l 9 maggio 2025, il Teatro Dal Verme di Milano ha ospitato Keep Calm e Difenditi, Europa, un evento congiunto promosso da Drin Drin, Azione, +Europa e Radicali Italiani per presentare il manifesto Difendere la pace e la libertà. Manifesto per la sicurezza nazionale. L’iniziativa ha riunito esperti, politici e intellettuali con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una difesa europea unitaria e di spingere il governo italiano a sostenere attivamente la proposta della Commissione Europea.
L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama politico e accademico, tra cui:
- Michele Boldrin, Fondatore dell’Associazione Drin Drin.
- Carlo Calenda, Segretario di Azione.
- Alberto Forchielli, Fondatore dell’Associazione Drin Drin.
- Matteo Hallissey, Presidente di +Europa e Radicali Italiani.
- Riccardo Magi, Segretario di +Europa.
A moderare il dibattito, la giornalista Mariangela Pira, che ha guidato la discussione tra i relatori, mettendo in luce le convergenze e le divergenze sulle strategie per rafforzare la sicurezza europea.
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno di numerosi intellettuali e analisti, tra cui Nona Mikhelidze, Senior Research Fellow presso l’Istituto Affari Internazionali, e Vittorio Emanuele Parsi, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Entrambi hanno contribuito a delineare il quadro geopolitico attuale e le sfide che l’Europa deve affrontare per garantire la propria sicurezza.
L’evento ha rappresentato un momento cruciale per il dibattito sulla difesa europea, evidenziando la necessità di un’azione concreta e coordinata per affrontare le minacce globali e garantire la stabilità del continente.
Michele Boldrin: la necessità di un’Europa forte e autonoma
Michele Boldrin, economista e fondatore dell’Associazione Drin Drin, ha aperto il suo intervento con un’analisi lucida e pragmatica sulla necessità di rafforzare la difesa europea. Secondo Boldrin, l’Europa si trova di fronte a una scelta cruciale: diventare una potenza globale autonoma o rimanere un’entità frammentata e vulnerabile alle pressioni esterne.
Un’Europa come quarta potenza globale
Boldrin ha sottolineato che la sicurezza europea non può più dipendere esclusivamente dagli Stati Uniti. Con l’incertezza politica americana e l’aggressività della Russia, l’Europa deve assumere un ruolo centrale nella geopolitica mondiale. Per farlo, è necessario costruire una forza politica unitaria che abbia ben chiaro il rischio rappresentato da tre minacce principali:
- L’espansionismo russo, che mira a destabilizzare l’Europa e a ridurre la sua influenza globale.
- La crescente pressione economica cinese, che rischia di trasformare l’Europa in una dipendenza economica di Pechino.
- L’instabilità politica americana, che potrebbe compromettere il sostegno degli Stati Uniti alla sicurezza europea.
La difesa come investimento strategico
Boldrin ha ribadito che il riarmo europeo non deve essere visto come un costo, ma come un investimento strategico per garantire la stabilità e la libertà del continente. Ha sostenuto che l’aumento della spesa militare al 2% del PIL può essere finanziato attraverso il debito pubblico nella fase di transizione, senza compromettere settori chiave come sanità e istruzione. Tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di una gestione più efficiente delle risorse, evitando sprechi e duplicazioni.
La sfida culturale e politica
Oltre alla dimensione militare, Boldrin ha insistito sulla necessità di una deterrenza economica e culturale. Secondo lui, l’Europa deve investire nella formazione e nella ricerca per competere con le grandi potenze globali. Ha inoltre sottolineato che la battaglia per la sicurezza europea non si gioca solo sul piano militare, ma anche su quello politico: è fondamentale costruire consenso e mobilitare l’opinione pubblica per sostenere un’Europa più forte e indipendente.
Un progetto di lungo termine
Boldrin ha concluso il suo intervento con un appello alla responsabilità politica. La costruzione di un’Europa autonoma e sicura non può essere un progetto a breve termine, ma deve essere perseguito con costanza e determinazione. Ha invitato i presenti a impegnarsi attivamente per promuovere una visione chiara e pragmatica della sicurezza europea, evitando fughe in avanti e approcci emotivi che potrebbero compromettere la credibilità del progetto.
Carlo Calenda: la forza della democrazia e la necessità di un’Europa potente
Carlo Calenda, segretario di Azione, ha offerto un intervento appassionato e diretto, sottolineando l’importanza di una politica europea forte e determinata. Per Calenda, la democrazia liberale è sotto attacco e l’Europa deve rispondere con decisione, costruendo una potenza capace di difendere i propri valori e la propria sicurezza.
