Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che mira ad accelerare l’accesso alla ricerca e ai trattamenti basati su sostanze psichedeliche. Il provvedimento incarica la Food and Drug Administration di velocizzare la revisione di alcuni farmaci, tra cui l’ibogaina, una sostanza attualmente non approvata negli Stati Uniti.
Durante la firma, funzionari federali hanno spiegato che l’obiettivo è ridurre i tempi di valutazione per farmaci destinati al trattamento di condizioni come depressione e disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Secondo quanto dichiarato, le prime decisioni regolatorie potrebbero arrivare già entro l’estate.
L’ordine esecutivo prevede inoltre uno stanziamento federale di circa 50 milioni di dollari destinato alla ricerca sull’ibogaina. Si tratta di una delle prime iniziative federali di questa portata su sostanze psichedeliche, tradizionalmente soggette a restrizioni molto severe.
Ibogaina: stato legale e utilizzo
L’ibogaina è un composto derivato da una pianta dell’Africa occidentale. Negli Stati Uniti è classificata come sostanza di Tabella I dalla Drug Enforcement Administration, il che significa che è considerata priva di uso medico accettato e con alto potenziale di abuso.
Nonostante ciò, la sostanza viene utilizzata in alcuni Paesi dove la normativa è meno restrittiva. In particolare, esistono centri in Messico che offrono trattamenti sperimentali a base di ibogaina, spesso frequentati da veterani statunitensi. Alcuni gruppi di veterani sostengono che la sostanza possa aiutare a ridurre i sintomi del PTSD, anche se le evidenze scientifiche sono ancora oggetto di studio.
Durante l’annuncio, funzionari dell’amministrazione hanno affermato che esistono oggi dati scientifici sufficienti per giustificare ulteriori studi clinici sull’ibogaina. L’ordine esecutivo apre quindi alla possibilità di una futura riclassificazione della sostanza, subordinata ai risultati della ricerca.
Il ruolo della politica e del Congresso
L’iniziativa della Casa Bianca arriva dopo tentativi falliti di approvare una legge in Congresso sul tema. Il deputato repubblicano Morgan Luttrell ha dichiarato che continuerà a lavorare per una legislazione specifica, insieme al collega Michael McCaul.
Allo stesso tempo, il tema sembra raccogliere consenso anche tra alcuni esponenti democratici. Il deputato Lou Correa ha dichiarato pubblicamente che è necessario declassificare le sostanze attualmente inserite nella Tabella I per consentire una maggiore attività di ricerca medica.
Questo consenso trasversale riguarda soprattutto l’uso potenziale degli psichedelici nel trattamento di disturbi mentali, un ambito in cui le opzioni terapeutiche tradizionali non sempre risultano efficaci.
L’influenza di Joe Rogan
Durante la cerimonia nello Studio Ovale era presente anche Joe Rogan, che ha avuto un ruolo diretto nel portare il tema all’attenzione del presidente. Rogan ha dichiarato di aver inviato a Trump informazioni sull’ibogaina e di aver ricevuto una risposta immediata favorevole all’approfondimento della questione.
Secondo quanto raccontato, il presidente avrebbe mostrato interesse per la sostanza dopo aver ricevuto questo materiale, contribuendo alla decisione di includerla tra le priorità dell’ordine esecutivo. Rogan aveva già trattato il tema in un episodio del suo podcast, dando spazio a sostenitori dell’uso dell’ibogaina per il trattamento dei veterani.
La presenza di Rogan e il suo coinvolgimento evidenziano il ruolo crescente di figure mediatiche nel dibattito pubblico statunitense, anche su temi scientifici e sanitari.








