, quanto la possibile coincidenza tra l’incursione e la presenza di Crosetto in Lituania. Gli Eurofighter italiani, infatti, svolgono ordinariamente missioni di sorveglianza e intervengono quando un velivolo non identificato viola lo spazio aereo baltico.

Per questo motivo, la nazionalità degli equipaggi che hanno neutralizzato il drone non costituisce, di per sé, una prova di un’azione indirizzata all’Italia. Il punto da verificare è se l’incursione sia stata pianificata tenendo conto della visita del ministro, oppure se la concomitanza sia casuale.

Le autorità devono ora esaminare i rottami, il tipo di drone, la rotta seguita, l’eventuale collegamento con sistemi russi o bielorussi e la natura dell’esplosivo trasportato. Anche la provenienza geografica resta un elemento da precisare: le prime informazioni parlavano di un ingresso dalla Bielorussia, mentre Crosetto ha indicato come probabile l’origine russa.

La risposta della Nato

L’abbattimento conferma il livello di allerta sul fianco orientale dell’Alleanza. La missione Nato Baltic Air Defence prevede il pattugliamento dello spazio aereo dei Paesi baltici e la disponibilità di velivoli pronti a decollare in caso di minaccia.

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha ringraziato gli alleati per l’intervento, ribadendo la necessità di proteggere lo spazio aereo nazionale.

Al momento, dunque, restano aperte due interpretazioni: il drone potrebbe essere stato un episodio legato alle attività militari russe e bielorusse nella regione, oppure potrebbe aver avuto anche una funzione intimidatoria nei confronti del ministro italiano. La pista dell’intelligence italiana non è ancora una verità accertata, ma la presenza di un ordigno e la coincidenza con la visita di Crosetto spingono gli investigatori a non escluderla.

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