L’INPS a caccia di giovani (con le carte in mano)
L’Inps è tornata al Lucca Comics & Games 2025 con una mossa che ha spiazzato tutti: trasformare il linguaggio delle pensioni in un gioco di carte da collezione. Nello stand dell’Istituto, all’interno del padiglione Carducci, è possibile scoprire non solo i servizi e le prestazioni disponibili per i cittadini, ma anche un set di card dal sapore fantasy con titoli tratti dal mondo previdenziale: “Congedo Parentale”, “Estratto Conto Contributivo”, “Bonus Asilo Nido”.
L’obiettivo ufficiale è quello di avvicinare le nuove generazioni ai temi del welfare e del lavoro, utilizzando un linguaggio comprensibile, colorato e finalmente lontano dal burocratese. Una scelta coerente con la strategia comunicativa che, da qualche anno, spinge l’Inps verso toni più informali e formati digitali pensati per social e piattaforme giovanili.
Carte collezionabili e welfare gamificato
Il format scelto richiama i grandi successi dei TGC (Trading Card Game) come Magic: The Gathering o Pokémon. Ogni carta rappresenta una misura o una prestazione sociale. I visitatori, tra un cosplay e l’altro, possono collezionarle e informarsi su come accedere ai vari bonus: dall’Assegno unico al Bonus psicologo, fino alla Naspi per chi perde il lavoro.
L’idea, almeno sulla carta, è efficace: pensioni e contributi come poteri magici da combinare, un modo ludico per rendere comprensibili temi complessi. Il 31 ottobre, inoltre, l’Inps ha organizzato l’incontro “L’Inps per i giovani” presso la Chiesetta dell’Agorà, con dirigenti e comunicatori dell’Istituto, per discutere del rapporto tra welfare e nuove generazioni.
Il paradosso previdenziale: quando la realtà smentisce il gioco
Tuttavia, dietro le grafiche luminose e i claim creativi si cela un paradosso difficile da ignorare. Se nel mondo del fantasy bastano punti mana per evocare poteri e creature, nel sistema reale servono decenni di contributi — e spesso di lavori precari — per garantirsi una pensione decente.
Oggi in Italia il lavoratore medio versa circa il 33% del proprio reddito all’Inps, ma la proiezione della pensione futura si ferma intorno al 60% dell’ultimo stipendio netto. Le generazioni più giovani, quelle cui Lucca Comics parla direttamente, rischiano di ricevere ancora meno, a fronte di carriere discontinue e salari bassi.
La scelta dell’Inps di presentarsi “nerd e pop” può sembrare dunque un esercizio di marketing più che un reale avvicinamento. Mentre cerca di conquistare i ragazzi con le carte collezionabili, l’Istituto rappresenta per molti di loro un’entità distante, espressione di un sistema che chiede tanto ma promette poco.
Un’operazione simpatica ma ambigua
L’iniziativa di Lucca Comics resta originale, utile forse a svecchiare l’immagine dell’ente. Ma dietro la patina ludica affiora la contraddizione di fondo: nessuna carta, neppure la più rara, può coprire la delusione di un sistema previdenziale che scarica sui giovani il peso dei conti pubblici e di un modello economico passato. In un gioco in cui le regole non sono uguali per tutti, le carte migliori le hanno già in mano le generazioni precedenti.
Forse l’Inps, più che cambiare formato, dovrebbe cambiare partita.








