Le più recenti elezioni amministrative nei territori palestinesi si sono concluse con la vittoria dei candidati sostenuti da Fatah, il principale movimento politico legato all’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), guidata dal presidente Mahmoud Abbas.
Il voto, tenutosi sabato, riguardava il rinnovo delle amministrazioni locali in Cisgiordania e ha incluso, per la prima volta dopo quasi vent’anni, anche una città della Striscia di Gaza: Deir al-Balah. Si tratta della prima consultazione elettorale di qualsiasi tipo nella Striscia dal 2006 e della prima dall’inizio del conflitto scoppiato dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.
I risultati preliminari indicano che i candidati vicini a Fatah hanno prevalso nella maggior parte delle municipalità della Cisgiordania, in diversi casi senza una vera competizione. Un esito ampiamente atteso, anche alla luce della decisione di Hamas di non partecipare formalmente al voto.
Gaza e il “test implicito” su Hamas
Nonostante l’assenza ufficiale di Hamas, le elezioni sono state osservate come un indicatore indiretto del suo consenso, soprattutto nella Striscia di Gaza. A Deir al-Balah, alcune liste civiche erano considerate vicine al movimento islamista, rendendo il risultato particolarmente rilevante.
Secondo i dati preliminari, la lista ritenuta più allineata a Hamas ha ottenuto 2 seggi su 15. La lista sostenuta da Fatah ne ha conquistati 6, mentre i restanti seggi sono stati distribuiti tra altri gruppi locali non affiliati direttamente ai due principali schieramenti. La partecipazione al voto è stata limitata: circa il 23% nella Striscia di Gaza, contro il 56% registrato in Cisgiordania. Le condizioni materiali hanno inciso in modo significativo: gran parte del territorio di Gaza è stata devastata dal conflitto e una parte della popolazione è sfollata o impegnata nella gestione dell’emergenza quotidiana.
Un voto in condizioni eccezionali
Le autorità palestinesi hanno sottolineato il carattere straordinario della consultazione. Il primo ministro Mohammad Mustafa ha definito le elezioni “un passo importante” verso il rafforzamento della vita democratica, pur riconoscendo che si sono svolte “in un momento altamente sensibile”.
Dal punto di vista politico, l’inclusione di Gaza – anche se limitata a una sola città – è stata interpretata come un tentativo dell’ANP di riaffermare il principio dell’unità territoriale palestinese, dopo quasi due decenni di divisione tra Cisgiordania e Striscia.
Dal 2007, infatti, Hamas controlla Gaza, dopo aver estromesso l’ANP con la forza.
La strategia di Fatah e il ruolo dell’ANP
Per Fatah, questa tornata elettorale rappresenta molto più di una semplice vittoria amministrativa. È un tentativo di rilanciare la propria credibilità politica, sia all’interno sia agli occhi della comunità internazionale.
Negli ultimi anni, l’ANP è stata spesso criticata per inefficienza e accuse di corruzione. Tuttavia, rispetto a Hamas, continua a essere vista come un interlocutore più affidabile dai paesi occidentali e dalle istituzioni internazionali. Il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa ha definito queste elezioni “un primo passo verso il rafforzamento della vita democratica” e, soprattutto, verso una possibile riunificazione politica tra Cisgiordania e Gaza. Un obiettivo ambizioso, ma ancora lontano.








