Da oggi, 19 giugno, cambia in modo significativo il modo in cui i fornitori di luce e gas possono contattare i consumatori: entra infatti in vigore il divieto di proporre o concludere contratti tramite telefonate o messaggi non autorizzati. Si tratta di una novità importante per il mercato energetico e per la tutela dei cittadini, pensata per contrastare le pratiche aggressive e le frodi sempre più diffuse nel telemarketing. La norma stabilisce chiaramente che qualsiasi contratto stipulato attraverso queste modalità, senza un consenso preventivo da parte del consumatore, è da considerarsi nullo. In altre parole, le offerte commerciali non richieste via telefono o messaggistica non potranno più avere alcun valore legale, rafforzando così la posizione dei consumatori spesso esposti a pressioni o comunicazioni ingannevoli. Il divieto, tuttavia, non è assoluto: restano consentiti i contatti nei casi in cui sia stato lo stesso utente a richiedere esplicitamente di essere ricontattato, ad esempio compilando un modulo sul sito del fornitore, oppure quando esiste già un rapporto contrattuale e il cliente ha acconsentito a ricevere comunicazioni commerciali.
Il quadro normativo e il Codice del Consumo
La misura nasce con la legge di conversione del cosiddetto “decreto Bollette”, un provvedimento che, come tutti i decreti-legge, è entrato in vigore immediatamente ma ha richiesto la successiva approvazione del Parlamento entro 60 giorni per diventare definitivo. Proprio durante questo passaggio sono state introdotte nuove disposizioni, tra cui quella sul telemarketing energetico, poi ufficialmente integrate nel Codice del Consumo, il principale riferimento normativo per la tutela dei diritti dei consumatori in Italia. Parallelamente, la legge introduce anche un ulteriore strumento di trasparenza: l’obbligo per i fornitori di utilizzare un numero identificativo unico per contattare gli utenti. Questa misura si inserisce in un quadro più ampio di interventi contro le frodi telefoniche, già avviato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che ha previsto per tutti gli operatori e call center l’adozione di numeri brevi a tre cifre, facilmente riconoscibili.
Le prospettive e gli sviluppi normativi
L’obiettivo è rendere immediatamente distinguibili le chiamate legittime da quelle fraudolente, offrendo ai consumatori un mezzo concreto per difendersi da truffe e pratiche scorrette. L’implementazione tecnica di questo sistema è attualmente in fase di definizione attraverso un tavolo tecnico coordinato dalla stessa AGCOM. Va segnalato che misure analoghe erano state ipotizzate anche per il settore delle telecomunicazioni nell’ambito del cosiddetto decreto Accise, ma sono state successivamente eliminate durante l’iter parlamentare alla Camera dei Deputati, in seguito a rilievi sulla coerenza del contenuto normativo rispetto al decreto originario. Per questo motivo, il testo dovrà tornare al Senato per una nuova approvazione, privo però delle disposizioni sul telemarketing telefonico. Nel complesso, il nuovo divieto rappresenta un passo rilevante verso una maggiore regolamentazione del mercato e una più efficace protezione dei consumatori, in un contesto in cui le segnalazioni di pratiche commerciali scorrette continuano a crescere. Resta ora da vedere quale sarà l’impatto concreto della norma e se riuscirà davvero a ridurre il fenomeno delle chiamate indesiderate, migliorando la fiducia degli utenti nei confronti degli operatori del settore energetico.








