Il blocco dei diesel Euro 5 torna al centro del dibattito sulla mobilità in Italia e potrebbe interessare una quota rilevante di automobilisti. Dal 1° ottobre 2026, salvo proroghe o modifiche, in alcune regioni del Nord scatteranno limitazioni alla circolazione per le auto diesel Euro 5, con un impatto soprattutto per chi ha acquistato un usato negli ultimi anni. Secondo Carfax, circa un veicolo su sette rischia di essere coinvolto, con conseguenze economiche non trascurabili per molti proprietari.
Il provvedimento nasce nel contesto delle politiche europee per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria, tema particolarmente critico nella Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Le restrizioni non saranno uniformi su tutto il territorio nazionale, ma riguarderanno in modo specifico quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Si tratta di territori già da anni soggetti a misure anti-smog sempre più stringenti, che ora si preparano a un ulteriore passo avanti nella transizione verso una mobilità più sostenibile.
Cosa sono le Categorie Euro e differenza tra diesel e benzina
Bisogna però partire da cosa sono queste categorie. Le categorie Euro sono le classi ambientali usate in Europa per valutare quanto un’auto inquina: più alto è il numero, più severi sono i limiti che il veicolo deve rispettare e, in generale, più moderno è il mezzo. In pratica, si passa da auto più vecchie e più inquinanti, come quelle Euro 0, Euro 1, Euro 2 e Euro 3, fino a vetture più pulite come Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, che rispettano standard ambientali via via più rigidi. Queste classi servono soprattutto a limitare le emissioni di sostanze nocive come ossidi di azoto, particolato e monossido di carbonio, che incidono sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.
La differenza tra diesel e benzina è molto importante, perché non basta guardare solo la sigla Euro: a parità di categoria, i due motori non emettono gli stessi inquinanti nelle stesse quantità. I diesel sono più critici soprattutto per gli ossidi di azoto e per il particolato, mentre le auto a benzina tendono ad avere valori più contenuti su questi fronti. Per fare un esempio concreto, i diesel Euro 5 possono emettere fino a 180 mg/km di NOx, circa tre volte più dei benzina Euro 5, che si fermano a 60 mg/km; inoltre i diesel Euro 6 scendono a 80 mg/km di NOx, quindi molto meno rispetto agli Euro 5. Il particolato, invece, ha lo stesso limite per entrambe le alimentazioni, pari a 5 mg/km, mentre sul monossido di carbonio i diesel Euro 5 risultano persino migliori, con 500 mg/km contro i 1000 mg/km dei benzina. Proprio per questo due auto della stessa classe Euro possono avere un impatto ambientale diverso se una è diesel e l’altra a benzina.
Euro 5 diesel: le auto coinvolte, dove scatteranno i divieti e perché il mercato dell’usato è il più esposto
Le auto coinvolte sono quelle diesel Euro 5 immatricolate tra il 2011 e il 2015. È importante sottolineare che il blocco non riguarda i veicoli a benzina della stessa categoria, ma esclusivamente quelli alimentati a gasolio. Tuttavia, l’impatto resta ampio, considerando la diffusione di queste vetture soprattutto nel mercato dell’usato, dove rappresentano una scelta frequente per chi cerca un compromesso tra prezzo e prestazioni. Il provvedimento nasce nel contesto delle politiche europee per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria, tema particolarmente critico nella Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Le restrizioni non saranno uniformi su tutto il territorio nazionale, ma riguarderanno in modo specifico quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Si tratta di territori già da anni soggetti a misure anti-smog sempre più stringenti, che ora si preparano a un ulteriore passo avanti nella transizione verso una mobilità più sostenibile. Le auto coinvolte sono quelle diesel Euro 5 immatricolate tra il 2011 e il 2015, un segmento molto diffuso soprattutto nel mercato dell’usato, dove per anni ha rappresentato una scelta equilibrata tra prezzo, consumi e prestazioni. Il provvedimento riguarda esclusivamente i veicoli alimentati a gasolio e non quelli a benzina della stessa categoria, perché i diesel Euro 5 sono più inquinanti rispetto alla stessa categoria con la benzina. Proprio per questo il blocco colpisce una fetta ampia di automobilisti e pesa in particolare su chi ha acquistato da poco un’auto usata, magari senza immaginare che nel giro di pochi anni avrebbe potuto subire restrizioni alla circolazione.
