Pec per automobilisti, Salvini fa marcia indietro: Non sarà nel Codice della Strada”

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha chiarito che l’obbligo di dotarsi di una Posta elettronica certificata (Pec) per rilascio e rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo non sarà inserito nel nuovo Codice della strada. La precisazione arriva dopo che il testo base della riforma aveva previsto il vincolo del domicilio digitale registrato nell’Inad (Indice nazionale dei domicili digitali) per diverse pratiche legate all’auto e alla moto.

Cosa prevedeva il testo base della riforma

Nel testo base inviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) a oltre cento tra associazioni di settore, tecnici, professionisti, sindacati e imprese era contenuta la previsione di un domicilio digitale obbligatorio per svolgere operazioni fondamentali relative ai veicoli. In particolare, l’obbligo avrebbe riguardato:

  • il rilascio e il rinnovo della patente;
  • l’immatricolazione di un veicolo nuovo;
  • la revisione dell’auto (quattro anni dopo l’immatricolazione e poi ogni due anni);
  • il passaggio di proprietà di un’auto usata;
  • la reimmatricolazione in caso di targa rubata o smarrita;
  • la registrazione di un’auto con targa straniera per l’utilizzo in Italia.

Il domicilio digitale, come spiega il ministero dell’Interno, è un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) che sostituisce il recapito fisico per l’invio di comunicazioni con valore legale da parte della Pubblica Amministrazione, come atti, notifiche e avvisi.

Perché la proposta aveva creato preoccupazione

La possibile novità ha generato preoccupazione tra i proprietari di auto e moto perché, sebbene la Pec sia già obbligatoria per professionisti iscritti ad albi ed elenchi e per le imprese, per i privati cittadini è attualmente una scelta. Dotarsi di una Pec richiede di acquistare il servizio da uno dei numerosi gestori esistenti sul mercato, con costi che possono variare da 4-5 euro fino ad alcune decine di euro all’anno per servizi professionali più elevati.

Oltre al prezzo, il passaggio potrebbe essere complicato per chi non ha confidenza con gli strumenti digitali, anche se la Pec offre vantaggi anche al di fuori dell’eventuale riforma del Codice della strada: ad esempio, può essere utilizzata per ricevere più rapidamente comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e per inviare corrispondenza in una modalità che permette di accertare legalmente quando è stata mandata e quando è stata ricevuta. Uno degli ambiti in cui la Pec potrebbe essere usata regolarmente è quello delle multe, che potrebbero essere inviate via posta elettronica certificata, un metodo più rapido, sicuro e meno dispendioso della lettera cartacea.

L’intervento di Salvini: “Nessuna obbligatorietà e nessun nuovo vincolo”

Matteo Salvini è intervenuto come “pompiere” sulla questione, precisando in una nota diffusa sabato mattina: “Nessuna obbligatorietà e nessun nuovo vincolo. Lavoriamo per semplificare le procedure e la vita dei cittadini, e soprattutto per garantire a tutti più sicurezza sulle strade italiane”. Il ministro ha quindi confermato che la proposta di vincolare le richieste di rilascio, rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo alla comunicazione di un domicilio digitale, con una Pec obbligatoria, non sarà inserita nel nuovo Codice della strada.

Il Mit, dal canto suo, ha precisato che “si trattava di una delle numerose proposte su cui oltre 100 fra associazioni di settore, tecnici, professionisti, sindacati e imprese stanno mandando al Mit riflessioni e suggerimenti in questo mese di agosto”. In altre parole, era una delle tante idee sul tavolo durante la fase di consultazione pubblica, non una decisione definitiva.

La riforma non è ancora definitiva: le prossime scadenze

La riforma del Codice della strada non è ancora in vigore e il testo può cambiare. Il testo base è stato inviato agli operatori del settore, che hanno tempo fino al 13 settembre 2026 per far avere i loro pareri al ministero. Stando ai termini della legge delega, il ministero dei Trasporti ha poi tempo fino al 14 ottobre 2026 per varare il testo definitivo.

Se l’iter parlamentare procederà senza intoppi, le nuove disposizioni potrebbero entrare in vigore tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027. Proprio perché il testo non è definitivo, la presa di posizione di Salvini assume particolare importanza: la sua dichiarazione esclude categoricamente l’inserimento dell’obbligo di Pec nel nuovo Codice della strada, rassicurando automobilisti e motociclisti.

Cosa significa per gli automobilisti

La Pec non sarebbe stata obbligatoria per il semplice fatto di possedere un veicolo: non andrebbe per forza creata immediatamente da chiunque abbia un’automobile o una moto. Tuttavia, nel giro di pochi anni, quasi tutti se ne sarebbero dovuti dotare se la proposta fosse stata confermata, dato che le operazioni più comuni legate al veicolo (revisione, acquisto, passaggio di proprietà) avrebbero richiesto il domicilio digitale.

Con la marcia indietro di Salvini, invece, nessun nuovo obbligo sarà introdotto per gli automobilisti e i motociclisti. La Pec rimane uno strumento utile e volontario per i cittadini, ma non diventerà un requisito per le pratiche automobilistiche.

Il contesto: digitalizzazione e semplificazione

L’intenzione alla base della riforma proposta era di aiutare la diffusione dei domicili digitali, per semplificare in ottica futura molte altre procedure. Un passaggio non molto diverso da quello effettuato negli scorsi anni, quando lo SPID o la Carta d’identità elettronica diventarono obbligatori per richiedere alcune prestazioni all’INPS.

Tuttavia, il governo ha scelto di non imporre questo ulteriore passo agli automobilisti, privilegiando la semplificazione delle procedure e la riduzione dei vincoli per i cittadini, come sottolineato da Salvini. La riforma del Codice della strada procederà quindi senza l’obbligo di Pec, concentrandosi su altre novità come la patente a 17 anni, il sorpasso a destra, le prescrizioni per le multe tagliate a 30 giorni, targa e casco per le e-bike e la stretta sugli sprovvisti di assicurazione.

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