La Guardia di Finanza di Varese, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha sequestrato all’aeroporto di Malpensa 605 carte da collezione Pokémon e One Piece, per un valore commerciale superiore ai 27.000 euro, introdotte in Italia senza dichiarazione doganale da un passeggero arrivato da Tokyo.
Il ritrovamento durante i controlli doganali
Il carico è stato scoperto durante un’ispezione di routine sui bagagli di un viaggiatore proveniente dalla capitale giapponese, che aveva scelto il varco “nulla da dichiarare” all’arrivo nell’area extra Schengen dello scalo lombardo. Le carte, in parte nella pregiata versione “gradata e certificata” – ovvero esaminate da esperti per autenticità e stato di conservazione, caratteristiche che ne aumentano l’appetibilità sul mercato dei collezionisti – erano state accuratamente occultate nel bagaglio per sfuggire ai controlli.
Secondo le Fiamme gialle, la combinazione tra la mancata dichiarazione e il tentativo di nascondere il “prezioso carico” ha integrato la violazione delle norme doganali, sanzionata in via amministrativa.
Valore della merce e diritti evasi
Il valore complessivo della collezione è stato stimato in oltre 27.000 euro, una cifra di gran lunga superiore alla franchigia di 430 euro prevista per chi entra nell’Unione europea per via aerea da Paesi terzi. La mancata dichiarazione ha comportato per il viaggiatore una sanzione amministrativa di circa 6.900 euro, corrispondente all’importo dei dazi e dell’IVA all’importazione non versati.
In termini pratici, il passeggero si è trovato a pagare una multa quasi pari al 25% del valore della merce, oltre al sequestro del materiale, che resta a disposizione dell’autorità per le successive determinazioni.
Il contesto: controlli intensificati a Malpensa
L’operazione si inserisce nell’attività di vigilanza e controllo doganale svolta presso l’aeroporto di Malpensa, ulteriormente intensificata durante il periodo estivo. I controlli condotti dal Gruppo Malpensa della Guardia di Finanza e dall’ufficio viaggiatori dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli mirano anche a contrastare traffici illeciti e contrabbando attraverso i collegamenti aerei internazionali, con particolare attenzione a merci di alto valore e facile occultamento.
Negli ultimi mesi, lo stesso scalo ha registrato un aumento significativo di sequestri, anche in settori diversi: ad esempio, nella prima parte del 2026 sono state intercettate oltre 8,5 tonnellate di prodotti alimentari privi dei requisiti igienico-sanitari e documentali richiesti dalla normativa europea e nazionale.
Perché le carte da collezione sono diventate un “asset” sotto controllo
Il caso di Malpensa riflette un fenomeno più ampio: le carte da collezione, in particolare Pokémon e One Piece, sono ormai considerate veri e propri asset speculativi, con singoli esemplari che possono raggiungere quotazioni a cinque cifre. Questo ha attirato l’attenzione non solo dei collezionisti, ma anche delle autorità doganali e degli istituti finanziari, che iniziano a vedere nel settore un possibile “punto cieco” nei controlli antiriciclaggio.
Parallelamente, si moltiplicano i furti specialistici: solo nelle ultime settimane, in Francia un negozio di carte da collezione è stato svaligiato per circa 80.000 euro di carte Pokémon, mentre nel Regno Unito un’analoga rapina ha fruttato ai ladri l’equivalente di 87.000 euro.
Cosa rischia chi non dichiara merci di valore in dogana
La normativa doganale europea impone di dichiarare tutte le merci introdotte nel territorio dell’Unione che superano la franchigia personale, anche se destinate a uso privato o collezionistico. La semplice omissione della dichiarazione, quando comporta il mancato pagamento di dazi e IVA, configura un illecito amministrativo che può sfociare, nei casi più gravi, in ipotesi di contrabbando.
Nel caso specifico di Malpensa, le autorità hanno contestato al viaggiatore la violazione delle norme doganali, applicando una sanzione amministrativa pari all’importo dei diritti evasi (dazi + IVA), per un totale di circa 6.900 euro