Carfax: un blocco inevitabile, ma con forti ripercussioni per chi ha acquistato un diesel usato
Secondo Marco Arban, responsabile Business Development Europa di Carfax, si tratta di “un passaggio inevitabile” in linea con gli obiettivi ambientali europei. Allo stesso tempo, però, emerge con forza il problema dell’informazione e della consapevolezza dei consumatori: chi acquista oggi un’auto usata diesel Euro 5 potrebbe ritrovarsi nel giro di pochi mesi con un veicolo limitato o inutilizzabile in alcune aree. Un rischio che pone interrogativi anche sulla trasparenza del mercato e sulla necessità di strumenti informativi più efficaci.
Lo studio Carfax offre anche un identikit dettagliato delle vetture più esposte al blocco. Si tratta in media di auto con circa 12 anni di età e una percorrenza di 146.000 chilometri, ben superiore alla media generale di 117.000 chilometri. Non solo: il 57% di questi veicoli presenta incidenti o danni documentati, contro il 43% della media, mentre il 64% mostra almeno una criticità nello storico del veicolo, rispetto al 52% complessivo. Dati che evidenziano come queste auto siano spesso già in una fase avanzata del ciclo di vita.
Dal punto di vista dei marchi, il blocco colpisce in particolare alcuni dei brand più diffusi nel mercato italiano. In testa c’è Fiat, con il 13% dei veicoli interessati, seguita da Audi (10%), BMW (9%), Mercedes (8%) e Volkswagen (8%). Tra i modelli più coinvolti spiccano la Fiat Panda e la Fiat 500, due delle auto più popolari nel Paese, insieme ad Alfa Romeo Giulietta, Volkswagen Golf e diversi SUV della gamma BMW Serie X.
Il dato più significativo resta però quello complessivo: un’auto su sette rischia il blocco. Questo significa che centinaia di migliaia di automobilisti potrebbero trovarsi costretti a cambiare veicolo in tempi brevi, con un impatto economico rilevante soprattutto per chi ha acquistato recentemente un’auto usata. In molti casi, infatti, si tratta di famiglie o lavoratori che hanno scelto il diesel Euro 5 proprio per contenere i costi, senza essere pienamente consapevoli delle restrizioni imminenti.
Il quadro normativo, va precisato, non è ancora definitivo. L’emendamento che introduce il blocco è in fase di conversione in legge e potrebbero esserci differenze nell’applicazione tra le varie regioni, così come possibili proroghe o deroghe. Tuttavia, la direzione appare chiara: la progressiva uscita dei veicoli più inquinanti dalla circolazione è ormai una priorità politica e ambientale.
In questo scenario, il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un passaggio cruciale nella transizione ecologica della mobilità italiana, ma anche una sfida complessa sul piano sociale. Il rischio è quello di penalizzare soprattutto le fasce di popolazione più vulnerabili, che hanno meno possibilità di sostituire rapidamente il proprio veicolo. Per questo motivo, accanto alle restrizioni, diventa fondamentale prevedere incentivi, misure di accompagnamento e una comunicazione chiara, per evitare che la transizione si traduca in un ulteriore fattore di disuguaglianza.
Come verificare se la propria auto è coinvolta nel blocco
Per capire se il provvedimento riguarda anche il proprio veicolo, il modo più semplice è verificare la classe Euro sul Portale dell’Automobilista: basta inserire la targa e la tipologia di veicolo per conoscere la categoria ambientale e i relativi valori di emissione. In alternativa, tutte queste informazioni sono riportate anche nel libretto di circolazione, dove è possibile controllare subito se l’auto rientra tra i diesel Euro 5 soggetti alle nuove restrizioni. Il tema riguarda una platea molto ampia di automobilisti: secondo l’ACI, in Italia circolano circa 3,7 milioni di auto diesel Euro 5, pari all’8,8% delle autovetture totali, mentre l’età media del parco auto nazionale è di circa 13 anni. Per chi trasgredisce le nuove limitazioni, le sanzioni previste vanno da 168 a 679 euro, con la possibile sospensione della patente da 15 a 30 giorni in caso di recidiva.








