La leadership di Kash Patel è finita al centro di un’ondata di critiche interne dopo una serie di episodi che, secondo numerose fonti, mettono in discussione la sua idoneità a guidare il Federal Bureau of Investigation.
Il caso più emblematico risale al 10 aprile. Quel giorno Patel, alle prese con un problema tecnico che gli impediva di accedere a un sistema informatico interno, si è convinto di essere stato estromesso dall’incarico dalla Casa Bianca. In preda al panico, ha iniziato a contattare collaboratori e alleati annunciando di essere stato licenziato. Secondo diverse testimonianze, si è trattato di una reazione emotiva sproporzionata, descritta da alcuni come un vero e proprio “crollo”.
In realtà, non vi era stato alcun licenziamento: il problema era puramente tecnico e risolto in breve tempo. Tuttavia, la notizia si è diffusa rapidamente all’interno dell’FBI e a Washington, al punto che membri del Congresso e funzionari della Casa Bianca hanno chiesto chiarimenti su chi fosse effettivamente alla guida dell’agenzia. La risposta, paradossalmente, era ancora Patel.
Comportamenti personali sotto accusa
Secondo oltre venti fonti tra funzionari attuali ed ex dell’FBI, membri dell’amministrazione e altri osservatori, l’episodio del 10 aprile non sarebbe isolato, ma parte di un quadro più ampio.
Le accuse più gravi riguardano il consumo eccessivo di alcol. Patel sarebbe noto per bere fino a uno stato di evidente ebbrezza, in alcuni casi anche in presenza di altri funzionari governativi. Diversi episodi sarebbero avvenuti in locali frequentati dall’élite politica a Washington e durante trasferte, inclusi soggiorni ricorrenti a Las Vegas.
Le conseguenze operative sarebbero state concrete. Riunioni e briefing avrebbero subito ritardi a causa delle sue condizioni fisiche, mentre in alcune occasioni membri della sicurezza avrebbero avuto difficoltà a svegliarlo. In un caso, secondo più fonti, sarebbe stata persino richiesta attrezzatura speciale per accedere a una stanza chiusa dall’interno dopo che Patel risultava irraggiungibile.
Questi comportamenti, se confermati, rappresentano un problema non solo disciplinare ma anche istituzionale. Le linee guida del Dipartimento di Giustizia sottolineano come l’abuso di alcol possa compromettere la capacità decisionale e aumentare la vulnerabilità a pressioni esterne, inclusi tentativi di coercizione.
Assenze, ritardi e decisioni impulsive
Oltre agli aspetti personali, emergono criticità nella gestione operativa. Diverse fonti descrivono Patel come una presenza discontinua, spesso difficile da reperire nei momenti cruciali. Questo avrebbe causato ritardi in indagini sensibili, generando frustrazione tra gli agenti.
In alcuni casi, la sua tendenza a trarre conclusioni affrettate avrebbe avuto conseguenze dirette. Un esempio citato riguarda l’annuncio pubblico della detenzione di un sospetto in una sparatoria universitaria: il soggetto è stato successivamente rilasciato, mentre le indagini continuavano.
Parallelamente, Patel avrebbe rafforzato un approccio fortemente politicizzato alla gestione dell’FBI. Ha promosso epurazioni interne contro funzionari ritenuti ostili al presidente Donald Trump, contribuendo a un clima interno descritto da alcuni come “assedio”.
Secondo diverse testimonianze, dipendenti dell’FBI sarebbero stati sottoposti a poligrafi per individuare presunte fughe di notizie, con domande che includevano opinioni personali sul direttore e sul presidente. Questo ha alimentato un clima di sfiducia e timore.
Sostegno politico e incertezza sul futuro
Nonostante le critiche, Patel mantiene il sostegno pubblico della Casa Bianca, che ne difende i risultati e respinge le accuse come attacchi anonimi. Tuttavia, dietro le quinte emergono segnali di incertezza.
Secondo fonti vicine all’amministrazione, sarebbero già in corso discussioni su possibili sostituti. Lo stesso Patel, sempre secondo queste fonti, sarebbe consapevole del rischio di essere rimosso.
Il suo rapporto con Donald Trump appare ambivalente: da un lato il presidente apprezza il suo impegno nel colpire presunti avversari politici; dall’altro avrebbe espresso irritazione per alcune apparizioni pubbliche poco preparate e per la lentezza di alcune indagini.








