Hacker Nordcoreani Rubano 1,46 Miliardi di Dollari da Bybit: Il Più Grande Attacco della Storia

Hacker Nordcoreani Rubano 1,46 Miliardi di Dollari da Bybit: Il Più Grande Attacco della Storia

Hacker Nordcoreani Rubano 1,46 Miliardi di Dollari da Bybit: Il Più Grande Attacco della Storia

Gli hacker nordcoreani hanno compiuto il più grande attacco informatico mai registrato nel settore delle criptovalute, sottraendo 1,46 miliardi di dollari in Ethereum all’exchange Bybit, con sede a Dubai e guidato dal CEO Ben Zhou. L’attacco, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 21, non ha provocato un crollo immediato dei mercati cripto: alle 15:40 il Bitcoin perdeva il 2,3% (96.570 dollari), mentre Ethereum segnava un -2,4% (2.739 dollari).

Un Confronto Storico

Nonostante la gravità dell’attacco, la reazione del mercato è stata relativamente contenuta rispetto al crollo seguito all’hack di Mt. Gox nel 2014. All’epoca, il furto di 850.000 Bitcoin (allora valutati 450 milioni di dollari) aveva messo in ginocchio il settore per oltre un anno.

La Corea del Nord e il Ruolo del Gruppo Lazarus

Il colpo ha reso la Corea del Nord il secondo più grande possessore di Ethereum dopo il cofondatore della criptovaluta, Vitalik Buterin. L’analisi del noto esperto ZachXBT, con il supporto di Elliptic, ha identificato il gruppo di hacker Lazarus come responsabile. Questo gruppo è noto per operazioni di cyber-criminalità finalizzate a finanziare il programma nucleare del regime di Kim Jong-un.

Reazione di Bybit e il Supporto del Settore

Il CEO di Bybit, Ben Zhou, ha affrontato la crisi con trasparenza, apparendo in diretta su X per rassicurare i clienti. La risposta della piattaforma è stata efficace: il 99% delle 350.000 richieste di riscatto è stato soddisfatto. Bybit è rimasta solvibile con asset garantiti 1:1, e la perdita sarebbe stata coperta anche senza il recupero dei fondi. Un ruolo chiave lo ha avuto Bitget, un altro exchange cripto, che ha trasferito 40.000 Ethereum (105 milioni di dollari) per sostenere la liquidità di Bybit, senza intaccare i fondi degli utenti.

L’Ingegneria Sociale Dietro l’Attacco

L’aspetto più sorprendente è la modalità con cui è stato condotto il furto. Gli hacker non hanno violato la crittografia dei wallet né rubato direttamente le chiavi private. Invece, hanno sfruttato vulnerabilità umane, manipolando le procedure di firma multisig. Senza accorgersene, alcuni operatori hanno firmato transazioni fraudolente, confezionate con tecniche di ingegneria sociale piuttosto che con sofisticate capacità tecniche.

Conclusione

Questo attacco dimostra come il rischio nel settore delle criptovalute non sia solo tecnologico, ma anche umano. L’episodio sottolinea l’importanza di rafforzare i protocolli di sicurezza e di mantenere alta l’attenzione sulle minacce derivanti dall’ingegneria sociale. Intanto, il sistema cripto ha mostrato una rara capacità di cooperazione per fronteggiare la crisi, un segnale positivo per la resilienza del settore.

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