L’ipotesi che gli Stati Uniti possano tentare di acquisire la Groenlandia continua a incontrare una forte resistenza nell’opinione pubblica americana. Secondo un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos, solo una minoranza molto ridotta degli americani sostiene gli sforzi di Washington in questa direzione, mentre la grande maggioranza considera del tutto inaccettabile l’uso della forza militare.
Il dato più netto riguarda proprio l’opzione militare: il 71% degli intervistati afferma che sarebbe una cattiva idea usare la forza per prendere possesso della Groenlandia, contro appena il 4% che la considera una buona idea. Si tratta di una bocciatura trasversale, che riflette una diffusa avversione a qualsiasi forma di espansione territoriale forzata, soprattutto ai danni di un alleato NATO come la Danimarca.
Sostegno minimo all’acquisizione dell’isola
Anche l’idea di acquisire la Groenlandia attraverso altri mezzi convince poco. Solo il 17% degli americani approva gli sforzi degli Stati Uniti per ottenere l’isola, mentre il 47% si dice contrario. Un ulteriore 35% afferma di non avere un’opinione definita, segno che il tema è noto ma non percepito come prioritario.
In effetti, il 78% degli intervistati dichiara di aver sentito parlare, molto o poco, delle iniziative americane sulla Groenlandia. Tuttavia, la conoscenza del tema non si traduce in consenso. Al contrario, sembra rafforzare lo scetticismo.
Le divisioni politiche restano marcate. Tra i democratici, l’opposizione è schiacciante (79%), mentre anche la maggioranza degli indipendenti (51%) esprime disapprovazione. Tra i repubblicani il quadro è più sfumato: il 40% approva l’idea, contro il 14% che la respinge, ma quasi la metà degli elettori conservatori dichiara di non essere sicura.
Dubbi sull’importanza strategica
Gli americani appaiono divisi anche sul valore strategico della Groenlandia per gli interessi nazionali. Il 33% la considera strategicamente importante, mentre una quota simile (32%) ritiene che non lo sia. Il 35% ammette di non avere elementi sufficienti per esprimere un giudizio.
Questo equilibrio riflette una percezione incerta del ruolo dell’isola nell’attuale contesto geopolitico. Pur riconoscendo la crescente rilevanza dell’Artico, molti cittadini non vedono nella Groenlandia una priorità tale da giustificare tensioni diplomatiche o azioni aggressive.
C’è però una maggiore apertura su un punto specifico: la possibilità di rafforzare la presenza militare americana attraverso accordi già esistenti. In questo caso, il 33% ritiene che costruire ulteriori basi militari sarebbe una buona idea, contro il 29% che la giudica negativamente. Una differenza contenuta, ma indicativa di una preferenza per soluzioni cooperative piuttosto che coercitive.
Timori per la NATO e per le relazioni con l’Europa
Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente l’opinione pubblica riguarda le conseguenze diplomatiche. Due americani su tre temono che i tentativi di acquisire la Groenlandia possano danneggiare l’alleanza NATO e i rapporti con gli alleati europei.
Anche qui emergono forti differenze politiche. La preoccupazione è quasi unanime tra i democratici (91%) ed è condivisa dal 70% degli indipendenti. I repubblicani si mostrano più divisi: solo il 40% esprime lo stesso timore, segno di una diversa valutazione dei costi diplomatici di una simile strategia.
Guardando al lungo periodo, il 45% degli intervistati ritiene che gli sforzi per acquisire la Groenlandia sarebbero dannosi per gli Stati Uniti, mentre solo il 24% pensa che potrebbero portare benefici. Un ulteriore 28% prevede un impatto limitato o nullo.
Forza militare e diritto internazionale
Il sondaggio si inserisce in un quadro più ampio di giudizi sulla politica estera americana. Gli americani sono divisi sull’atteggiamento del presidente Donald Trump nei confronti dell’uso della forza nel mondo: il 52% ritiene che questa disponibilità indebolisca la posizione globale degli Stati Uniti, mentre il 43% pensa che la rafforzi. Anche in questo caso, le risposte seguono linee di partito molto nette.
Un dato, però, appare particolarmente chiaro: l’84% degli americani sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero rispettare le leggi e i trattati internazionali nel perseguire i propri interessi. Solo l’11% ritiene accettabile violarli per ottenere risultati politici o strategici.
Un messaggio chiaro all’amministrazione
Nel complesso, il sondaggio Reuters/Ipsos invia un segnale inequivocabile: gli americani non vogliono un confronto sulla Groenlandia, e ancor meno un intervento militare. L’idea di usare la forza per espandere l’influenza statunitense appare lontana dalle priorità dell’elettorato, che privilegia la stabilità delle alleanze, il rispetto del diritto internazionale e un approccio prudente alla politica estera.