La democrazia non è debole, si difende
Uno dei punti centrali del suo discorso è stato il concetto che la democrazia non è sinonimo di debolezza. Al contrario, deve essere in grado di proteggersi dalle minacce esterne e interne. Calenda ha evidenziato come la guerra ibrida, fatta di propaganda, finanziamenti occulti e destabilizzazione politica, sia già in corso e che l’Europa debba dotarsi di strumenti adeguati per contrastarla.
Il riarmo europeo: una necessità strategica
Calenda ha sostenuto con forza il piano ReArm Europe, affermando che l’Europa deve raggiungere il 2% del PIL in spesa militare senza trucchi contabili. Ha criticato il governo italiano per aver incluso voci di spesa non direttamente legate alla difesa, come le capitanerie di porto, per raggiungere artificialmente la soglia richiesta. Secondo lui, è necessario un vero investimento nella sicurezza, con una strategia chiara e trasparente.
La sfida culturale e politica
Oltre alla dimensione militare, Calenda ha insistito sulla necessità di un cambiamento culturale. Ha denunciato il linguaggio della debolezza che permea il dibattito pubblico italiano, sottolineando che la politica deve tornare a parlare di forza, identità e responsabilità. Ha anche evidenziato il rischio che le nuove generazioni, disilluse dalla democrazia, possano essere attratte da modelli autoritari.
L’Europa come potenza globale
Calenda ha ribadito che l’Europa deve smettere di essere un soggetto passivo nelle dinamiche geopolitiche e assumere un ruolo da protagonista. Ha criticato la dipendenza dagli Stati Uniti e ha sottolineato che l’UE deve sviluppare una propria capacità di deterrenza, sia militare che economica. Solo così potrà garantire la propria sicurezza e difendere i suoi valori.
Una battaglia ideale
Il suo intervento si è concluso con un appello alla mobilitazione politica. Ha invitato i presenti a costruire un centro liberale e repubblicano che abbia come obiettivo la difesa della democrazia e della libertà. Secondo Calenda, questa è una battaglia ideale che può riportare i giovani alla politica e dare all’Europa la forza necessaria per affrontare le sfide del futuro.
Riccardo Magi e Matteo Hallissey: l’Europa come baluardo della libertà
Riccardo Magi, segretario di +Europa, e Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani, hanno sottolineato l’importanza di un’Europa forte e coesa per difendere la democrazia e i diritti fondamentali. Entrambi hanno evidenziato come la sicurezza europea non sia solo una questione militare, ma anche politica e culturale: la libertà e la pace devono essere protette con azioni concrete, non solo con dichiarazioni di principio.
Magi ha insistito sulla necessità di un sistema di difesa comune europeo, basato su una governance chiara e su investimenti strategici, mentre Hallissey ha evidenziato il pericolo rappresentato dalle forze populiste e antidemocratiche che, sfruttando le debolezze delle istituzioni, minano la stabilità dell’UE. Entrambi hanno ribadito che l’Europa deve assumere un ruolo centrale nella geopolitica globale, garantendo sicurezza ai propri cittadini e sostenendo i paesi che lottano per la libertà, come l’Ucraina.
Vittorio Emanuele Parsi e Nona Mikhelidze: la difesa europea tra geopolitica e pragmatismo
Vittorio Emanuele Parsi, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Nona Mikhelidze, Senior Research Fellow presso l’Istituto Affari Internazionali, hanno offerto una prospettiva analitica e geopolitica sulla necessità di una difesa europea unitaria. Entrambi hanno sottolineato come la sicurezza dell’Europa sia strettamente legata alla sua capacità di rispondere alle minacce esterne, in particolare all’espansionismo russo e alla crescente influenza cinese.
Parsi ha evidenziato il ruolo dell’Europa come ultimo baluardo della democrazia liberale, sottolineando che la sopravvivenza dell’UE rappresenta una minaccia esistenziale per le ambizioni egemoniche di Putin. Ha ribadito che la difesa europea non è solo una questione militare, ma anche politica e culturale: senza una chiara identità e una strategia comune, l’Europa rischia di diventare irrilevante nello scenario globale.
Mikhelidze ha invece posto l’accento sulla minaccia concreta rappresentata dalla Russia, analizzando il bilancio della difesa russa e il suo impatto sulla sicurezza europea. Ha sottolineato che la guerra in Ucraina non è solo un conflitto regionale, ma un test per la resistenza dell’Europa stessa. Secondo lei, il sostegno all’Ucraina è fondamentale non solo per la sua sopravvivenza, ma anche per dimostrare che l’Europa è disposta a difendere i propri valori con determinazione.
Entrambi hanno concordato sulla necessità di un riarmo europeo coordinato, ma hanno evidenziato le difficoltà politiche e istituzionali che ostacolano questo processo. La sfida, secondo loro, è costruire una strategia credibile che unisca gli Stati membri e renda l’Europa un attore globale indipendente e capace di autodifendersi.









