Leonardo, Airbus e Thales alleati per creare il gigante europeo dei satelliti: sfida a Starlink di Musk

Alleanza Leonardo-Airbus-Thales: nasce il campione europeo dei satelliti

Sull’asse Italia-Francia prende forma un’importante alleanza industriale che mira a diventare un punto di riferimento europeo nel settore spaziale. Le aziende Leonardo, Airbus e Thales hanno approvato la costituzione di una società congiunta dedicata alla produzione di satelliti, progettata per competere direttamente con Starlink di Elon Musk. L’accordo, il cui valore complessivo supera i 10 miliardi di euro, è stato ratificato giovedì dal Consiglio di amministrazione di Leonardo e rappresenta un salto di qualità strategico verso l’obiettivo di rafforzare la capacità tecnologica e industriale europea in ambito spaziale. La creazione di questo “campione europeo” intende rispondere anche alle direttive della Commissione europea, che punta a realizzare una maggiore autosufficienza nel settore della difesa e della connettività satellitare attraverso progetti condivisi tra più Stati membri.

Il progetto Readiness 2030 e il piano europeo

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto “Readiness 2030”, presentato recentemente dalla Commissione europea, che delinea una roadmap per garantire la sicurezza e l’autonomia strategica europea nei prossimi anni. Questo piano ambizioso prevede un investimento complessivo di circa 800 miliardi di euro che, tra gli altri obiettivi, mira a incentivare la cooperazione tra le industrie di difesa e aerospaziali dei paesi membri, con una particolare attenzione alla produzione congiunta e all’innovazione. La nuova società di satelliti si pone dunque come un tassello fondamentale per affermare la sovranità tecnologica europea in un settore competitivo e ad alta intensità di capitale, andando a intercettare la domanda globale crescente relativa ai servizi di comunicazione satellitare, navigazione, sorveglianza e difesa.

Struttura, governance e contributi industriali

La nuova entità avrà la propria sede principale a Tolosa, in Francia, e sarà strutturata sulla base di un equilibrio di capitale che coinvolge i tre grandi player: Airbus metterà a disposizione le divisioni Space Systems e Space Digital, provenienti da Airbus Defence and Space; Leonardo integrerà la sua Divisione Spazio, comprensiva delle quote detenute nelle joint-venture Telespazio e Thales Alenia Space; Thales apporterà principalmente le sue partecipazioni in Thales Alenia Space, Telespazio e Thales SESO. La governance sarà ben bilanciata tra gli azionisti, con Airbus che deterrà il 35% delle quote e Leonardo e Thales che si divideranno il restante in parti uguali (32,5% ciascuno). Questa ripartizione mira a garantire un controllo condiviso e un equilibrio decisionale che favorisca la collaborazione e la stabilità nel lungo termine, elementi fondamentali per un settore in cui le innovazioni e i programmi pluriennali rappresentano la norma.

Dimensioni e prospettive di mercato del gruppo

Dal punto di vista industriale e occupazionale, la nuova società dovrebbe coinvolgere circa 25mila dipendenti distribuiti in diversi paesi europei, con un fatturato annuo stimato intorno ai 6,5 miliardi di euro, basato su dati pro forma del 2024, e un portafoglio ordini che copre più di tre anni di ricavi previsti. Il mercato satellitare è considerato uno dei settori a più forte crescita nei prossimi anni: secondo le analisi di Novaspace, il valore complessivo del settore satellitare supererà i 570 miliardi di euro entro il 2035, con il lancio stimato di circa 43mila satelliti. Questo contesto dinamico e in espansione rappresenta una grande opportunità per l’Europa, che necessita di una base industriale solida e integrata per sostenere la competizione globale soprattutto contro giganti americani e cinesi.

Collaborazioni consolidate e nuova fabbrica italiana

Leonardo e Thales vantano una consolidata esperienza di collaborazione attraverso joint-venture strategiche quali Thales Alenia Space e Telespazio, dove detengono rispettivamente quote maggioritarie e di minoranza. Di recente, in Italia è stata inaugurata una fabbrica altamente automatizzata in provincia di Roma, progettata per la produzione di cento satelliti all’anno, un segnale tangibile dell’investimento industriale italiano nel settore spaziale. Questa struttura, che combina innovazione tecnologica e capacità produttiva, sarà una delle colonne portanti della futura società, che potrà così contare su stabilimenti e competenze distribuite nei principali hub europei, favorendo sinergie e ottimizzazione delle risorse.

Critiche sindacali e rischi di monopolio

Nonostante la portata positiva dell’accordo, in Francia ha suscitato critiche la Confederazione generale del lavoro (CGT), che ha espresso preoccupazioni sul potenziale rischio di monopolio industriale. Il sindacato teme che l’Operazione Bromo possa portare a una concentrazione eccessiva che, a sua detta, metterebbe a rischio i posti di lavoro e le competenze dei lavoratori, oltre a indebolire il potere contrattuale delle agenzie pubbliche coinvolte. La CGT Metallurgie ha denunciato il rischio che con questa operazione si crei un dominio capace di imporre prezzi e condizionare negativamente l’intero sistema industriale europeo nel settore spaziale. Tali timori evidenziano come le grandi fusioni e alleanze debbano essere gestite con cura per bilanciare crescita, innovazione e tutela sociale.

Verso un’autonomia europea nello spazio e nella difesa

L’alleanza tra Leonardo, Airbus e Thales rappresenta un passo significativo per l’Europa verso la costruzione di una reale autonomia tecnologica e industriale, capace di competere con i maggiori operatori a livello globale. Accorpando competenze e risorse italiane e francesi, la nuova società punta a diventare leader nell’offerta di servizi e tecnologie satellitari, dal broadband alle applicazioni di difesa e sorveglianza. Il sostegno politico e finanziario europeo, inserito nel quadro del progetto Readiness 2030, mostra la volontà di Bruxelles di sviluppare un settore strategico che garantisca sicurezza e indipendenza digitale nel futuro, sfidando soprattutto la predominanza di grandi multinazionali extraeuropee come Starlink

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